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Su sky la quinta serie

Un "Trono di Spade" più esagerato che mai con nani, sesso, blasfemia e sputafuoco

Un "Trono di Spade" più esagerato che mai con nani, sesso, blasfemia e sputafuoco

Riassunto grottesco e assai sintetico de Il Trono di Spade. In un mondo immaginario ci sono sette regni ma un unico Trono. A nord c’è «Grande Inverno», fa un freddo barbino e tutti dicono «L’inverno sta arrivando» (ma va?). Ancora più a nord c’è tal Castello Nero, una specie di fortino dove tutti quanti controllano eventuali invasioni barbariche da terre sconosciute (ma la Bignardi non c’entra). Anche lì ovviamente fa molto freddo. Più a sud, tipo a mille leghe di distanza (ma Salvini non c’entra), c’è Approdo del Re, sede del famoso Trono di Spade. Qui i Re muoiono come mosche tanto che quasi-quasi non conviene essere selezionati al televoto per fare il Re. Da quelle parti ci sono anche eunuchi che complottano e altre canaglie. In zone più periferiche una bella figliuola bionda chiamata Daenerys Targaryen è a capo di una città e gestisce il complicato svezzamento di una serie di draghi incazzosi ma potenzialmente assai utili, anche solo per il fatto che se gli fai girare il piffero ti sputano addosso il fuoco. Siamo già andati lunghi e non basterebbero mille pagine per spiegare tutto il cucuzzaro, altro che riassunto. Vi basti sapere che in mezzo a un mare di personaggi e luoghi, prima o poi vi imbatterete in lui, il nano, il vero eroe della serie più seguita che c’è.
Fine dell’inutile preambolo, sotto con la prima e unica spoilerata di tutto l’articolo: il nano di cui sopra nella prima puntata della quinta serie de Il Trono di Spade non tromba. Il che non è poco vista l’attitudine porchereccia del soggetto. In compenso beve vino come se non ci fosse un domani, spugnaccia che non è altro.
E niente, siamo qui a raccontarvi di quanto siamo stati fortunati, perché in barba a chi sta mordendo il telecomando (la prima puntata sarà trasmessa su Sky Atlantic Hd in contemporanea con gli Usa nella notte tra il 12 e 13 aprile) noialtri abbiamo assistito all’anteprima intergalattica di Londra. C’era la qualunque: fan scatenati, comparse travestite da pistoloni medievali, quintalate di attori, capoccioni delle varie emittenti, figone astronomiche tendenzialmente mal vestite, nani e ballerine. Anzi no, il nano non c’era (sarà che ormai se la tira un po’).
Tutto il companatico aveva un senso, se è vero come è vero che siamo di fronte a uno dei più grandi successi «seriali» di sempre, seguitissimo in tutto il mondo, Italia compresa. Pensa lo sprovveduto: «Sì vabbè, i nani, i draghi, le spade, i re e le regine, il sangue e il sesso: roba per cretinetti». E invece no, perché ne Il Trono di Spade il fantasy c’è, eccome se c’è, ma si mischia assai bene con l’intrigo, la «politica», il mistero, il colpo di scena. Per dire: se battezzi un tale come tuo eroe e sei convinto che alla fine trionferà, molto probabilmente quel «lui» morirà nell’arco di poche puntate di morte atroce.
E insomma, piaccia o non piaccia siamo di fronte a un successo colossale generato dalla fantasia di George R. R. Martin, autore dei romanzi stra-venduti Le cronache del ghiaccio e del fuoco (ma la quinta serie si distaccherà dai libri). Ogni episodio costa 6 milioni di dollari, gli Emmy vinti sono 14 e non sanno più dove metterli, lo staff comprende 700 persone, gli attori sono 260 e non temono niente se non le domande di Fabio Fazio.
Dice l’appassionato: «Sì ma spiegaci cosa succede nella nuova serie senza rovinarci la sorpresa». E sia. La quinta stagione promette di essere la più succulenta fin qui girata: vedremo tanti nuovi personaggi (una decina in totale), luoghi mai mostrati prima, intrecci narrativi bestiali che neanche la Venier sarebbe in grado di svelare, farà il suo esordio l’attrice italo-americana Rosabell Laurenti Sellers (sarà la figlia del Principe Oberyn Martell: sguardo angelicato, atteggiamento da stronza), in più sappiamo che i draghetti si faranno girare i 5 minuti, che Tywin Lannister ha ancora delle faccende da sbrigare... nonostante tutto, mentre la fetentissima Cersei Lannister mostrerà tutto il «parco giochi» per l’ennesima volta, ma in questo caso lascerà il pubblico davvero senza parole per mere questioni legate alla blasfemia. E, insomma, il resto (John Snow e le sue frecce comprese) vi conviene vederlo con i vostri occhi su Sky Atlantic a partire dal 13 aprile alle 4 del mattino (orario della direttona mondiale, in replica la sera del 13), se invece siete profani l’on demand di Sky vi permette di fare indigestione con le prime 4 serie. Ne vale la pena? Mettiamola così, chi ha iniziato ha lo stesso problema che il nano ha col vino: non riesce a smettere.

di Fabrizio Biasin

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Commenti all'articolo

  • Chry

    21 Marzo 2015 - 03:03

    A proposito di vino Biasin...

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  • Vittori0

    20 Marzo 2015 - 16:04

    sono dei vlgliacchi opportunisti ,sanno bene di non avere ritorsioni.Provino a farlo con gli Israeliani o con Maometto.Magari poi ridono i cristiani!

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    • Chry

      20 Marzo 2015 - 23:11

      Ehm... che hai anche tu un problema con il vino?

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