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Predizioni cinematografiche

Ritorno al Futuro, ecco le dieci invenzioni diventate realtà

Il futuro siamo noi e - forse perché fa un po’ impressione pensarci (e tanta nostalgia), forse per non sentirci troppo vintage - manco ce ne rendiamo conto. Il futuro siamo noi perché eccoci qui, ci siamo, stiamo arrivando all’appuntamento che abbiamo aspettato da una vita. Da 26 anni. Da quando (era il 1989, “Rain Man” vinceva l’Oscar, il Milan conquistava la sua terza Coppa Campioni, Andreotti era presidente del consiglio, Fausto Leali e Anna Oxa trionfavano nella 39ª edizione del Festival di Sanremo con “Ti lascerò” e a Berlino cadeva il muro) restammo affascinati, intrigati, stupiti e ipnotizzati dal meraviglioso “Ritorno al futuro - parte II”, secondo episodio della saga diretta da Robert Zemeckis e interpretata da Michael J. Fox, che quattro anni prima all’esordio aveva fatto il boom. A farci sognare, il viaggio nel tempo di Marty McFly che, dopo essere ritornato nel presente (26 ottobre 1985) dall’esperienza nel 1955, si butta avanti di 30 anni. E, insieme con Doc e la fidanzata Jennifer, vola nel futuro fino ad arrivare a mercoledì 21 ottobre 2015. Tra poco, appunto, e adesso che il 2015 è iniziato il futuro siamo noi. Il giochino - inevitabile e appassionante - ci ha già conquistato: quante previsioni sono state azzeccate? Quante cose mostrate nel film sono accadute realmente? Quanto erano avanti gli sceneggiatori?

I paranoici americani della dietrologia sostengono che già il primo episodio abbia anticipato la storia (Doc viene ucciso dai terroristi libici al centro commerciale “twin pines mall” che ha come simbolo due pini gemelli: facile il collegamento alle Twin Towers. Non solo. Marty arriva lì quando l’orologio digitale segna le 1:16 am, che visto al contrario diventa 9:11, la data all’americana dell’attacco del 2001), ma gli elementi più interessanti e divertenti sono quelli della seconda puntata. Dove troviamo almeno dieci cose, tra oggetti, strumenti, invenzioni, situazioni, impensabili allora e di uso quotidiano oggi. Incredibile. Prendete per esempio l’abbigliamento. Marty indossa scarpe particolari, le Nike Air Mag che si allacciano da sole. Beh, già nel 2011 la Nike ne aveva fatto un modello in esemplari limitati venduti per beneficenza (il ricavato è andato alla fondazione di J. Fox contro il Parkinson, di cui l’attore è malato) e ora, proprio nei giorni scorsi, Tinker Hatfield, designer della Nike, ha annunciato (paraculescamente) che le scarpe saranno in vendita nei prossimi mesi. O ancora, ricordate gli occhiali-video (un computer da indossare)? Niente di più degli attuali Google Glass, brevettati nel 2011, oppure del casco 3D della Sony uscito nel 2011. Ops, a proposito di 3D: Marty ad un certo punto, camminando davanti a un cinema che proietta “Lo squalo 19” in 3D, viene ingoiato dall’animale che esce dal cinema diventando tridimensionale. Non siamo arrivati ancora a tanto, ma comunque esistono specifici canali tv per l’emozionante 3D.

Yes, la tecnologia. Qui c’è da sbizzarrirsi. Marty viene licenziato dal suo capo tramite una video chat (la prima videoconferenza è del 1987): ora ci parliamo abitualmente su Skype o FaceTime attraverso l’Ipad o altri tablet (inventati nel 2000), che altro non sono che l’evoluzione della tavoletta elettronica che nel film viene data a Marty “da toccare” per firmare la petizione che salva l’orologio della città. E le tv? In “Ritorno al futuro - parte II” appaiono delle allora impensabili televisioni sottili appese a un muro, addirittura con la visione multicanale o con schermi flessibili. Roba che ormai chiunque di noi ha in casa (più o meno).

Ora, pensate e ripensate al film. Ogni scena una sorpresa. Erano stati previsti il forno a microonde, i giochi elettronici senza joystick che percepiscono il movimento del giocatore (la Kinect di Xbox di adesso), lo Slamball (sport senza gravità: l’attuale basket sui tappeti elastici), l’hoverboard (lo skateboard volante: la Haltek Industries l’ha promesso entro fine anno e sarà ad elica) e addirittura i sistemi di sicurezza che si basano sulla biometria. Se avete buona memoria ricorderete che ad un certo punto Jennifer, la fidanzata di Marty, chiede a Doc come si apre una porta senza maniglia e lui risponde: «Premi la placca con il pollice!». Esattamente quello che si può fare adesso con l’impronta digitale sull’Iphone 6.
Benvenuti nel 2015, il futuro siamo noi e tutto si è avverato. O quasi. Ci manca solo la “DeLorean” con un Generatore di fusione che, alimentata con l’immondizia, ci porti un po’ a spasso nel tempo. Ma non disperate: al 21 ottobre mancano nove mesi...

di Alessandro Dell'Orto

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