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Retroscena

La minaccia di Renzi e quelle telefonate...

La minaccia di Renzi e quelle telefonate...

Non è tranquillo Matteo Renzi. Calcolatrice alla mano, deve capire di quanti voti può disporre Sergio Mattarella alla quarta votazione. La maggioranza assoluta è fissata a 505 e il presidente del Consiglio controlla 560 grandi elettori. C'è un margine di 55, che però non gli dà garanzie. E in una votazione a scrutinio segreto, di fatto, 55 non è un numero sufficiente per mettersi al riparo dai franchi tiratori.

Per questo Renzi non vuole correre rischi così mette Angelino Alfano, leader di Ncd e primo ministro del suo governo, con le spalle al muro: "Facciamo parte della stessa maggioranza e dello stesso governo", lo minaccia il presidente del Consiglio, "non puoi allearti con Forza Italia. Sappi che se Mattarella non viene eletto, da lunedì tu non sei più il mio ministro dell'Interno" e "e apro la crisi, andiamo al voto".

Poco più tardi Renzi telefona ancora ad Alfano: gli fa notare che se in accordo con Silvio Berlusconi votasse scheda bianca diventerebbe "il primo ministro dell'Interno della storia a non votare il Capo dello Stato". Poi lo chiama anche Giorgio Napolitano, ennesimo pressing. 

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Commenti all'articolo

  • marari

    31 Gennaio 2015 - 11:11

    Non so chi dei due sia più venditore di tappeti. Per il momento Renzi potrebbe vincere, ma sarà una vittoria di Pirro, perché il PD non l'ha compattato, anzi gli si rivolterà contro alla prima occasione, giacché le ali estreme sanno che l'uomo non è di sinistra e che usa tutto quello che può per fini personali. Quanto ad Alfano è già finito, perciò fa quello che detta Renzi.

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  • deltabravo

    31 Gennaio 2015 - 10:10

    Questi i voti non li comperano si minacciano soltanto e per di più alla luce del sole uno è stato processato questi solo minacce ed è tutta democrazia alfano svegliati abbi le palle sii uomo e non pagliaccio

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  • deltabravo

    31 Gennaio 2015 - 10:10

    Questi i voti non li comperano si minacciano soltanto e per di più alla luce del sole uno è stato processato questi solo minacce ed è tutta democrazia alfano svegliati abbi le palle sii uomo e non pagliaccio

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  • honhil

    31 Gennaio 2015 - 10:10

    La politica è una strana bestia. Affamata per quanto possa essere, a volte, basta una briciola,per farla scodinzolare. E Angelino Alfano da Agrigento,contrariamente al Giacomino di pirandelliana memoria, per dire sì non ha proprio bisogno di pensarci un pochino su.Incamminandosi sulla strada del suicidio politico, a fronte basta e con la coda tra le gambe.Renzi vince su tutta la linea. Al momento.

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