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Santoro

"Servizietto pubblico"
Per intervistare Ruby
Michele si piega allo sponsor

Secondo Chi la marocchina ha chiesto che l'intervista venisse filmata davanti alla bacheca di una casa di moda. Michelone smentisce

L'accordo tra la "nipote di Mubarak" e il conduttore di La7 svelato dal settimanale "Chi"
"Servizietto pubblico"
Per intervistare Ruby
Michele si piega allo sponsor

A molti sarà sfuggito. Ma non al direttore del settimanale Chi, Alfonso Signorini, che nell'ultimo numero del magazine di gossip sputtana la "marchetta" fatta da Michele Santoro nella prima puntata di Servizio pubblico andata in onda su La7 lo scorso giovedì 25 ottobre. Pur di avere Ruby "rubacuori", la protagonista del caso omonimo che più sta inguaiando Berlusconi, Michelone ha accettato le condizioni della giovane marocchina: "L'intervista si fa nello showroom dell'azienda che mi ha voluto come testimonial. E la telecamera deve riprendere il backdrop (la bacheca) posizionato alle spalle mie e della giornalista che farà le domande, con il marchio in evidenza". Santoro, con la bava alla bocca, ha detto sì e infatti, durante gli oltre dieci minuti di intervista, l'azienda Silvian Heach ha avuto il suo... Servizio pubblico. Dal canto suo, lo staff di Santoro smentisce categoricamente la ricostruzione di Chi: "Non abbiamo pagato nessuno, l'azienda non ci ha condizionato minimamente e la locatione era l'unica messa a disposizione per l'intervista".

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    01 Novembre 2012 - 14:02

    Spero non a 90°.

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  • Logmain

    01 Novembre 2012 - 10:10

    L'emblema della moralità giornalistica. Della serie il bue che dice cornuto all'asino.

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  • marcolelli3000

    31 Ottobre 2012 - 23:11

    queste cose sono serie, serissime. Vi posso assicurare che interviste mandate con i marchi sono controllatissime, fa parte della normale attivita' per due motivi: se il marchio non e' lo sponsor allora non appare. punto. Non c'e' nessuna possibilita' di errore: le inquadrature sono preparate e approvate. Non ci sarebbe niente di malizioso se non fosse che in alcuni paesi le pubblicita' nascoste sono punite con multe salatissime. Anche per questo non si fanno errori. Petra9035 ha ragione quando sottolinea che l'emittente e' privata, ma non cambia il fatto che una produzione che si presenta con compromessi del genere si presta a tutte le critiche riguardo l'integrita' dei contenuti, no? e' come se io faccessi (e prendo soldi) un annuncio contro il fumo mentre sul tavolo mostro "per sbaglio" una marca di sigarette. Non c'azzecca come direbbe l'intrego di pietro.

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  • antari

    31 Ottobre 2012 - 21:09

    buono eh, quello non si puo scrivere altrimenti li licenziano.

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