Cerca

Naufrago e casto

Rocco Siffredi: "Vado all'Isola dei famosi per vincere la mia dipendenza dal sesso"

Rocco Siffredi

Rocco Siffredi è diviso a metà. Da un lato il re del porno, l’uomo da 600 film hard in 5 anni, l’ironico dominatore che non deve chiedere mai; dall’altro l’uomo, quello sensibile e forse debole che dice di volere «guarire», il dipendente dal sesso che vuole estirpare il demone dentro di lui. Per se stesso, per sua moglie, per i suoi figli. L’uomo medio pagherebbe per essere il primo Rocco Siffredi, ma lui non ce la fa più. All’Isola dei famosi (parte lunedì prossimo su Canale 5) in due mesi lontano dai set porno, dalla moglie, provato dalla fame e dalla vita di stenti, spera di «estirpare quella parte di me che mi tormenta». Peccato che come co-naufraghe abbia delle bombe sexy senza precedenti, ma questo lo vediamo dopo.

Perché parte?
«Ho bisogno di questa esperienza, di introspezione, del coraggio di vincere i miei istinti, la mia solita dipendenza dal sesso. Senza telefono, né mail: devo guardarmi dentro. Non so se ce la farò, ma l’ho promesso a mia moglie. Lei mi chiede spesso: “Perché ti senti in debito con la donna, perché devi dire sempre di sì?”. All’Isola ci sono tante belle donne, voglio sentite la sofferenza che mi possa portare a rifiutarle».

Non sarà facile. La castità più lunga della sua vita è durata tre giorni, vero?
«Quando mi operarono alla schiena. Ma mia moglie mi venne a trovare e feci un po’ di...petting. Ora voglio due mesi di astinenza. Secondo i miei figli tornerò a casa dopo due settimane. Il problema è che se una delle ragazze mi dovesse provocare, con frasi tipo “non ce la fai” o “sei stanco” non riuscirei a frenarmi. Le salterei addosso».

Ma sta per caso rinnegando la sua carriera?
«Mai. Non so se è più colpa mia o del lavoro se sono dipendente dal sesso. Vai con dieci-otto donne al giorno, a volte trasgredisci anche fuori dal set, con donne belle, donne brutte: tutto è uguale. Mi prende qualcosa, mi assale. Non va bene. L’ho capito da tante cose. Esempio: vai con attrici diciottenni, poi torni a casa e vedi tuo figlio, con la sua fidanzata diciottenne. C’è qualcosa che non va».

Anni fa aveva abbandonato il porno per «guarire». Ma si riduceva ad andare a prostitute, sentendosi un verme nei confronti di sua moglie, con cui sta da 30 anni. Allora è tornato sul set.
«A 45 anni lasciai l’hard. Fu un disastro, così tornai sul set. In 5 anni ho fatto 600 film. Tornai a vivere, ritrovai un equilibrio. Amo il mio lavoro, amo il sesso, ma qualcosa in me dice basta. Devo rallentare».

Se dovesse vincere la sfida con se stesso?
«Non farei più l’attore porno. Però continuerei a fare il produttore, guadagno molto, ed è l’unico lavoro che faccio. Mi piacerebbe un’alternativa, magari la tv, un programma che spieghi il sesso agli under 18: c’è poca consapevolezza, oggi i giovani si istruiscono su Youporn e non va bene. Anche le ragazze lo fanno tutte nello stesso modo, fanno le finte aggressive».

Rocco, torni un attimo il solito Siffredi. Cosa ne pensa delle donne sull’Isola?
«Ce ne sono di molto carine. La più bella è Fanny Neguesha, molto donna, esotica, è la Black Panter. Poi le gemelle Donatella. Le ribattezzo le “Nasty Twin”: pazzerelle, due insieme, identiche, per me sarebbe la prima volta. Melissa P è una bomboniera, con lei ci fai la giostra al completo; Catherine Spaak è la Super Milf, di classe, borghese; l’unica vera simil pornostar, formosa, è la figlia di Caniggia».

Dice di essersi rifatta dalla testa ai piedi.
«E si vede».

E che le piace l’uomo «che la sbatte al muro».
«Ah, se vuole la sbatto contro una palma di cocco; in realtà è quella che mi fa meno sangue, perché sono abituato alle donne come lei. È vero anche che dopo una settimana di astinenza per me diventano tutte Brigitte Bardot. Anzi... Spero di fare differenza tra uomini e donne».

Tanto lei resterà casto...
«...».

Dei concorrenti maschi cosa pensa?
«Ci sono molti modelli; il grande pugile Oliva; Diaco, in tv, mi sembrava un gran rompipalle, invece è simpatico».

Che altre paure ha per questa avventura?
«Spero di non farmi male in qualche prova estrema: sarebbe dura andare avanti e voglio restare fino alla fine. All’Isola dovevo andare anche anni fa: avevo detto di sì a Simona Ventura, ma la Rai mi bloccò».

Come si comporterà?
«Sarò un gentleman. La mia natura è ironica. Si tratta di un gioco. La vera Isola la fanno quei padri in mezzo alla strada senza un lavoro che non possono mantenere i figli».

Cosa porterà con sé?
«Un telo anti-umidità per la notte: putroppo da mio padre ho ereditato l’artrosi. E una foto di mia madre che non c’è più: non me ne separo mai dal15 marzo del 1991, la guardo e riesco a capire se è contenta o meno».

In molti si chiedono cosa indosserà, più che altro per non «umilare» gli altri concorrenti.
«Uno slip aderente. Uguale per tutti. Per me è terrificante, al minimo contatto femminile, non so cosa potrebbe succederà».
Immaginiamo.

intervista di Alessandra Menzani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • rintintin

    21 Gennaio 2015 - 17:05

    questa merda di uomo è l'unico motivo per cui ripristinerei la pena di morte ....mi fa letteralmente schifo

    Report

    Rispondi

blog