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Emma Watson, la critica stronca il suo primo topless

Emma Watson, la critica stronca il suo primo topless

«Inutile e inefficace». Con queste parole la critica americana, solitamente avvezza a premiare i nudi impegnati, ha stroncato il topless di Emma Watson. Necessario non a posare per chissà quale rivisita satinata, ma a rendere giustizia all’estro registico di Alejandro Amenàbar.

O almeno questo è quanto deve aver pensato la Watson quando, tempo fa, si disse ben lieta di assecondare le richieste dell’uomo dietro il successo di The Others. «Adoro il lavoro di Alejandro, sono davvero felice di poter collaborare con lui», dichiarava entusiasta alla stampa statunitense, dicendosi impaziente di cominciare a girare Regression. Pellicola per cui Amenàbar l’ha voluta a tutti i costi. E quella storia controversa, fatta di molestie sessuali, confessioni e misteri, è parsa alla Watson una perfetta quanto desiderata occasione di riscatto.
La bella inglesina tutto farebbe pur di emanciparsi da Hermione Granger e, nel lavoro di Amenàbar, ha visto l’opportunità di lasciarsi alle spalle il magico passato, dimostrando al mondo di essere cresciuta, maturata. Di essere finalmente diventata l’attrice versatile che ha sempre voluto essere.

Peccato però che il seno non sia stata la prova migliore da addurre a supporto di una tesi che per altro già tutti condividevano. La bravura di Emma, così come la sua bellezza, non è stata messa in discussione mai. All’ex maghetta nel corso degli anni non è stato rimproverato alcunché, se non questo topless, considerato improprio nell'economia di una storia come quella alla base di Regression. Il film di Amenàbar, in uscita nelle sale inglesi il prossimo 28 agosto, racconta infatti una storia atroce.
L’accusa di una figlia (Emma Watson) al padre, non per futili motivi ma per molestie sessuali. Poi il crollo dell’uomo. «Sono stato io», pare dire affidando la sua mesta rassegnazione alla cura di un detective (Ethan Hawke) e a quella di uno psicologo (David Thewilis). Di lì il dramma, quello vero. Le indagini dei due uomini, unitamente alla collaborazione del padre accusato, portano alla luce l’esistenza di un intreccio ben più ampio e terribile. Una sorta di mistero di rilevanza nazionale.

Quale che sia è bene non saperlo. Tuttavia, una scena in topless non può certo dare alcun valore aggiunto ad una sceneggiatura così eticamente e moralmente densa. Per questo, per la pretestuosità del gesto, la critica americana è balzata sulle sedie gridando all'indecenza. E con lei quella inglese, onesta nel mettere al rogo prima la perla del suo cinema, poi il regista che l'ha guidata verso la disfatta che è stata l'anteprima americana del film. Segnata qua e là da voci di dissenso che pare difficile accantonare nonostante gli sforzi di alcuni. Giovani «curiosi» e uomini altrettanto assetati di conoscenza sono disposti a tutto pur di rivendicare la bontà del primo nudo della Watson.

L'attrice, dicono loro, ha soltanto voluto dimostrare di sapersi destreggiare davanti ad una macchina da presa anche senza veli. Nient’altro. Senza malizia, questa sarebbe secondo i fan della ragazza l’unica natura del topless della discordia. Prova d’abilità che nulla ci azzecca con l’accusa di essere un’esca per gli allocchi.
Al pubblico l’ardua sentenza.

di Alessandra Casiraghi

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Commenti all'articolo

  • IlBarun

    12 Gennaio 2015 - 16:04

    Signora Casiraghi sarebbe opportuno verificare le foto pubblicate. questa è un clamoroso FAKE

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