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Bolle alla Scala

Purezza e lirismo

Bolle alla Scala
Jiri Kylian, George Balanchine, Glen Tetley: coreografi protagonisti al Teatro alla Scala di Milano sotto un unico titolo Trittico Novecento. Tre balletti che abbracciano buona parte del ‘900, con una struttura neoclassica del movimento, pur se nati in epoche diverse. In Bella Figura di Kylian (1995), l’effetto scenico di un fondale nero diventa parte integrante della coreografia fin dalla prima scena, gioca con la “figura” di una danzatrice trasformandosi in un partner perfetto. Così come la ricerca della perfezione è il fil rouge che lega i nove ballerini in scena, coinvolti in deliziosi “pas de deux”, trascinati dalle musiche di Foss, Pergolesi, Marcello, Vivaldi e Torelli.

Incorniciati dal sipario/fondale i ballerini sembrano ridimensionati in un’atmosfera piuttosto cupa, illuminata nel finale da un braciere ardente; il silenzio cala su una coppia in continuo divenire. Altro scenario per Apollo di Balanchine (1928), interpretato dall’étoile Roberto Bolle, osannato dai numerosi fan presenti. Liberato dalle strette bende avvolgenti, il protagonista appare subito nella sua bellezza statuaria. Anche se ci si aspettava qualcosa di più, la purezza e il lirismo dello stile balanchiniano mettono comunque in rilievo le capacità artistiche di Bolle, più idoneo a veri e propri virtuosismi.
 
Forte di quella innata eleganza che lo contraddistingue e di una perfezione stilistica che presto lo porterà nuovamente oltreoceano (dall’11 giugno “Principal dancer” dell’American Ballet di New York), la star internazionale risulta convincente nel suo ruolo accanto alle muse interpretate da Sabrina Brazzo (Tersicore), Mariafrancesca Garritano (Polimnia), Gilda Gelati (Calliope). Atmosfera intimista per Voluntaries di Tetley (1973), una coreografia che, grazie alla musica di Poulenc, è di forte impatto emotivo. Catturato dall’universo vitale del coreografo americano e dai “divertissement” di pura danza, lo spettatore si lascia trasportare dalla magia della musica e dalla freschezza del movimento, soprattutto visibile nel passo a tre danzato da Francesca Podini insieme a Gabriele Corrado ed Eris Nezha. (repliche fino a sabato 23 maggio).

Myriam Dolce  

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