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Il candidato

La telefonata tra Berlusconi e Mattarella

La telefonata tra Berlusconi e Mattarella

Sobrio. E' questo l'aggettivo che, secondo chi lo conosce, descrive meglio Sergio Mattarella. Ieri, nella giornata in cui il suo nome è diventato ufficialmente il candidato di tutto il Pd per il Colle, il giudice della Corte Costituzionale ha tenuto un profilo ancora più basso del solito. E' solitamente abitudinario, ma nella prima giornata di votazioni ha stravolto i suoi programmi con l'intento di tenere lontani flash e cronisti. "Sono tranquillissimo", ha detto lui a chi lo ha contattato ed è riuscito a parlare con lui. Prima che Renzi lo lanciasse ufficialmente, Mattarella è già chiuso nel suo ufficio: lo studio di giudice della Corte Costituzionale accanto a quello di Giuliano Amato. Riceve sms, chiamate. Chiama Renzi ma, la telefonata più importante è quella di Gianni Letta. La chiamata arriva da Palazzo Grazioli e, come scrive Repubblica, permette al candidato di scambiare qualche parola con Silvio Berlusconi. L'ex premier ha spiegato le ragioni del suo no al suo nome, ragioni che non riguardano la persona ma solo il metodo con cui Renzi è arrivato alla sua candidatura. Telefonano Angelino Alfano, Massimo D'Alema e Dario Franceschini. E poi ancora Pierluigi Bersani e Rosi Bindi. A tutti ripete come un mantra la stessa cosa: "Se andrà bene, sarà un onore. E il mio impegno sarà massimo". 

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Commenti all'articolo

  • pinodipino

    02 Febbraio 2015 - 16:04

    Silvio porterà in regalo qualche copia del Giornale e di Libero di questi giorni per fargli capire quanto i suoi giornali lo stimino!!!!!!

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  • stevie02

    30 Gennaio 2015 - 13:01

    E una massa di ruffiani per caso?

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  • TOMMA

    30 Gennaio 2015 - 12:12

    Anche questo comportamento dimostra la sempre più evidente inadeguatezza di Berlusconi a fronteggiare la situazione. Che ca... di bisogno c'era di telefonare a questo personaggio. Non si tratta di convincere qualcuno che, anche se bravo, non è stato possibile nominarlo direttore generale. Qui si fa politica. E in politica non ci sono prigionieri.

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