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Gli ACDC infiammano Imola e lanciano un siluro a Pisapia

Gli ACDC infiammano Imola e lanciano un siluro a Pisapia

Il colpo d'occhio è semplicemente mozzafiato. Un mare di persone, ragazzi under 18 ma anche appesantiti over 50 doverosamente fasciati in magliette nere con la scritta ACDC, hanno aspettato ore sotto un sole martellante, per essere testimoni del concertone dell'anno, andato in scena nell'Autodromo di Imola. Un tempo scrigno della F.1, ora rilanciato dalla musica. "Solo" 92.000 i presenti, un clamoroso record mondiale in questi tempi di magra della musica anche se per ragioni di sicurezza non sono stampati altri biglietti.

La ragione di questa serata magica lontano da grandi metropoli come Roma o Milano, è spiegata da Claudio Trotta, numero 1 di Barley Arts, l'organizzazione che ha dato vita alla serata-evento di Imola. E che non si mangia le parole nel mandare un siluro al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia: "Un concerto come questo degli ACDC non si poteva che fare qui, in un autodromo. Con i limiti che una giunta come quella di Milano impone per fare musica lì, non avremmo mai potuto pensare di portare questa band leggendaria a San Siro. Colpa, lo ripeto, di un'amministrazione comunale come quella del sindaco Pisapia che non fa praticamente nulla per la musica. Anzi...".

Gli ACDC sono dei faraoni del rock più duro e i 210 milioni di dischi venduti in quattro decenni di storia e gloria del rock, spiegano tutto. Nulla importa se i quattro signori sul palco, re dell'hard-rock dagli anni '70, abbiano oggi una media di 65 anni per gamba: l'energia, la freschezza e la magia delle loro meravigliose canzoni border-line (20 in tutto, 18 più i bis), fanno dimenticare di essere immersi nella piscina di Cocoon dell'hard-rock. Antenati del rock potranno anche essere considerati, vista la carta d'identità, ma ad ascoltare le voce metallica di Brian Johnson, la chitarra del folletto Angus Young e la base ritmica sostenuta dalla batteria di Chris Slade (che in questo tour mondiale ha preso il posto di Phil Rudd, nei guai per un'oscura storia di omicidi) e di Stevie Young (nipote del povero Malcom, in clinica per una grave forma di demenza senile), la pazzesca follia che sanno ancora generare hit del calibro di Back in Black oppure Hells Bells fanno scordare tutto a questi figli del demonio rock: acciacchi, capelli tinti, mal di schiena, visi stravolti, voce rotta alla fine delle 20 canzoni e tutto quello che deve subire un uomo (seppur rock-star) di quasi 70 anni. Normalmente più vicino a problemi di prostata che votato al Sacro Graal delle sette note. Morale finale? Il rock mantiene giovani. Se non davanti allo specchio, almeno nello spirito. In questo gli ACDC, 318 anni in tutto, sono degli elettrici poppanti. 

Ecco la scaletta del concerto di Imola. 

ROCK OR BUST (da “Rock or Bust”, 2014)

SHOOT TO THRILL (da “Back in Black”, 1980) HELL AIN'T A BAD PLACE TO BE (da “Let There Be Rock”, 1977) BACK IN BLACK (da “Back in Black”, 1980) PLAY BALL (da “Rock or Bust”, 2014) DIRTY DEEDS DONE DIRT CHEAP (da “Dirty Deeds Done Dirt Cheap”, 1976) THUNDERSTRUCK (da “The Razors Edge”, 1990) HIGH VOLTAGE (da “High Voltage”, 1974) ROCK 'N' ROLL TRAIN (da “Black Ice”, 2008) HELLS BELLS (da “Back in Black”, 1980) BAPTISM BY FIRE (da “Rock or Bust”, 2014)

YOU SHOOK ME ALL NIGHT LONG (da “Back in Black”, 1980)  

SIN CITY (da “Powerage”, 1978)

SHOT DOWN IN FLAMES (da “Highway to Hell”, 1979)

HAVE A DRINK ON ME (da “Back in Black”, 1980)

T.N.T. (da “High Voltage”, 1974)

WHOLE LOTTA ROSIE (da “Let There Be Rock”, 1977)

LET THERE BE ROCK (da “Let There Be Rock”, 1977)

 I due bis:

HIGHWAY TO HELL (da “Highway to Hell”, 1979)

FOR THOSE ABOUT TO ROCK (WE SALUTE YOU) (da “For Those About to Rock”, 1981)

di Leonardo Iannacci

 

 

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