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I contrari alla riforma

Referendum costituzionale, le ragioni dei comitati del No

25 Novembre 2016

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Referendum costituzionale, le ragioni dei comitati del No

La mossa da parte di Matteo Renzi di personalizzare il voto del 4 dicembre ha spinto la totalità dei partiti di opposizione a impegnarsi in prima fila nei comitati del No. L'avversione al premier in carica ha dato l'impulso determinante per mettere insieme personaggi del tutto distanti tra loro: Silvio Berlusconi con Nichi Vendola, Luigi di Maio con il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. La conseguenza immediata è stata una campagna elettorale ricca di attacchi al governo in carica, poverissima di spunti di approfondimento che aiutassero gli elettori a capire cosa ci sia fosse di giusto o sbagliato nella riforma. Cosa dicono insomma le ragioni del No? Ecco tutte le critiche in sintesi alla riforma Renzi-Boschi.

Bicameralismo - Chi critica la riforma costituzionale denuncia che non bicameralismo paritario non verrebbe superato nel caso di vittoria del Sì. Anzi, la coesistenza di Camera e Senato nel nuovo ordinamento sarebbe più confusa e creerebbe conflitti di competenza tra Stato e regioni, tra Camera e nuovo Senato.

Costi - La riforma riduce il numero di Senatori a 100 membri, ma secondo i sostenitori del No i costi di Palazzo Madama verrebbero ridotti solo di un quinto.

Partecipazione - Non c'è un aumento della partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica del Paese, sostengono i comitati del No. Anzi, la partecipazione viene resa più difficile visto che vengono triplicate le firme necessarie per la presentazione di un disegno di legge di iniziativa popolare, facendo passare la soglia da 50 mila a 150 mila.

Semplificazione - La riforma costituzionale non porterebbe una semplificazione dell'iter legislativo, dicono i sostenitori del No, ma anzi moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e ne incrementa la confusione.

Innovazione - Non ci sarebbero elementi innovatori secondo chi sostiene il No, perché la riforma conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private in modo importante di mezzi finanziari.

Illegittima - I comitati del No contestano la riforma fin dalla sua approvazione, ritenuta illegittima perché tale sarebbe anche il Parlamento che l'ha prodotta, essendo stato eletto con la legge elettorale - il Porcellum - bocciato dalla Corte costituzionale.

Sovranità popolare - Uno dei punti cardine delle critiche alla riforma è il combinato disposto tra la riforma costituzionale e la nuova legge elettorale, l'Italicum. Secondo i sostenitori del No, la combinazione dei due provvedimenti toglie buona parte della sovranità popolare al corpo elettorale, consegnandola a una forza politica di minoranza che si impossessa di tutti i poteri grazie a un generoso premio di maggioranza. Su questa stessa scia, verrebbe meno anche l'equilibrio dei poteri, togliendo capacità di garanzia al Presidente della Repubblica e alla Corte costituzionale, a favore di una falsa maggioranza frutto del premio elettorale.

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