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Disco e tour

Gianna Nannini: "Il mio inno all'Italia, ma senza retorica"

Gianna Nannini: "Il mio inno all'Italia, ma senza retorica"

Gianna Nannini gioca con Penelope e con il suo passato. Accarezza entrambi mentre prepara, in questi giorni di festa nei quali ha inviato via Facebook gli auguri insieme alla figlia di cinque anni, la grande campagna live 2015 che partirà il 4 maggio da Firenze per solcare tutti i palasport italiani ed espatriare poi all’estero, con la Germania tappa obbligata. Concerti, quelli della cantante senese, basati sull’ultimo disco Hitalia, già nelle hit, con il quale la Nannini ha voluto rielaborare canzoni della grande tradizione musicale nostrana.

Nel cd c’è davvero di tutto: dalle melodie classiche a quelle dei cantautori colti come Sergio Endrigo a Lucio Dalla, da Pino Donaggio a Demetrio Stratos, con ospitate inusuali di Gino Paoli (presente ne Il cielo in una stanza) e persino di Vasco Rossi (C’è chi dice no).

Incontriamo la Nannini mentre il singolo Lontano dagli occhi è un jingle su tutte le radio: una cover del capolavoro di Sergio Endrigo che rappresenta davvero un tuffo nella sua adolescenza. Gianna, artista e mamma felice, racconta di essersi divertita un mondo nel rielaborare brani che fanno parte della sua e della nostra storia: «Sono omaggi a classici immortali che mi facevano impazzire quando ero ragazza. Le considero tutte canzoni mie. Perché fanno parte della mia vita e perché in passato sono entrata in contatto con chi le ha scritte e cantate, Guccini, Demetrio Stratos, Massimo Ranieri... A 14 anni ero pazza di lui. E poi una canzone popolare non è mai soltanto di chi l’ha scritta ma di tutti».

Un cd unico, persino raro nella discografia della Nannini, visto che non è mai stata un’amante delle cover. «Vero, ma questo non è soltanto un lavoro nostalgico. Ho voluto celebrare l’italianità senza scadere nel tricolorismo. Il messaggio di questo disco è che la nostra cultura ha bisogno di essere esaltata, non repressa. Non deve diventare una cosa cartolinesca per turisti». La prima canzone dell’album è la provocatoria Dio è morto scritta da Francesco Guccini secoli fa per i Nomadi. Ma ancora attuale per Gianna che racconta: «È la mia canzone preferita del disco. Adoro come mi esce dalla voce. È stata la più impegnativa perché il canto è molto serrato, c’è poco spazio per la melodia. E poi non ricordate che nel 1979 feci da supporter a Francesco in tour. Era il periodo di America».

Il rock, che nel disco Hitalia esalta canzoni che di rock hanno davvero poco, sfiora sonorità quasi heavy-metal. Non esagerate neppure per la nostra scatenata mammina volante: «Ogni tanto bisogna cambiare rotta, spiazzare, voltare pagina. Mi piaceva l’idea di incidere un disco un po’ heavy. Erano anni che volevo fare un progetto così. Mettere un soffio rock su una canzone di Gino Paoli non è male».

Mai avrebbe pensato, la Gianna, a un Paoli intento a duettare con lei. E invece... «Quando ho provato a incidere Il cielo in una stanza da sola, ho capito che la mia vocalità non raggiungeva quei toni bassi necessari per una buona esecuzione. Allora il mio produttore Wil Malone ha detto: chiamiamo Gino. È venuto in studio e ha inciso le strofe con quella sua voce favolosa e cool. Ha una lentezza che è clamorosamente sexy. È modernissimo». Non si concede con frequenza ma per la rocker di Siena ha fatto un’eccezione anche il suo fratellino di rock, Vasco Rossi, che ha accettato di duettare con lei.

Due poli che si sono attratti alla perfezione. «Prima di noi, in Italia il rock non c’era o quasi. Nel disco cantiamo C’è chi dice no e ci divertiamo molto. Tempo fa Vasco mi ha detto che la mia Sei nell’anima è la migliore canzone degli ultimi vent’anni». La Gianna fornisce anche un’eloquente spiegazione del fatto che la musica italiana, fatte le dovute eccezioni, sia così poco esterofila? «Quando Modugno incise Volare fu un trionfo della nostra melodia. Ai tempi di Fotoromanza, canzone che ho inciso ormai 30 anni fa, mi hanno massacrata perché c’era troppa melodia. Ma io sono italiana, non voglio reprimere il mio istinto anche se condisco tutto con una salsa rock, elemento che non può mancare mai nella mia musica».

Il 2015 della Nannini sarà, come sempre, a tempo di rock: «In Germania, dove ho un’immagine più heavy che in Italia, sarò ospite del festival Rock Meet Classic. E in maggio partirà il tour. Dove ne vedrete delle belle...».

di Leonardo Iannacci

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