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Sul palco

Festival di Sanremo, la canzone anti-pregiudizi di Platinette e Grazia Di Michele: "Parla di me"

Festival di Sanremo, la canzone anti-pregiudizi di Platinette e Grazia Di Michele: "Parla di me"

Ha utilizzato la pialla, Carlo Conti, per scegliere tematiche e testi delle venti canzoni in gara a Sanremo: ben diciotto parlano d’amore in tutte le salse, la diciannovesima è una marcetta stile Cochi&Renato dei Soliti idioti mentre l’ultima, Io sono una finestra, proposta da Grazia Di Michele e Platinette, è un invito a dimenticare pregiudizi sessuali e l’omofobia strisciante. La Di Micheleha avuto l’idea del brano che sarà inserito nel suo nuovo album Il mio blu, e anticipa: «La canzone l’ho pensata con quelle finalità. Plati lo conosco da sempre e una sera, per puro caso, gli ho fatto leggere il testo del brano e tutto ha preso vita».

Mauro Coruzzi, da par suo, si è tuffato in questa avventura sanremese con lo spirito e l’entusiasmo del novizio: «Quando ho letto le parole della canzone, mi son detto: ma quello sono io! Ho preso al volo l’opportunità di mettermi a nudo di fronte a una platea come quella sanremese. Quando, dopo l’attacco di Grazia, canto: “Io non so mai chi sono per la gente…» oppure: “Un corpo di donna o forse uomo, comunque essere umano” penso di sentirmi allo specchio e di rivedere il travaglio e lo stupore di un’anima che si trova al cospetto di se stessa». Ma Sanremo è il luogo giusto per questa seduta analitica in musica? «Sì, assolutamente. Solitamente ascolto Malher che mi trasmette malinconia e il pop più leggero, anche quello dei talent. Il Festival è tutto questo, un mondo che è lo specchio del Paese. Conti è un presentatore parecchio doroteo, ma ha capito che l’Italia è matura per una canzone come questa».

All’Ariston, Mauro/Platinette vestirà una sera da uomo e una sera da donna, con sorpresona se andrà in finale: «Io mi sono diplomato alle scuole superiori presentando alla Commissione una tesina su una canzone di Sanremo: L’uomo che si gioca il cielo a dadi, magnifico brano di Roberto Vecchioni del 1973», spiega Platinette. «Un racconto di un dialogo con un padre, mi immaginai il mio con il quale ho avuto un rapporto molto problematico. Lui è stato parecchio assente nella mia vita: non per colpa sua, forse, ma neppure mia...E io ho sofferto per questo», conclude.

di Leonardo Iannacci

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Commenti all'articolo

  • pasquadri

    02 Febbraio 2015 - 11:11

    Dico solo che il canone della Rai lo pago anche io e che, dopo oltre 40 anni, avrei diritto ANCHE IO di essere accontentata. Don Backy - ha scritto canzoni che hanno fatto la storia di Sanremo e della musica italiana..spesso lo si ricorda per la sua intramontabile "Immensità. Quando pensate di invitarlo per un piccolo omaggio in vita ? Perché non chiamarlo a duettare con Gianna Nannini ?

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