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Madalina Ghenea: "Pronta a sedurre Jude Law"

L'intervista. Due nuovi film per la modella lanciata in Italia: "Per copione divento brutta..."

Madalina Ghenea

Madalina Ghenea

intervista di Luca Vinci

La sua bellezza è qualcosa di travolgente. Perché è insieme classica, maestosa, e bruciante. Qualcosa di orientale nello sguardo, un’eleganza innata dei movimenti, delle dita che si muovono, mentre parla. Gli zigomi alti, l’arco perfetto della bocca. E sorrisi sempre inattesi, che illuminano tutto.

Madalina Ghenea è uno spettacolo naturale. Come gli scenari di pietra e di mare di Capri, dove la incontriamo. È passata dal festival «Capri, Hollywood» di cui l’anno scorso era stata madrina. Un volo di gabbiano, rapido, prima di partire per il Sudest asiatico, dove passerà qualche giorno di vacanza. 

Anni di studi, musica e danza classica, hanno costruito l’armonia della sua figura. O forse è un dono innato. Parla quattro lingue, non viaggia mai senza un libro. Ma il suo sogno era il cinema, nel mito di Sofia Loren e della Magnani.  È venuta in Italia dalla Romania a quattordici anni; le prime sfilate di moda, i primi spot, il successo con quello dei telefoni, la parte che l’ha lanciata nel primo film dei Soliti Idioti... E adesso, a ventiquattro anni, è arrivata a un momento chiave della sua vita (è fidanzata con l’attore americano Gerard Butler), e della sua carriera. 

Madalina, cominciamo dal futuro. Che è un futuro legato al cinema internazionale…

«Sì! Finalmente realizzo un sogno. Sono protagonista, insieme a Jude Law, di una commedia nera che si chiama Dom Hemingway. Abbiamo finito di girare da poco, nel sud della Francia. Il film uscirà in primavera, e non nascondo di essere felice di questa prima grande occasione internazionale». 

Qual è il suo ruolo?

«Sono una femme fatale, che troverà molti modi per sedurre e fare impazzire Jude Law. Lui interpreta un famoso scassinatore di casseforti che dopo dodici anni di prigione torna libero, e vuole sistemare dei conti… Nel cast ci sono anche Richard E. Grant, Emilia Clarke e Demina Bichir. Vedere il mio nome, lì in alto, nel manifesto, accanto a un attore che ha ricevuto due nomination agli Oscar, è un’emozione che non posso neanche descrivere».

Che cosa ha imparato, sul set di quel film?

«Un milione di cose! Ma prima di tutto, direi, la grande sfida è stata recitare in inglese. Jude Law e gli altri attori mi hanno aiutata tantissimo. Si è formata una famiglia, praticamente. Per ricompensa, nel film lo “distruggo”!», ride. 

Intanto, a primavera, il 18 aprile, uscirà in Italia Razzabastarda, il film che lei ha interpretato al fianco di Alessandro Gassman. Che tipo di esperienza è stata?

«Anche girare quel film è stata la realizzazione di un sogno. Un anno prima ero a teatro, a vedere lo spettacolo di Gassman Roman e il suo cucciolo, da cui Alessandro ha tratto il film. Mi sono subito innamorata di quella pièce, di quelle emozioni». 

Un film durissimo, che abbiamo visto alla festa di Roma, e che non lascia indifferenti. 

«È un film sul paese da cui provengo, la Romania. Sull’emigrazione, sulle speranze, sul sogno. Sul dolore. Dorina, il personaggio che interpreto, è l’esempio perfetto dell’ingenuità, dello sfruttamento delle persone che vanno via da un paese come il mio, sognando un avvenire migliore. Dorina è una prostituta. Per interpretarla, ho fatto un viaggio nella sua amarezza, nella sua tristezza. Io sono stata fortunata: è un mondo che non ho visto, che non ho mai conosciuto. Sono venuta in Italia a quattordici anni per lavorare nella moda. Ma non è che sia stato tutto facile, neanche per me». 

In Razzabastarda deve mortificare la sua bellezza, e recita con una vistosa cicatrice. Come è stato?

«Ma io vorrei essere brutta in tutti i film! L’importante è arrivare al cuore delle persone. Il mio mito nel cinema è Anna Magnani, non è la bellezza fine a se stessa». 

Che cosa rappresenta l’Italia, oggi, per lei?

«L’Italia è nel mio cuore. Così come il cinema è la mia vita. Ho due grandi amori: il cinema, e l’Italia. E la mia famiglia». 

I suoi genitori la hanno incoraggiata a cercare la sua strada, anche se questo voleva dire andarsene?

«Mi hanno detto una sola cosa: “apri gli occhi, e impara a conoscere il mondo”. E io ho continuato a farlo, e spero di non smettere mai».

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