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MeravigliosaMENTE

Enrico Bertolino: "Porto la scienza in tv e la faccio capire a tutti"

16 Ottobre 2017

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«Porto la scienza in tv e la faccio capire a tutti»

Comunicare la scienza è questione complessa. Prendere argomenti ostici, profondi e al limite della comprensione e spiegarli a chi non ha una formazione specialistica. A dimostrare quanto sia importante rendere la ricerca scientifica parte del quotidiano ci pensa MeravigliosaMENTE, una nuova trasmissione in onda su La7 il sabato alle 12.

Cinque puntate ideate da Fondazione Tim che vedono Enrico Bertolino negli insoliti panni di divulgatore scientifico in un viaggio di cinque tappe in Italia all’interno di altrettanti centri d’eccellenza - Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Istituto italiano di Tecnologia di Genova, Università degli studi di Padova, Università degli studi di Milano-Bicocca, Politecnico di Torino -, per raccontare storie legate a robotica, ambiente ed ecologia, tecnologie digitali aerospaziali, genetica e fisiologia umana, intelligenza artificiale e cyber security. Progetti innovativi sviluppati in Italia che potranno cambiare la nostra vita. «L’idea di Fondazione Tim mi ha sorpreso perché di solito per questo tipo di trasmissioni si usano divulgatori e non comici», racconta Bertolino, «ma quella di una forma di divulgazione ironica è stata una bella sfida, un modo per avvicinare un certo pubblico alla scienza in una televisione che dà poco spazio alla scienza,mentre servirebbe una sorta di alfabetizzazione 2.0. Si pensa sempre che i bambini e i ragazzi non siano interessati a certe cose, ma quando ho fatto vedere a mia figlia di otto anni e mezzo un documentario sulla sonda Cassini lei ne è rimasta molto affascinata». È stata una prova stimolante e complessa per il conduttore, che ha dovuto affrontare temi per lui non certo quotidiani. «Se vuoi fare una cosa al meglio, devi studiare e prepararti bene», spiega Bertolino. «Che senso avrebbe avuto andare dal robot dell’IIT di Genova e fare delle battute? Mi sono confrontato con ragazzi che non scherzano: lavorano per un futuro anche nostro e non sono avulsi dalla realtà.
Mi sono anche prestato come cavia per alcuni esperimenti. E devo dire che i giovani ricercatori cercano di parlare in maniera intellegibile. È stata un’esperienza interessante e affascinante».

Il progetto prevede anche la realizzazione progressiva di una piattaforma web (meravigliosamente.fondazionetim.it), accessibile attraverso una App che consentirà agli studenti di conoscere meglio il percorso accademico dei ricercatori protagonisti del programma e di altri under 40 che come loro hanno intrapreso una carriera nel mondo delle STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) per poterli imitare scoprendo dove poter seguire i corsi necessari ma anche verificare l’esistenza di qualche affinità in termini di interessi nella vita privata. Entro la fine dell’anno la piattaforma conterrà 2000 profili. «Dopo l’esperienza dello scorso anno di Lezioni sul Progresso che ha portato in teatro il confronto sul palco di studiosi e scienziati con personaggi pop per raccontare la cultura dell’innovazione», spiega Paolo Teoducci, direttore generale di Fondazione Tim, «MeravigliosaMENTE vuole essere un ulteriore passo per ispirare gli studenti nella scelta di una carriera nel campo della ricerca passando attraverso il racconto di storie di successo, di giovani scienziati che lavorano in Italia in centri di eccellenza su progetti e studi di respiro internazionale».Tra i ricercatori intervistati c’è Luca Cesaretti,che a 26 anni ha fondato la startup Ales Tech con alcuni colleghi per «sviluppare una tecnologia di levitazione magnetica che grazie all’utilizzo di magneti permanenti consenta di sostenere il peso di un veicolo ed elimini le forze di contatto e la riduzione degli attriti, per avere treni più veloci ma anche più efficienti e con un minore impatto sulle infrastrutture e sull’inquinamento acustico». Il loro prototipo permette di muovere un intero vagone con la spinta di una persona. Giusto per dare un’idea del futuro già presente in Italia.

di Alvise Losi

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