Cerca

il re del porno

Rocco Siffredi, le confessioni: "La mia sessualità? La devo a mio padre"

Rocco Siffredi, le confessioni: "La mia sessualità? La devo a mio padre"

"Non sono tutte di papà, amore.” I figli di Rocco Siffredi credono che tutte le donne appartengano al padre. Tutte, da quelle che notano per strada, a quelle che vedono in tv o sui cartelloni pubblicitari. Tutte. "Ne è orgoglioso?", chiede, Teresa Ciabatti che per Il Venerdì di Repubblica ha realizzato una lunga intervista-confessione col re del porno. "No", risponde laconico Rocco.

La famiglia - I figli l'hanno scoperto da soli il mestiere del padre, come d'altronde gli stessi genitori Siffredi - e senza che nessuno glielo dicesse - hanno scoperto che il loro amato figliolo faceva l'attore, come dire, osé. "A casa mia non si parlava di sesso. Ho capito che lo sapevano scoprendo nel comodino di mia madre una rivista dove c’ero io. Sono in un certo senso stato io a scoprire lei: da quel momento ha cominciato a inseguirmi per casa, colpendomi con la rivista". "Si sente in colpa verso la famiglia?" chiede la giornalista. E lui: "Sono un uomo diviso in due. La notte sogno diavoli, serpenti, fiamme. Non ho pace". Ma di giorno pare un'altra persona, a pranzo con i figli, le foto di famiglia, il matrimonio con Rosa. Stanno lì, tutti assieme. Una famiglia allegra, com'era la sua di famiglia, fino a che è scomparso il fratello di Rocco prima e la madre, nel '92, poi.

John Holmes - Rocco ci tiene a mantenere una certa unicità nel suo genere, quando gli chiedono del solito paragone con John Holmes lui lo tiene a debita distanza: "Io entro in contatto col cervello delle donne. Capisco quello che vogliono, invece lui in generale è sempre stato uno concentrato solo su se stesso. Non gli importava niente delle sue partner".

Il Padre e le vedove - "Da dove deriva quindi la sua sessualità dirompente?" lo incalza la giornalista. "Da mio padre, Papà entrava nelle case quando i mariti erano a lavoro: “Scusi signora, ha un bicchiere d’acqua...? Poi corteggiava le vedove, appena moriva un collega, lui si presentava a casa: condoglianze e proposta di matrimonio alla vedova. Era un pacchetto. L’unica che gli ha detto sì, è morta dopo una settimana". Ah, la famiglia.

 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog