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Grandi ritorni

Ritornano gli Yuppies, Ezio Greggio pronto a rifare il film cult. Jerry Calà e Massimo Boldi: "Noi ci siamo"

Ritornano gli Yuppies, Ezio Greggio pronto a rifare il film cult. Jerry Calà e Massimo Boldi: "Noi ci siamo"

Quasi come Dumas. Se i tre Moschettieri si ritrovavano vent’anni dopo, i quattro vitelloni di Yuppies potrebbero ritrovarsi, trent’anni dopo. «Ho detto tanti no al cinema in questi anni, ma ho un progetto che mi sta particolarmente a cuore: vorrei girare il terzo capitolo di Yuppies, trent’anni dopo il successo dei primi due», ha dichiarato Ezio Greggio.
«Massimo Boldi, Christian De Sica, Jerry Calà e io saremmo pronti, ma Aurelio De Laurentiis ha in testa solo il Napoli. Ma ci riusciremo», ha promesso l’attore nato a Cossato - come Alberto Gilardino, ma questa è un’altra storia. E insomma, trent’anni dopo, c'è voglia di ritrovare le atmosfere di un «cult» del costume degli anni ’80.
Riusciranno i nostri eroi…? Abbiamo provato a chiederlo ad alcuni dei protagonisti di quei film. Di Yuppies, giusto per ricordarlo, ce ne sono stati due. Il primo, anno di uscita 1986, era diretto da Carlo Vanzina, prodotto dalla FilmAuro di Aurelio De Laurentiis, e interpretato da Boldi, Calà, Greggio e De Sica. Avevano i capelli cotonati e le cravatte alla moda. Tra le frasi cult, questa di Ezio Greggio: «Visto cara con che facilità mi muovo nei parties? Ho la sincronizzazione di un batterista: con una mano bevo, con l’altra coccolo, con l’altra… no, ne ho due…». Grande successo del primo, e sequel cotto e mangiato, già nello stesso anno 1986. Calà, De Sica, Boldi e Greggio rimangono i quattro Moschettieri, cambia il regista: da Carlo Vanzina a Enrico Oldoini. E il film incassò ancora più del primo. E oggi? Potrebbe funzionare, uno Yuppies 3? C’è un pubblico per un film del genere? E come si dovrebbe rinnovare, per essere competitivo? Proviamo a chiedere. Ad alcuni dei protagonisti di quei film cult. Come Massimo Boldi.

Boldi, le piacerebbe l’idea di uno Yuppies 3?
«Perché no? Sarebbe una bella reunion: ritrovare sul lavoro Greggio, Jerry, fare gruppo, sarebbe un modo per allontanare la crisi».

Ma tornerebbe anche con Christian De Sica?
«Sì. Passa il tempo, bisogna avere il coraggio di allontanare i dissapori, gli umori, la rabbia, l’orgoglio. Bisogna cercare di unirsi, non di dividersi».

Quindi i dissapori con Christian sono finiti?
«Sì. Per quanto mi riguarda, sono finiti».

Che cosa ci vorrebbe per rendere davvero possibile Yuppies 3?
«Ci vorrebbero soprattutto degli sceneggiatori molto, molto bravi. Capaci di mettere insieme la malinconia del passare del tempo con una nuova comicità».

Voi però non potreste più fare i «giovani» tipi in carriera…
«No: noi potremmo fare i padri, e i veri yuppies sarebbero i nostri figli. Il film sarebbe interessante proprio nel rappporto con un’altra generazione, quella dei trentenni».

Ci vorrebbe un produttore…
«Quello è il grande problema di tutto il cinema italiano: Aurelio è uno solo, Medusa ha meno disponibilità che negli anni precedenti, la crisi si sente per tutti. Ma il progetto di questo sequel lo avevamo vagamente immaginato anni fa, e ora la voglia di portarlo avanti c’è».

Un altro dei protagonisti di quei due film - che erano già, in qualche modo, il prototipo del cinepanettone - è Jerry Calà, adesso protagonista di uno spettacolo teatral/musicale che da anni fa il giro d’Italia - il 23 marzo sarà al Teatro Nuovo di Milano. Abbiamo chiesto anche a lui il suo parere.

Calà, che cosa ne pensa dell’idea?
«Beh, mi sembra carina. Ma non per nostalgia. Mi piace perché sui social, su Facebook e Twitter, lo vedo quanto Yuppies sia ancora amato, e citato, e quanto sia visto. I ragazzi oggi riscoprono quei film su Sky, su Premium o nell’ennesimo passaggio della tv generalista, ma quando li vedono, li amano. Erano film leggeri, sono diventati di culto».

Uno che questi meccanismi li conosce bene è il regista Neri Parenti. Lui non li ha diretti, Yuppies e Yuppies 2: ma è stato il regista di vent’anni di cinepanettoni, il regista di riferimento dei successi targati Aurelio De Laurentiis. «Sulla carta è sempre difficile prevedere i successi, specialmente nel caso dei ritorni. L’Italia è un po’ cambiata. Prima si era in pieno berlusconismo. Ora i giovani di successo dove sono? E se ci sono, che fanno? La gente si muove per finti film-evento, come le sfumature di grigio…».

Luca Vinci

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Commenti all'articolo

  • filen

    filen

    22 Febbraio 2015 - 06:06

    Per restare al passo coi tempi ora Invece degli yuppies potreste fare quei falliti della new economy

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  • filen

    filen

    22 Febbraio 2015 - 06:06

    Invece degli yuppies potreste fare quei falliti della new economy

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