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Da Travers Beynon a Fedez

Tamarri senza frontiere, in Usa il ricco machista, in Italia il coatto radical

Tamarri senza frontiere, in Usa il ricco machista, in Italia il coatto radical

Una volta i guru erano Don Camillo e Peppone, prete e politico. Poi arrivarono Paolo Fox e Roberto Saviano. Astrologo e scrittore impegnato. Poi divennero Internet con la divulgazione di baggianate a mezzo tutorial e i rapper. Sul primo soprassediamo. Il rapper, invece, fino a poco tempo fa era autorizzato ad essere solo un tamarro dal cuore ruvido. Ora deve fare il santone intellettualizzato e guidare la massa verso l’illuminazione, altrimenti si ritrova Concita De Gregorio sotto casa coi cartelli in mano contro il maschio sciovinista e disimpegnato.


Questa pretesa tutta italiana che il rapper debba pagare il dazio al pensiero dem è ben rappresentata dall’evoluzione, per esempio, di Er Piotta. Divenne noto con la hit Supercafone nel cui video omaggiava i rapper tamarri americani tutti catenone d’oro al collo e gnocche ai fianchi. Per poi dichiarare che quella canzone era sarcastica (intanto è l’unica che abbia avuto successo). Se qui il rapper tamarro ha spesso la sindrome di Linda Lovelace, cioè sputare nel piatto «commerciale» che ha donato imperitura celebrità inventandosi impegnato, in terre meno soggette al ricatto dem il tamarro vive sereno. Pronipote di Rhett Butler, l’uomo coi testicoli grossi che il buonismo aveva dovuto attaccarlo al chiodo, il tamarro Usa non si vergogna d’avere come unico dio il testosterone. E le sue applicazioni sulle femmine e su quella giungla che è il mondo, nel quale deve parimenti dominare. Altro che cantar messa e lagna con Concita.


Osserviamo Dan Bilzerian, che ieri e ieri l’altro era in Italia. Ricco sfondato un po’ di famiglia, un po’ per capitalizzazione di raro talento personale - è giocatore professionista e campione di poker - fisicatissimo, appassionato di armi, auto da corsa, belle donne e bella vita, aveva annunciato l’arrivo nello Stivale invitando le «fighe» italiane a presentarsi sullo yacht perché sarebbero state le benvenute. Immaginate se se ne fosse uscito così un vip italiano, che lapidazione.


Un altro è Travers Beynon. Magnate del tabacco, ha avuto problemi coi nonni della moglie Taesha Bundalo perché fa crescere i figli nella Candyshop Mansion, una casa stile Playboy dove risiede anche la sua amante e i party sono h24 e piuttosto e-e: eccentrici ed extreme. Infatti, Travers è in trattativa per realizzare un reality show nella sua megavilla di Gold Coast. Seguitissimi in tutto il mondo tramite i social, questi tamarri Usa rappresentano modelli da apprezzare se non in assoluto, almeno in ottica relativa: chi meglio di loro può ricordare a quei maschi lamento ambulante che la vita può essere anche (ri)presa in mano con un certo nerbo, volendo? Molto più sofisticati dei morti di fame e di fama di programmi tipo Jersey Shore, Geordie Shore e The Valleys su Mtv - che per primi sdoganarono i tamarri - Dan e Travers sembrano rispecchiare alla perfezione quel verso di una canzone di un nostro tamarro non caduto del tutto nella politicizzazione, cioè Fabri Fibra. Che in Ogni donna cantava: «Tu perdi tempo a fare il santone / quando ogni donna sogna un pappone». Purtroppo, attualmente hanno molta più visibilità (magari proprio perché non perdono occasione per manifestare le proprie idee politiche?) i tamarri politicamente impegnati, neoideologi come Fedez e J-Ax. Il primo esprime in interviste a Repubblica concettoni come: «Il mio corpo è un libro aperto. Mi racconto attraverso i tatuaggi». Manco fossimo negli anni 50, quando i tattoo li avevano solo marinai e carcerati. E manco andasse in giro nudo. Fedez ha scritto l’inno dei 5 Stelle, infatti è considerato la loro ala sinistra, ma è molto attento al soldo. Contraddizione? Ma che importa, rima con santone e quindi fa rap. Quanto a J-Ax, è stato colto anche lui dalla modalità «santone» dopo essere stato resuscitato da The Voice. Come se Ohi maria e Voglio una lurida l’avesse scritte e gorgheggiate un altro. Per fortuna, altri tamarri nostrani restano immuni all’ideologia e cantano soltanto le gioie o le tristezze della bella vita o in generale della vita. Sono i rapper come i Club Dogo e Gué Pequeno, più vicini a Fabri Fibra e Dan e Travers degli altri due.

Gemma Gaetani

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