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Il fundraising di Charitystars ambasciatore del made in Italy sociale in California

Il sito mette all'asta per beneficenza memorabilia ed esperienze promosse da personaggi famosi.
Il fundraising di Charitystars ambasciatore del made in Italy sociale in California

Roma, 14 mar. - (Adnkronos) - Al momento all'asta ci sono le scarpe autografate indossate da Marco Belinelli nella gara del tiro dei tre punti Nba e a contendersele sono un giapponese, un americano e gli abitanti di San Giovanni in Persiceto, comune in cui è nato il cestista, che per aggiudicarsele (la puntata corrente è di 2.500 euro) ha messo in piedi un gruppo su Facebook per raccogliere i soldi necessari. Una gara, sì, ma di solidarietà, perché l'asta è una di quelle organizzate da Charitystars (http://www.charitystars.com/), sito di fundraising per il no profit che mette all'asta per beneficenza memorabilia ed esperienze promosse da personaggi famosi.

E a scegliere la onlus a cui devolvere i ricavati delle aste sono gli stessi vip. Idea tutta italiana, lanciata da Francesco Nazari Fusetti a giugno dello scorso anno e che in meno di un anno ha raccolto 260mila euro coinvolgendo oltre un centinaio di vip, da Buffon a Tiziano Ferro, ma anche grandi aziende. "Oggi raccogliamo tra i 50 e i 60mila euro al mese che poi vengono devoluti alle onlus", spiega all'Adnkronos Francesco Nazari Fusetti.

Un'idea che ha funzionato, quindi, tanto da essere selezionata per rappresentare il Made in Italy sociale in California in occasione della Global Social Venture Competition 2014, la gara delle startup di Berkeley. "Siamo arrivati secondi come social venture, cioè come impresa che oltre al ritorno economico guarda all'impatto sociale che può generare - spiega l'ideatore di Charitystars - così parteciperemo alla finale di Berkeley il 12 aprile, con altri 20 progetti da tutto il mondo che si sfidano per vincere i 25mila dollari in palio. Ma, soprattutto, ala Global Social Venture Competition è un'occasione di visibilità di fronte a una platea composta anche di investitori".

Un po' un ritorno, quello di Fusetti negli Usa perché è a San Francisco che ha studiato per sei mesi modelli innovativi di fundraising del mondo no profit, salvo poi decidere di tornare in Italia "perché qui è più facile partire rispetto alla Silicon Valley", spiega sfatando quello che definisce "un falso mito perché la Silicon Valley è molto competitiva e avere dei finanziatori è più difficile".

E in Italia in effetti le cose sono andate bene, tanto che ora si progetta di estendere Charitystars anche all'estero, a partire dall'Inghilterra dove dovrebbe partire già dal prossimo mese. "Abbiamo già iniziato - aggiunge il fondatore - a vendere all'asta le maglie dei calciatori a Hong Kong, nel Qatar e in Giappone". Sport a parte, all'asta per beneficenza le star ci mettono un po' tutto: si può incontrare James Blunt nel back stage del concerto (ultima offerta, 300 euro), mostrare il proprio talento a Mara Maionchi offrendo più di 250 euro e aggiudicarsi la mitica giacca che Ivana Spagna indossava intonando "Easy Lady", a partire da 400 euro.

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