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Ferrero, Nannini & Co.

Festival di Sanremo, all'Ariston va in scena la kermesse degli evasori fiscali

Festival di Sanremo, all'Ariston va in scena la kermesse degli evasori fiscali

Alla faccia del canone sul palco dell’Ariston si esibisce l’evasore che si mette in tasca i soldi del cachet pagato dai contribuenti. E si ripeterà anche sabato nella serata dell’apoteosi. Così da Sanremo a San Scemo il passo è brevissimo. Solo che a essere presi per fessi sono i telespettatori che almeno da tre mesi si sentono ripetere ogni santo giorno e più volte al giorno che devono pagare il canone.

La Rai spiega ossessivamente che è l’industria culturale più importante d’Europa al costo più basso d’Europa. Più di un sondaggio ha acclarato che il canone radiotelevisivo è la tassa più odiata e meno pagata dagli italiani che per questo, anche per questo, sono in gran parte considerati evasori. Attorno all’evasione fiscale fiorisce una retorica abbondante e sovente i nostri governanti, più la sinistra che la destra, affidano alla «lotta all’evasione» il finanziamento incerto di spese certe. Proprio in questi giorni ad esempio la caccia ai depositanti in Svizzera scatena le più dure condanne e le più accese invidie.

Dunque sull’evasione è ampiamente praticata una doppia morale e peraltro moltissimi economisti sono concordi nell’affermare che l’evasione in Italia è sì figlia di una nostra atavica resistenza a pagare le tasse ma anche - e negli ultimi anni soprattutto - di un eccesso di pressione e complicazione fiscale che genera anche - come hanno sanito più volte i giudici - un'evasione di sopravvivenza, perciò necessitata e dunque non punibile.

Ma lo Stato famelico non calma mai i suoi appetiti e per mangiare lui affama gli altri. Così inventa astruse misure per far cassa. L’ultima è quella dell’Iva che non ti versa per evitare l'evasione, ma la più odiosa e noiosa è quella che ogni azienda e ogni professionista che abbia a che fare con lo Stato conosce fin troppo bene: il Durc. Devi presentarlo per poter riscuotere e attesta che sei in regola con i pagamenti previdenziali. Il meccanismo è chiaro: lo Stato ti paga se tu hai già pagato lo Stato. O ancor meglio: lo Stato soddisfa le sue esigenze, tu puoi attendere.

Ora capita che martedì sera al Festival di Sanremo, massimo sforzo produttivo della Rai, largamente finanziato con i soldi dei cittadini contribuenti attraverso il canone, si sia esibito Tiziano Ferro il quale peraltro si è lanciato in una perorazione in difesa della musica italiana come patrimonio del Paese. Il ragazzo è bravo ed ha successo. Ma c’è un però: gli avranno chiesto il Durc?

Capita infatti che Tiziano Ferro sia un evasore fiscale. La commissione tributaria di appello del Lazio nel gennaio del 2014 ha confermato la condanna che era stata inflitta in primo grado al cantautore di Latina avendo accertato «in capo al contribuente compensi non dichiarati» pari a 2 milioni 38.956 euro, più un imponibile Iva per 1 milione 373.978 euro oltre a 12 mila euro di spese di processo. Ora il mondo dello show biz è pieno di evasori. A gente come Maradona (che poi ha avuto ragione) hanno sequestrato orecchini di diamanti e compensi. Ma sull’esibizione di Tiziano Ferro - forse perché a condurre il Festival è Carlo Conti amico del Premier Matteo Renzi - nessuno dice nulla. Premesso che si può decidere di stare dalla parte di Tiziano Ferro che ha cercato spostando la residenza a Londra di sottrarsi alle brame di uno Stato che troppo chiede e nulla dà.

Le televisioni spesso ospitano artisti a zero cachet in cambio della promozione che offrono loro. Magari questo è il caso di Ferro. Ma non risulta. E allora viene da chiedersi: se a Ferro sono stati dati dei quattrini la Rai li ha versati a lui o direttamente al Fisco? E prima di dargli l’incarico essendo la Rai azienda pubblica ha chiesto il Durc al buon Tiziano? In difetto di questo sarebbe stato educativo e trasparente che durante l'esibizione scorresse un sottopancia con scritto più o meno così: questo signore è un evasore, deve al Fisco tot soldi e la Rai ha provveduto a versare all’Erario il compenso pattuito per euro….

Sarebbe istruttivo farlo ogni volta che in video compare un evasore. Per esempio ripeterlo anche sabato sera quando sul palco dell’Ariston si esibirà la regina del rock italico: Gianna Nannini. L’accusano di aver sottratto al fisco 3 milioni e 750mila euro interponendo tra la sua società milanese, la Gng Musica srl, e le case discografiche Sony e Universal, una società di diritto irlandese e un’altra di diritto olandese. E le hanno messo anche i sigilli a villa e scuderia. Lei si è difesa dicendo che gli esattori si sbagliano. Può essere, ma un Durc come acronimo di documento di rispettabilità contributiva sarebbe ben accetto. Perché sta scritto: la legge è uguale per tutti. O no?

di Carlo Cambi

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Commenti all'articolo

  • sempreadestra

    13 Febbraio 2015 - 11:11

    Giusto chiedere il durc a Tiziano Ferro e la Nannini, ma perchè noi cittadini sudditi non lo chiediamo anche all'usl quando dobbiamo pagare il tichet o al comune quando ci chiede la tassa imu ici e vattela a pesca, allora si che se ne vedrebbero delle belle, nessuno di noi dovrebbe pagare niente fino a che non si mettono in regola!!!

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