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Nuovi eroi

Masha e Orso, parla l'editore Giuseppe Lisciani: "Così ho fatto fuori Peppa Pig dai sogni dei bambini italiani"

Masha e Orso, parla l'editore Giuseppe Lisciani: "Così ho fatto fuori Peppa Pig dai sogni dei bambini italiani"

Ebbene sì, è anche un po’ colpa - o merito - mio se Masha e Orso, in letteratura e in tv, in Italia è oggi il primo sogno infantile. Qui racconto alcuni segreti di Peppa Pig (che, sempre io, ho importato prima) e di Masha e Orso (poi). Il gruppo editoriale Lisciani è licenziatario per l’Italia di entrambe queste properties, di cui vanno letteralmente pazzi i bambini di tutto il mondo. Ne sono importanti licenziatari anche il Gruppo Giunti, ma solo per Peppa Pig, e il Gruppo Rcs (con sigla Fabbri), ma solo per Masha e Orso. Come presidente di Lisciani Group, sono stato il primo ad aver licenza di pubblicare libri-gioco, giochi educativi ed elettronici, puzzles e board games su Peppa e su Masha. Sono i due maggiori «successi animati» di questi ultimi anni. Peppa Pig è nata da ingegnosa fantasia britannica, magari con la benedizione di Sua Maestà, per raccontare ordinarie quotidianità in famiglia (Peppa ha mamma, papà e fratellino). Non è attrezzata da supereroe, ma si comporta come se lo fosse: dà tranquillità e sicurezza, sa tutto e risolve tutto, nella vita di tutti i giorni. È disegnata e animata con estrema semplicità, come a favorire, nei piccoli spettatori, una tranquilla e incondizionata identificazione. Masha e Orso sono invece protagonisti di un cartone realizzato in 3D, con attenzione puntigliosa ai particolari: notevole, tra l’altro, la cura con cui è stato disegnato Orso, che non parla mai e affida, perciò, alla raffinatissima mobilità facciale il proprio comunicare. Né mancano strizzatine d’occhio a tecniche e furbizie di rendering cinematografico. Masha e Orso sono i personaggi di un’antica fiaba popolare russa (Maša i Medved’), sbocciata come un bucaneve dalle bianche coltri dell’inverno russo e raccolta da Aleksandr Nikolaevic Afanasjev (1826-1871). È, costui, il folklorista e favolista russo più conosciuto dell’Ottocento, contemporaneo del nostro Giuseppe Pitrè e più giovane dei fratelli Grimm di quasi una generazione. Ai Grimm, raccoglitori di narrazioni popolari soprattutto in area tedesca, si ispirò Afanasjev, sia nel metodo di ricerca che nella trascrizione di matrice folklorica.

Nella fiaba raccontata da Afanasjev, Masha è una spaventatissima bambina, prigioniera e schiava di un orso malvagio e aggressivo. Alla fine, però, riuscirà ad ingannare l’orso con uno stratagemma e a riconquistare la libertà. Sulla conclusione della fiaba antica sembra innestarsi, come un sequel di segno opposto, la versione moderna in cartoni animati, firmata da Oleg Kuzovkov. Qui i ruoli, in qualche modo, si ribaltano: Masha è quel che si dice una «bambina terribile», che trascina Orso in una serie di indesiderate situazioni e avventure; Orso preferirebbe starsene tranquillo e per conto suo, ma è puntualmente coinvolto dalla inquieta piccola Masha. Che egli, però, nel suo intimo, senza mai proferir parola, perdona sempre e, anzi, ama e protegge come farebbe un padre. Né deve destare meraviglia la decisione-desiderio di Kuzovkov di contraddire la fiaba di Afanasjev rovesciandone i pilastri della trama e testimoniando, ancora una volta, la solidarietà e complementarietà dei contrari nel generale fluire dell’esistenza. E che dire dei grandi successi e improvvise cadute di certi personaggi dei fumetti? C’è dell’effimero nel loro dna. Franco Lisciani, amministratore delegato e direttore marketing dell’omonimo gruppo, spiega così la parabola: «Il successo può arrivare dalla programmazione tv (Peppa Pig) o dalla diffusione lungo i percorsi del web (come per Masha). Il resto lo fa il merchandising. Che, in una fase iniziale, aiuta a diffondere ulteriormente i personaggi della serie e contribuisce, quindi, a rafforzarne il successo. Ma poi diventa selvaggio: dai libri ai giocattoli, dai fazzoletti all’abbigliamento, dalle scarpe alla bicicletta, Peppa Pig è dappertutto; e Masha e Orso sta percorrendo quella strada. Normalmente, in pochi mesi, con la saturazione del mercato, il personaggio diventa meno prezioso, genera assuefazione e rifiuto (specie nei genitori) e il rapido successo si trasforma in rapido declino».

In questo momento, in Italia, Peppa Pig ha ceduto il testimone a Masha e Orso. Sono le dinamiche del mercato a spiegare la nascita, la gloria e la rovinosa caduta delle dinastie di cartoon che a mano a mano si succedono nella conquista e perdita del magico universo dell’infanzia. Ma, per onestà, non so quale sia il segreto del loro succeso. Per i curiosi ma anche per gli editori (e i licenziatari), che azzeccare certe previsioni e decisioni sia come cercare un ago nel pagliaio. E a volte anche peggio. Ci vuol coraggio d’impresa, bellezza! E fortuna. E anche intuito, molto intuito…

Giuseppe Lisciani

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