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Mister Pulp Fiction

Tarantino, furia contro il giornalista: "Non sono il tuo schiavo"

Il regista perde le staffe dopo una domanda sulla violenza nei suoi film

Quentin Tarantino

Quentin Tarantino

Una domanda sulla violenza nel cinema e una risposta di rara violenza (verbale). Protagonista dello "sclero" è l'insolito Quentin Tarantino, il regista di culto che di precedenti simili non ne aveva. Il presentatore di Channel 4 News, Krishnan Guru-Murthy, nel corso di un'intervista per la promozione dell'ultima pellicola Django Unchained, chiede: "Pensa che ci sia un legame tra godere della violenza sul grande schermo e goderne della realtà?".

"I'm not your slave" - Mister Pulp Fiction non ha gradito. Affatto. E davanti alle telecamere perde le staffe: "Mi rifiuto di rispondere, I'm not your slave (non sono il tuo schiavo, ndr),e tu non sei il mio padrone. Non puoi farmi ballare sulla tua melodia, non sono una scimmia". Nelle ultime settimane, complice anche il recente massacro nella scuola di Newtown, il tema della violenza tiene banco nei talk-show a stelle e strisce. E l'accusa, seppur velata e indiretta, il fatto di aver messo nel mirino le scene dure che contraddistinguono i suoi film, non è stata metabolizzata da Tarantino.

Una domanda stupida... - "E' un film, è fantasia - ha proseguito nella sua tirata il regista -. E questa è un'intervista per promuovere la pellicola. Non voglio parlare delle implicazioni della violenza. Affronto la questone da vent'anni. Se le persone vogliono sapere cosa ne penso è sufficiente che cerchino le mie risposte su Google. Non ho cambiato la mia opinione di una virgola - ha continuato, esasperato -. Non intendo ripetermi all'infinito. I miei fan sanno da dove vengo e conoscono il mio punto di vista. Perché amo fare film cruenti? Non lo so - ha concluso Quentin -. E' come chiedere a Judd Apatow perché ami fare commedie".

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