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Netflix, il colosso che sfida Sky: il piano per conquistare la tv

Netflix, il colosso che sfida Sky: il piano per conquistare la tv

Casa Netflix è un tripudio di schermi: grandi, piccoli, tradizionali e meno. Al sesto piano del Park Hyatt di Milano, all'ombra del Duomo e delle sue guglie, le televisioni si contano a stento. E con loro gli iPad e i tablet, i computer e le consolle, sparse qua e là tra cuscini logati ed eleganti divani. «Netflix è disponibile su tutti i device entrati a far parte del quotidiano di ciascuno di noi». Quasi a voler motivare le scelte di arredo, la voce di Stuart Gurr, dirigente Netflix, arriva a farsi strada tra le stanze dell' enorme appartamento e, emozionata, comincia a guidare gli italiani alla scoperta di un servizio che farà il suo debutto ad ottobre.
In un giorno imprecisato che ancora non compare nell' agenda di Gurr o dei suoi colleghi. «Il lancio della versione italiana di Netflix è in via di definizione: non sappiamo quando avverrà né sappiamo nel dettaglio quali saranno i titoli che comporranno la library, certo diversa da quelle rese disponibili in America o in Inghilterra», ammette Gurr mentre, telecomando alla mano, accede all' app scaricabile gratuitamente da qualsivoglia MarketStore.

«Di solito, la prassi è di rendere disponibili i contenuti migliori della piattaforma insieme a un tot di produzioni locali. Tuttavia, nel caso dell' Italia, abbiamo scelto per il momento di non produrre alcunché di originale», continua, sottolineando come la competizione con i broadcaster autoctoni non faccia parte del piano. «A partire da ottobre, però, saranno disponibili le nuove serie Netflix (da Narcos e Wet Hot American Summer a Grace & Frankie e Sense8), i documentari (Virunga, Chef' s Table, What happened miss Simone?) e i migliori show della televisione estera». Poi, passati i primi giorni e conquistata la fiducia di un pubblico poco avvezzo a tecnologie e cambiamenti, «la library verrà integrata con titoli scelti apposta per il mercato italiano». Che dell' arretratezza internettiana non avrà da preoccuparsi. «Il fatto che la banda larga non sia diffusa in maniera capillare non è un problema», spiega Gurr, «I nostri ingegneri hanno lavorato in modo tale da creare uno streaming capace di adattarsi alla migliore qualità di immagine possibile». Uno streaming intelligente che, a velocità di connessione, fa corrispondere qualità video più o meno elevate.

«Abbiamo lavorato così da rendere Netflix un prodotto di facile diffusione. I costi, non ancora messi a punto, sono contenuti (si parla di cifre comprese tra gli 8 e i 12 euro al mese), la piattaforma online è piuttosto intuitiva. A prova di bambino», ride Gurr mostrando come Netflix abbia un occhio di riguardo anche per i più piccoli. «Abbiamo creato uno spazio dedicato agli Under 12: una sorta di porto franco che permetta ai genitori di stare tranquilli, ché tanto i loro bimbi non potranno accedere a contenuti diversi dai cartoni animati», spiega poi facendo vedere come, per ogni abbonamento, sia possibile creare profili diversi. «Ogni sottoscrizione consente di creare cinque profili utente. Sembra una sciocchezza, ma in realità è piuttosto utile. Netflix, infatti, personalizza le scelte dei propri clienti, stila liste di preferenze e consente di crearne altre così da non dimenticare mai quel che si vuole vedere».

di Claudia Casiraghi

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