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Amore e odio

Madonna: "Amo Lady Gaga, presto sul palco insieme"

Quella di lady Ciccone è la verità oppure una provocazione?

Madonna

Madonna

di Leonardo Filomeno

Atlantic City, Usa, un tour di successo (115.7 milioni di dollari portati a casa nel solo ciclo europeo) come l’Mdna di Madonna. Che è sul palco e sta per esibirsi con Masterpiece, una delle canzoni più belle e romantiche del discusso e spesso massacrato MDNA. Spiazza, a quel punto, la vecchia volpe. E regala un momento intriso d’amore e di pungente sarcasmo. Vuol dedicare il brano a Lady Gaga, "Che amo”, dice. “E’ vero. La amo veramente. E uno dei prossimi giorni saremo insieme sul palco”. Bufala colossale o progetto imminente? Di certo, un duetto da fuochi d’artificio, qualcosa che potrebbe restare negli annali del pop. E subito, immancabile, la stoccata alla giovane collega: “L’imitazione è la più alta forma di adulazione”. Il riferimento, ormai quasi un chiodo fisso per l'artista statunitense, è alle palesi somiglianze tra Born This Way ed Express Yourself. E arrivati a questo punto, che dite, si esagera ancora nel definire quella di Germanotta una Express Yourself 2.0.? Forse no. 

Come non si esagera nel considerare azzardata l'ipotesi che balena nella testa di Lady Ciccone e del suo staff di estrarre da MDNA la canzone Superstar. A rilanciarla è il sito Mtv Brasil, quindi l'operazione potrebbe riguardare solo il mercato dell'America Latina. Brasile o no, dove pare che la cantante si recherà per scegliere la cover del pezzo in questione, la speranza è che alla fine non se ne faccia nulla. Perché il brano sarà pure orecchiabile, ma pecca di estrema leggerezza e certo non è nel dna di una come Madonna. E poi scusate: ma la ballad Love Spent e i progetti per un altro video italiano (dopo Venezia e Like A Virgin nel 1984 e Mugello e Turn Up The Radio quest’anno) con Federica Pellegrini e il suo compagno Filippo Magnini? E Gang Bang e il tanto desiderato videoclip diretto da Quentin Tarantino? Ma soprattutto: dopo tre singoli dance non sarebbe il caso di puntare su quel piccolo “capolavoro” che la Nostra ha dedicato a Stefani? O, meglio ancora, sulla solo apparente semplicità vocale e musicale della toccante Falling Free? Sarebbe come azionare la macchina del tempo e tornare al 1998. A Ray Of Light. Uno di quei pochi viaggi in prima classe per cui i biglietti andrebbero a ruba. 

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