Cerca

Il vincitore delle Nuove proposte

Festival di Sanremo, la confessione di Giovanni Caccamo a Libero: "Per emergere ho pedinato Battiato"

Festival di Sanremo, la confessione di Giovanni Caccamo a Libero: "Per emergere ho pedinato Battiato"

Com’è noto, a vincere la sezione «Nuove proposte» dell’ultimo Festival di Sanremo è stato il 24enne Giovanni Caccamo, che con il brano Ritornerò da te ha fatto l’en plein aggiudicandosi pure il Premio della Critica e il Premio Radio TV. Ma a trionfare avrebbe potuto benissimo essere Giovanni di Scicli. Apparentemente non sarebbe cambiato molto, dato che Giovanni di Scicli è un nome d’arte suggerito da Franco Battiato allo stesso Caccamo, il quale non lo ha fatto proprio, ma in realtà la differenza è sostanziale. La scelta di non rinunciare al suo poco eufonico cognome, infatti, rivela che Giovanni è fornito di una caratteristica determinante per un artista: la personalità. Unita alla convinzione di potersi far notare grazie a strumenti - il talento e la capacità di esprimerlo - in grado di rendere irrilevante il suono di un nome. L’album d’esordio di Caccamo, uscito qualche giorno fa, è intitolato Qui per te e contiene 12 tracce, fra cui ovviamente Ritornerò da te (in doppia versione: sanremese e non sanremese). In uno dei brani, il toccante Satelliti nell’aria, canta assieme a lui il suo scopritore, il già citato Battiato. «È stato Franco a scegliere questa canzone, che è dedicata a mio padre, scomparso quando io avevo undici anni. Vi si parla di un amore che prosegue, vivo e forte, pur in mancanza della presenza fisica. Non mi ha stupito che Battiato si sia orientato su questo pezzo».

È vera la storia che hai consegnato un tuo cd a Battiato mentre lui era in vacanza al mare, in Sicilia? 
«Verissima. Gli ho fatto le poste, come si dice, ed è andata bene». 
Battiato era già un tuo riferimento a livello musicale? 
«Uno dei principali, da sempre. Ci sono suoi album - che ascoltavo in macchina con mia madre viaggiando da Ragusa, dove vivevo, a Modica, dove abitano i miei parenti - che mi hanno segnato indelebilmente. In particolare Fleurs e Il vuoto». 
Cosa apprezzi di lui? 
«Lo ammiro non solo perché è uno di quei creativi che occupano una dimensione superiore ma perché in questa dimensione riesce a mantenersi con un grande lavoro di ricerca interiore e artistica. Poi mi piace il fatto che concepisca l’attività musicale come un continuo rinnovamento che passa attraverso la contaminazione di generi». 
Battiato, però, non ha partecipato produttivamente al tuo album. 
«No, Qui per te è stato prodotto da Daniele Lupi per conto della Sugar di Caterina Caselli». 
A proposito di contaminazione di generi, nel tuo disco si avvertono in effetti tante influenze diverse. In Mezze verità persino lo swing. 
«È così. Prendo quel che mi piace e che, di volta in volta, mi sembra faccia al caso mio». 
Componi prima la musica o il testo? 
«Di solito la musica. La musicalità perfetta è quella che si ottiene dalla fusione ottimale di suono e parole, quindi un testo deve essere scritto in moda da sposarsi al meglio alla melodia». 
Nel brano Nel fango canti: «Non si può volare sempre solo in alto, io voglio restare immerso qui nel fango». 
«Ci sono momenti in cui si attraversa un disagio psicologico e, per un po’, è necessario vivere in pieno questa sofferenza. Ma con l’obiettivo finale uscirne fuori migliorati, di rinascere». 
Che ne pensi dei talent show? 
«Sono un’ottima opportunità soprattutto per chi punta tutto sulla propria voce. Chi ha altre carte da giocarsi deve trovare il canale giusto per sé». 
Con la crisi dell’industria musicale, come pensa un artista giovane di poter condurre un’esistenza economicamente tranquilla? 
«Facendo molti live e gestendo in modo intelligente la propria carriera. Poi bisogna ricalibrare le aspettative, capendo che si può vivere bene anche con molto meno di quel che si pensa. Di recente ho fatto una tournée in giro per l’Europa nella quale mi sono esibito in abitazioni private. Le spese vive sono state coperte dagli sponsor ma io non ho mai ricevuto compensi. Ed è andata benissimo». 
Sei influenzato da quello che la realtà ci propone ogni giorno, dall’attualità con le sue brutture? 
«Siamo sommersi da un mare di notizie, non tutte verificabili. Allora il mio criterio è quello di sperimentare il più possibile di persona. Credo si debba prendere una valigia e provare a conoscere situazioni e mondi diversi dal nostro, quasi sempre più sfortunati. Se oltre a quello di andare a scuola avessimo l’obbligo di trascorrere almeno un’ora alla settimana nel reparto di pediatria di un ospedale impareremmo a essere più consapevoli delle nostre fortune».

di Giuseppe Pollicelli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • kufu

    18 Febbraio 2015 - 09:09

    Tale confessione era stata già resa in tutte le interviste TV rilasciate da Caccamo durante il festival. Si aggiorna Pollicelli che Caccamo ha anche aperto i concerti di Battiato nel suo ultimo tour in coppia con Anthony. Che non glielo abbia detto??

    Report

    Rispondi

  • kufu

    18 Febbraio 2015 - 09:09

    Tale confessione era stata già resa in tutte le interviste TV rilasciate da Caccamo durante il festival. Si aggiorna Pollicelli che Caccamo ha anche aperto i concerti di Battiato nel suo ultimo tour in coppia con Anthony. Che non glielo abbia detto??

    Report

    Rispondi

  • kufu

    18 Febbraio 2015 - 09:09

    Tale confessione era stata già resa in tutte le interviste TV rilasciate da Caccamo durante il festival. Si aggiorna Pollicelli che Caccamo ha anche aperto i concerti di Battiato nel suo ultimo tour in coppia con Anthony. Che non glielo abbia detto??

    Report

    Rispondi

blog