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Spifferi a Palazzo

Quirinale, l'ipotesi: il presidente verrà eletto nella notte tra venerdì e sabato

Quirinale, l'ipotesi: il presidente verrà eletto nella notte tra venerdì e sabato

A poche ore dall'apertura dei seggi sta prende corpo l’ipotesi che la quarta votazione per l’elezione del Capo dello Stato si svolga nella notte tra domani e sabato. La quarta votazione, tenendo conto quella di oggi, è la prima in cui basta la maggioranza assoluta e non più quella qualificata dei due terzi. Le operazioni di voto prenderebbero il via a mezzanotte per concludersi a notte fonda. Una proclamazione all’alba sarebbe un inedito ovviamente. Sarà la capigruppo congiunta di Camera e Senato, convocata oggi alle 12, a valutare quest’ipotesi.
La scelta di votare di notte non è ben chiara. Di certo ricorda quei governi fatti d'agosto, quando gli italiani sono in tutt'altre faccende affaccendati. Di certo ricorda i ladri che agiscono di notte, nell'oscurità, per non farsi beccare con le mani nella marmellata. 

La proposta del Pd - Il Pd sembra comunque voler accelerare. "Il nostro capogruppo Roberto Speranza", ha dichiarato il presidente del Pd Matteo Orfini, "ha avanzato la proposta di svolgere due votazioni per il nuovo Presidente della Repubblica nella giornata di oggi e tre in quella di domani. Si potrebbe eventualmente effettuare il secondo scrutinio oggi alle 19 per poi fissare i tre di domani fra le 9 e le 19". L'indiscrezione dell'ultima ora parla però di un Pd che non vorrebbe forzare nella richiesta di più votazioni. Si procederebbe dunque con un solo voto, dalle 15, per oggi e con due domani, per poi proseguire con la quarta nella giornata di sabato.

Convocazione - Il primo appuntamento è comunque alle 15. Il Parlamento si riunirà in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica che andrà a sostituire il dimissionario Giorgio Napolitano. E sarà proprio il presidente emerito tra i primi a votare visto che la chiama a scrutinio segreto avrà inizio dai senatori a vita. A seguire i senatori, quindi la chiama dei deputati e, infine, quella dei delegati regionali. I grandi elettori sono in tutto 1009 e sono così suddivisi: 630 deputati, 321 senatori (compresi i 6 senatori a vita: oltre a Napolitano, ci sono Carlo Azeglio Ciampi, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubia) e 58 designati dai consigli regionali. I grandi elettori sono così ripartiti in Parlamento: Partito democratico 415, M5S 137, Forza Italia 130, Area popolare (Ncd-Udc) 70, Misto 52, Lega Nord e autonomie 35, Scelta Civica per l’Italia 32, Sinistra ecologia libertà 26, Per le autonomie 16, Autonomie e libertà 15, Per l’Italia 13, Fratelli d’Italia 9. Nelle prime tre votazioni per l’elezione del capo dello Stato serve la maggioranza qualificata dei due terzi del Parlamento, quindi 672 voti, mentre a partire dalla quarta il quorum si abbassa a 505, espressione della maggioranza assoluta. Il calendario delle votazioni dovrebbe prevedere due sedute al giorno, una alle 10 e una alle 16, ma forse quella delle 10 verrà anticipata a subito dopo la mezzanotte.

Le spese per i giornalisti - Per garantire alla stampa la possibilità di seguire al meglio ogni fase delle votazioni, dello spoglio, e della cerimonia del giuramento sono stati allestiti, nel cortile d’onore di Montecitorio, 5 gazebo a disposizione delle emittenti televisive nazionali; nella galleria dei Presidenti 2 box che possono ospitare fino a 4 postazioni di riprese; nelle tribune stampa spazi per 24 troupe televisive, di cui 6 riservate a telecamere di redazioni locali e 3 per le emittenti straniere; la Sala del Mappamondo è stata allestita con maxi-schermi che consentono di seguire i lavori in Aula; durante il giuramento del neo Presidente della Repubblica, le troupe televisive possono seguire la cerimonia anche nella Sala della Regina, dove sono collocati maxi schermi. Sono 450 i giornalisti accreditati, 40 i fotografi, 140 gli operatori in rappresentanza di 31 testate italiane, alle quali si aggiungono 10 testate estere e 27 operatori, per una cifra record di 657 addetti all’informazione. La spesa totale che la Camera sostiene per consentire una copertura giornalistica adeguata all’evento, ammonta a 25mila euro. Sono state rafforzate le misure di vigilanza esterna ed interna al Palazzo.

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Commenti all'articolo

  • Napolionesta

    29 Gennaio 2015 - 11:11

    Guardate questa foto,lo specchio della politica italiana, che schifo!! Un Italiano in Germania.

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  • Irene88

    29 Gennaio 2015 - 11:11

    Che discorsi. Primo: il pubblico non ha alcun diritto di pronunciarsi sull'elezione del Presidente, quindi che si tenga l'elezione di giorno o di notte è irrilevante. Secondo: con quello che sono pagati i parlamentari possono ben permettersi di lavorare fuori orario.

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