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Il modello Novamont di bioeconomia alla conferenza della Banca Mondiale

14 Giugno 2018

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Il modello Novamont di bioeconomia alla conferenza della Banca Mondiale

Roma, 14 giu, - (AdnKronos) - Il modello Novamont di bioeconomia sarà presentato domani alla 22esima conferenza dell’Icabr (International Consortium on Applied Bioeconomy Research), consorzio internazionale di persone e organizzazioni interessate alla bioeconomia, alle biotecnologie agricole, allo sviluppo rurale e alla ricerca economica in ambito bio-based fondato nel 1998, organizzata in partnership con la Banca Mondiale in programma a Washington DC, presso la sede di Banca Mondiale.

Intitolata “Disruptive innovations, value chain and rural development” e incentrata sull'impatto delle nuove catene di valore e delle nuove tecnologie sul sistema agroalimentare, l’edizione 2018 della Conferenza vede la partecipazione di Novamont che interverrà al dibattuto con un contributo di Giulia Gregori, responsabile pianificazione strategica e comunicazione istituzionale di Novamont.

L’intervento “A circular approach to bioeconomy” avrà luogo domani e illustrerà come un modello di bioeconomia circolare può rispondere alle sfide globali del cambiamento climatico, della scarsità di risorse, delle emissioni di gas serra e della desertificazione del suolo. Gregori si focalizzerà sul modello Novamont di bioeconomia e in particolare sullo sviluppo delle bioplastiche biodegradabili e compostabili, concepite per fornire una soluzione al problema dei rifiuti organici.

In questo contesto sarà presentato anche il caso studio della raccolta differenziata dell’organico a Stuy Town, NYC. Il progetto, ideato da Eunomia (società indipendente di consulenza nei servizi ambientali) con il contributo di Novamont e Biobag e condotto nel plesso residenziale di Stuy Town a Manhattan, ha dimostrato come è possibile aumentare l’intercettazione dei rifiuti organici prodotti da edifici plurifamiliari di oltre il 400%.

Ogni anno, nella sola Europa, vengono prodotte 96 milioni di tonnellate di rifiuto organico e 66 milioni di questi 96 non sono raccolti ma vengono conferiti in discarica. Eppure gli scarti alimentari se recuperati con la raccolta differenziata e trattati negli impianti di compostaggio, possono trasformarsi in compost, un vero e proprio alleato nella lotta al fenomeno della desertificazione del suolo.

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