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La petizione

Celentano la snobba, l'Albania si arrabbia: vieni a cantare da noi

I fan avviano una raccolta firme per convincere il cantante ad esibirsi a Tirana. Glielo chiedono da vent'anni, non l'ha mai fatto

Lo showman milanese in Albania è un'icona pop. Ma anche un simbolo anti-comunista. Da quando il dittatore Enver Hoxha censurò Chi non lavora non fa l'amore perché controrivoluzionario
Celentano la snobba, l'Albania si arrabbia: vieni a cantare da noi

L'Albania chiama, Adriano Celentano risponde? Dopo lustri di delusioni, l'associazione albanese Amici di Celentano non si arrende e annuncia l'avvio di una raccolta firma online pur di vedere il Molleggiato esibirsi a Tirana. L'obiettivo è raccogliere centomila adesioni per convincere Celentano a inserire una data nel Paese delle Aquile nel suo prossimo tour, che inizia il 7 e 8 ottobre a Verona. E' dal 1990 (anno di fondazione dell'associazione, subito dopo la caduta del regime comunista) che gli amici albanesi del ragazzo della via Gluck sognano di vedere dal vivo il cantante, nonché attore e showman. Celentano (che nel solo Fan club di Tirana trova oltre 60mila estimatori certificati) li ha sempre snobbati. Ora che farà?

Simbolo della libertà - In Albania molti parlano l'italiano, molti seguono la serie A, molti grazie al satellite guardano anche la tv tricolore. Che un mito pop nostrano diventi una star anche lì sembra una questione di proprietà transitiva. Ma il caso di Celentano è diverso: nell'Albania degli anni '70 non era una semplice icona musicale, ma un simbolo di libertà culturale.

Passione politica - La fortuna del Molleggiato inizia quando il brano Chi non lavora non fa l'amore (primo classificato al festival di Sanremo 1970), popolare anche in Albania, viene censurato dal regime comunista del dittatore Enver Hoxha. Il governo arriva ad organizzare una campagna di sensibilizzazione nelle scuole per spiegare ai giovani il significato "reazionario" del brano. Il risultato? Celentano diventa in un simbolo politico.

Fan clandestini - Quando nel 1972 la televisione di stato organizza il festival della canzone albanese, il regime arresta i cantanti e li condanna per liberalismo e degenarazione occidentale. Peggio di tutti va a Sherif Meidani, che si becca vent'anni per aver imitato il modo di ballare di Celentano.

Un'attesa lunga vent'anni - Dopo la caduta del regime, l'Albania ha potuto esprimere liberamente tutto il proprio amore per il Molleggiato: a lui sono stati dedicati libri, associazioni, mostre e convegni. Con un sogno: poterlo vedere dal vivo. Ora che Celentano, prossimo ai 75 anni, comincia quello che potrebbe essere il suo ultimo tour, troverà il tempo per fare felici i fan albanesi?

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Commenti all'articolo

  • blackindustry

    03 Ottobre 2012 - 12:12

    Se Celentano non va in Albania, gli fa solo un gran favore... Sapessero... Pecunia non olet...

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