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L'Italia in una settimana è diventata più florida della tabaccaia di Fellini

Va via Silvio? Per Repubblica la crisi non c'è più. Anzi, è tornato il boom economico

Incredibile numero di Affari e Finanza di lunedì 21 novembre. Stiamo già facendo un culone alla Merkel

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Va via Silvio? Per Repubblica la crisi non c'è più. Anzi, è tornato il boom economico

Ma pensa tu che il nuovo miracolo italiano è arrivato proprio il giorno dopo che Silvio Berlusconi ha levato il disturbo. Solo una settimana fa il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, ammoniva: “siamo sull’orlo del baratro, ma sono ancora fiducioso: l’Italia una volta liberata dalle anomalie berlusconiane saprà regolarsi da sé”. Il suo vicedirettore, Massimo Giannini, che è anche il responsabile dell’inserto economico allegato ogni lunedì al quotidiano, una settimana fa descriveva una Italia “a un passo dalla bancarotta finanziaria”. Poi come un fulmine è arrivato il nuovo miracolo economico. E oggi l’Italia è già così pingue e florida da fare invidia perfino alla tabaccaia di Federico Fellini.

Chi ha preso in mano lunedì 21 novembre la Gazzetta di Bengodi, che in edicola portava ancora il vecchio nome Affari e Finanza, inserto economico di Repubblica, lo ha capito bene. In primo piano due paginate di intervista al presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ci informano che “l’Italia non fallirà” e che il 2011 “è stato un buon anno” per le compagnie di assicurazione, che hanno già macinato utili su utili. Non solo, gli italiani hanno ripreso con Mario Monti finalmente a viaggiare, e rimpinguano i bilanci delle autostrade di Gavio, che hanno superato i 600 milioni di euro di margine operativo. Cose da boom. E siccome i soldi piovono sulla testa, Repubblica ci informa su come vengono investiti: “Gioielli d’epoca e diamanti, aste da record contro la crisi”.

Siamo una squadra fortissimi Come cantava Checco Zalone dopo la vittoria ai mondiali di calcio del 2008, “Siamo una squadra fortissimi”. E questa settimana siamo andati naturalmente forti mettendo in campo i campioni dell’Italian style. Affari e Finanza ci racconta “Le cento vetrine di Patrizia Pepe”m che apre negozi in tutto il mondo, poi analizza i magnifici risultati di “Via Montenapoleone, fronte del lusso”, racconta che “Piero Guidi scopra la magia di Soho alla conquista della Grande mela” e rivela pure che “Roner cambia la grappa, il gusto più morbido vince in Cina” (e raddoppia l’export)”. Ottime notizie da altri settori: “Siderurgia, l’acciaio italiano vola sulla domanda tedesca”. Già, in pochi giorni facciamo davvero un culone così ad Angela Merkel e a mezzo mondo. Da sogno…

Meglio del Nasdaq Per Repubblica l’Italia è già diventata il nuovo Nasdaq, perché via Berlusca è boom pure quando si gioca fuori casa, ad esempio nell’ hi-tech. “Fibre ultraveloci e cellulari multi task, il nanotech entra nell’informatica”, titola Catia Barone, descrivendo “un mercato in forte espansione in cui l’Italia ha un ruolo centrale”. Abbiamo “ambizioni nel private equity”, e ora sappiamo che Cesare Collinelli con la sua Horsa “vuole digitalizzare le Pmi e in 5 anni quadruplica i ricavi”. Non basta: “Il Mit cerca dieci giovani innovatori italiani”. Boom da anni Sessanta

Ricchi per mare e per terra. Margaritelli “pianta foreste in Bolivia e Argentina”, a fare capire come sta crescendo pure l’economia verde. E uscito dalle scatole Silvio finalmente si può dire che l’Italia è un popolo di santi e navigatori: “Mare, un business che vale il 2,6% del Pil”. Fino a una settimana fa non lo sapevamo, ma quello è “un settore da 40 miliardi di euro che dà lavoro a mezzo milione di addetti. Gli investimenti degli anni scorsi hanno dato all’Italia il primo posto in Europa per l’export marittimo e nelle crociere”. Ora si può ammettere: sono pieni i ristoranti della Costa crociere! E la crisi? Nell’archivio di Repubblica….

 

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Commenti all'articolo

  • Adrianavarela

    23 Novembre 2011 - 16:04

    E di cosa si stupisce? a che servono gli inserti economici dei giornali? A fare marchette economiche. Così come i loro direttori fanno marchette politiche. Repubblica è fin dalla sua fondazione maestra nell'una e nell'altro mestiere... E' per questo che se la prendono tanto con le escort: è una questione di esclusiva e di concorrenza

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