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Umiliato

Le donne calpestano Fazio. Dopo la Ferrilli, Madonna: "Taci..."

Le donne calpestano Fazio. Dopo la Ferrilli, Madonna: "Taci..."

È stata registrata domenica scorsa e andrà in onda nella puntata di Che tempo che fa dell’8 marzo. È l’intervista di Fabio Fazio a Madonna e non abbiamo dubbi che sia stata una «intervista della Madonna». Nel senso che il conduttore ha fatto strike come intervistatore? No, purtroppo nel senso che lei lo ha asfaltato. Raso al suolo, micronizzato, polverizzato, sdraiato, imbalsamato a quattro zampe: scegliete voi l’immagine che preferite. Seppure il contenuto sia top secret fino alla messa in onda, ieri Dagospia, riprendendo il Corriere, ha rivelato che mentre Fabio tentava di interromperla durante una risposta, Madonna lo avrebbe paralizzato: «Sto parlando io». Prima del brindisi con un Sassicaia esibito da Fazio come pregiatissimo, lei avrebbe preso la bottiglia in mano per controllare l’etichetta. Dopo uno dei soliti monologhi interrogativi prolissi e balbettanti di Fabio, Madonna gli avrebbe chiesto, sconcertata: «E quale sarebbe la domanda?».

Tuttavia, Fazio non dovrebbe aver riportato grossi danni all’autostima. La posizione prona verso gli ospiti è il suo marchio di fabbrica. Se c’è o ci fa non lo sappiamo, ma nei confronti delle donne quell’orizzontalità assurge ai livelli di una sigaretta spenta con un tacco a spillo 12. Le varianti di relazione di Fabio col femminile son due. O rimane inebetito come Carlo Verdone quando - in Bianco, rosso e Verdone - intravede per la prima volta in vita sua un triangolo di pelo (nello speficifo quello di Milena Vukotic). Oppure resta sempre inebetito come Verdone, però disintegrato da una donna che esibisce gli attributi che a lui difettano, almeno nelle interviste. Quest’ultima è l’abituale prassi dei suoi duetti con Luciana Littizzetto - da cui si fa calpestare spesso e volentieri - ma lì la cosa è programmata (e ormai ripetitiva). Con Filippa Lagerbäck, sua simil-valletta dal 2005, riesce invece ad evitare il pestaggio, ma solo perché Filippa ha la riottosità di una geisha. E la vitalità dialettica di una bella statuina.

Quando Fazio ospitò Monica Bellucci, il 15 febbraio scorso, era talmente estasiato che, invece di condurre un’intervista, srotolò una sciarpa di lingua intorno al collo dell’attrice.
In pratica, Fabio seppe dire a Monica soltanto quanto fosse bella. Preda della sindrome del bruttino miracolato davanti a tanta fig... pardon, femminile bellezza, pareva non saper esprimere altro che pietosi complimenti e umidi sguardi. La donna bella e gentile, come la Bellucci, tollera. Ma le femmine più vigorose, come per esempio Sabrina Ferilli o Madonna s’infastidiscono.

La Ferilli, sua ospite la domenica dopo Monica, lo ha distrutto. L’ha accusato d’ipocrisia: «Straordinaria, bellissima, mi gira la testa, mi tremano i polsi… Tutte cazzate». Quando Fabio ha definito l’omosessualità un «tema forte», Sabrina gli ha spiegato: «Non è un tema forte, è un tema». Quando ha affermato, riferendosi al ruolo della Ferilli nel film La grande bellezza: «Ramona è un personaggio che rimane impresso...», lo ha incenerito: «Vedo che ti è rimasta impressa, visto che stai leggendo». Insomma, diciamolo. Fabio ha mostrato il nerbo d’una buccia di banana gettata su un marciapiede, sulla quale però scivola lui stesso. Tra un po’ comparirà alla voce «tappeto» di Wikipedia, poco sopra «tappeto persiano»: «Tappeto ligure, Fabio Fazio».

Per vedere l’intervista con Madonna tocca attendere. Nel frattempo, lei ha impartito un’altra bella lezione ai progressisti di casa nostra. Dopo aver mostrato il volto della leader del Front National Marine Le Pen, durante un concerto nel 2012, «decorato» con una svastica in fronte; dopo aver dichiarato pochi giorni fa che a Parigi e in generale in Europa sente odore di Germania nazista, ha ora detto: «Mi piacerebbe bere un bicchiere di vino con Marine le Pen per sapere dalla sua bocca quali sono le sue idee. Forse non l’ho ben compresa». Marine ha accettato. I progressisti alla Fazio, che liquidano la destra come «fascista» e punto, dovrebbero imparare quest’ennesima lezione di stile

di Gemma Gaetani

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