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Basta rimborsare solo le spese sostenute e i costi della politica scendono

I deputati italiani prendono meno dei colleghi europei. Poi arrotondano facendo la cresta sui rimborsi

Ecco la vera differenza con francesi, inglesi e tedeschi: a Roma fanno tutti i furbi

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I deputati italiani prendono meno dei colleghi europei. Poi arrotondano facendo la cresta sui rimborsi

Sapete quale è la vera differenza fra i parlamentari italiani e quelli degli altri paesi europei? La più banale: gli italiani fanno i furbi, ed è la loro regola. Francesi, inglesi e tedeschi, lo fanno molto meno. E quando provano a farlo, li pizzicano subito, e prima che l’opinione pubblica li stritoli (lo farà non rileggendoli), c’è qualcuno che istituzionalmente assesta loro un bel calcione nel sedere.

In Francia, in Germania o in Inghilterra non si vedrà mai come accade in Italia un Gianfranco Fini o un Renato Schifani nel ruolo di capi del sindacato dei parlamentari. Così se si confrontano i costi dei parlamentari- vitalizio a parte- dei paesi d’Europa, è vero che gli italiani prendono meno soldi in busta paga di francesi, tedeschi e inglesi. Hanno un lordo più alto, perché in Italia si è deciso di fare pagare loro le tasse. Altrove si è pensato che tanto era una partita di giro (lo Stato che paga se stesso), e si è preferito evitare la sceneggiata.

Anche i rimborsi spese per soggiorno e spostamenti hanno un plafond doppio o triplo rispetto agli italiani (varia da paese a paese). Ma ci sono due differenze sostanziali. Primo: in Francia, in Germania e in Inghilterra si rimborsano solo spese documentate e strettamente legate alla attività parlamentare entro un certo plafond (a Londra non hanno messo un tetto, ma l’obbligo per tutti di mettere gli scontrini on line, così il tetto lo stabilisce l’opinione pubblica che si incazza). Secondo: negli altri paesi i privilegi sono limitati esclusivamente alla funzione e alla situazione reale dei parlamentari. Ad esempio: non possono viaggiare in aereo quanto vogliono, come gli italiani. Hanno un numero di voli gratuiti stabiliti ogni anno. Se ne prendono uno in più, pagano. Stessa cosa per i treni: servono per andare in parlamento. Stessa cosa per le auto blu. La Francia ne ha venti per tutti i parlamentari. Se sono libere, possono accompagnarli all’aeroporto o alla conferenza gratis. Se no si prendono il taxi, chiedono la ricevuta e la presentano per il rimborso spiegando come l’hanno utilizzato.

L’unico privilegio che hanno i deputati pagato dalle finanze pubbliche è un abbonamento mensile alla metropolitana solo per i mesi in cui si lavora. Tutti i rimborsi spesa, a cominciare dalla diaria, sono concessi solo ai parlamentari che non risiedono nella città dove ha sede il Parlamento. Il contrario dell’Italia, dove si concede un rimborso a forfait a tutti indistintamente. Così Massimo D’Alema, Francesco Rutelli Fini e Fabrizio Cicchitto (citati a caso) che hanno residenza e casa a Roma ricevono lo stesso rimborso mensile dal un deputato siciliano o altoatesino per compensare le spese di residenza a Roma legate all’attività parlamentare. Siccome i romani non hanno spese in più rispetto a prima, si mettono in tasca quei soldi come fosse stipendio. Allora sì, che la busta paga lievita rispetto ai colleghi di Londra e Parigi!

Stessa cosa con i taxi per l’aeroporto: c’è un rimborso di più di mille euro al mese per andare all’aeroporto dove prendere l’aereo che li porti in Parlamento. Naturalmente i romani non prendono quell’aereo, non prendono il taxi per l’aeroporto, ma si prendono i mille euro e più al mese. E lo chiamano rimborso! Di che? Di nessuna spesa. Altrove si chiamerebbe stipendio. Stessa cosa accade per tutti con i rimborsi per i portaborse: se li assumi, in effetti quei 4 mila euro al mese coprono una spesa. Se non assumi nessuno, ti metti i soldi in tasca e diventano stipendio. Ecco, è lì la vera differenza che difficilmente scoprirà una commissione tecnica: gli italiani fanno la cresta sui rimborsi allegramente. In Europa non si può

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Commenti all'articolo

  • masbalde

    10 Gennaio 2012 - 00:12

    la cresta documentata a questo link http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ

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  • encol1

    02 Gennaio 2012 - 09:09

    L'errore di fondo, voluto e studiato a tavolino, ben inteso, è di equiparare gli stipendi a quelli dei deputati europei. Ma se non sbaglio i ns. problemi non sono gli stessi degli altri, quindi prima di tutto dobbiamo conoscere quanto possiamo permetterci di spendere per la politica. Una azienda quando, ad esempio, decide di fare pubblicità considera quanto potrebbe spendere appunto per la pubblicità. Lo stesso metodo vale per i costi della politica .

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  • simonetta.piangerelli

    22 Dicembre 2011 - 14:02

    gli altri almeno fanno qualcosa loro,tutti,distruggono !

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