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Lo sfogo

Gabriele Muccino si lamenta:
"Hollywood mi ha distrutto"

L'ultimo film made in Usa del regista italiano ha fatto flop e lui se la prende con l'industria cinematografica americana

Gabriele Muccino si lamenta:
"Hollywood mi ha distrutto"

Il sogno americano di Gabriele Muccino si è infranto ai botteghini delle sale cinematografiche statunitensi: il suo ultimo film made in Usa,  'Playing for Keeps' che sarà in Italia dal 10 gennaio, ha fatto flop. Il regista così si lamenta su Repubblica: "Qui ho capito che cos'è davvero Hollywood, un’industria spietata dove la gente racconta balle dalla mattina alla sera. Contano solo i grafici, i test, il marketing, il profitto". Insomma non è tutto oro quel che riluce. Hollywood, secondo Muccino, il talento "lo riconosce e lo insegue, vero, ma come il leone in segue la gazzella, per sbranarla". Poi aggiunge: "La fatica è fuori dal set, nell’arena dello show business. Non c'è rispetto per l’intelligenza del pubblico. Se devo fare un bilancio dopo sette anni e tre film, devo dire che ho imparato una marea di cose, come regista e come uomo. Ma forse ero più sereno quando avevo di meno".

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Commenti all'articolo

  • carlo5

    11 Dicembre 2012 - 07:07

    Muccino, se fai un film che non va non te la devi prendere con l'America ma con te stesso. Non sempre le ciambelle riescono con il buco quindi rassegnati e torna in patria a fare cassa con lo stato per un film magari mediocre ma applaudito dalla critica. Caro Muccino basta con i film nevrotici e' tempo di film che dicano le cose come stanno. Entra nei meandri della nostra societa' sia populista che sfigatamente di sinistra e tu che sei stato anni in America potresti essere il regista giusto per farlo. Pensa il paradosso: noi che abbiamo sempre criticato ed attaccato l'America alla fine siamo quelli che la scimmiottiamo di più. Siamo più americani degli americani.

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  • baffos

    11 Dicembre 2012 - 01:01

    L'america non è l'Italia dove spacciate per arte cinematografica stronzate insulse, e penose nella realizzazione. Lei dice che "non hanno rispetto per l'intelligenza del pubblico", potrebbe essere vero se il suo film fosse stato stroncato dalla critica ma premiato dal pubblico, ma così non è stato, ciò vuol dire che è lei che non ha rispetto per il pubblico proponendo un prodotto scadente,ma non si scoraggi lo proponga in Italia e vedrà che il pubblico italiano che si bea dei cinepanettoni lo premierà.

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  • raucher

    10 Dicembre 2012 - 20:08

    Si chiama industria del cinema , ma la parola industria indica profitti, senza i quali c'è il fallimento.Quello , appunto , della patetica cinematografia italiana, che continua a proporre argomenti di cui non frega un cavolo a nessuno fuori dall'Italia.Provinciali.

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