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Intervista

Niccolò sulle orme di papà Lucio Presta: "Faccio il manager di talenti del web"

Niccolò sulle orme di papà Lucio Presta: "Faccio il manager di talenti del web"

Anche il web può “sfornare” delle star. Se non ci credete provate a chiederlo ai 14-15enni di oggi che magari non sanno chi era Corrado, probabile conoscano a stento Pippo Baudo e Gerry Scotti, ma sanno vita, morte e miracoli di Greta Menchi, Leonardo De Carli e company. Se non bastasse tutto questo pensate all’escalation che hanno avuto Frank Matano, Francesco Sole, Diana Del Bufalo che da youtubers di professione sono diventati volti noti della tv e del cinema. Dunque, anche la televisione può subire influenze dal web. Meglio ancora, anche il piccolo schermo può “digitalizzarsi” e compenetrarsi con la Rete. E’ proprio con questo obiettivo che nasce Getting Stars, l’agenzia 2.0. fondata da Niccolò Presta (figlio del manager dei vip Lucio Presta) e  Gianluca Comandini. Sulle orme di papà Presta, Niccolò ha deciso di provare a camminare sulle sue gambe puntando sulla passione che nutre per il mondo del web - “mi affascina molto” spiega – e anche sull’esperienza che ha nel campo televisivo “sono cresciuto a pane e tv”.

Come è nata l’idea di Getting Stars?

“Da tempo avevo un tarlo in testa, riuscire a trovare un canale di comunicazione tra il web e la tv ma non riuscivo a trovare il modo giusto. Quando ho incontrato Gianluca Comandini, esperto di comunicazione e marketing, abbiamo deciso di costituire una società insieme e con uno staff di 7-8 persone abbiamo creato Getting Stars”.

Che collocazione vuole dargli?

Getting Stars nasce come un web talent, poi nel corso della costruzione della piattaforma ci siamo resi conto che la parola talent non era appropriata perché non facciamo selezioni. Al contrario, vogliamo cancellare ogni tipo di filtro: si carica il video sulla nostra piattaforma e il pubblico stesso decide così chi vorrebbe vedere nel mondo dello spettacolo domani”.

Perché si chiama Getting Stars e perché il nome della società è Contessi?

“Contessi perché era il cognome da nubile di mia madre che ho perso alcuni anni fa e quindi ho voluto dedicarla a lei. Getting Stars perché vogliamo creare delle star, farle crescere e diventare tali”.

L’obiettivo quindi è portare le star del web in televisione?

“Per forza. Il web è diventata la nostra estensione, se non troviamo un modo per farlo entrare in tv rischierà il collasso. Solo su Facebook si connettono al giorno 15 milioni di persone e il numero è in costante crescita, capisce che non c’è un paragone con la gente che sta davanti alla tv? Bisogna trovare una compenetrazione o rischiamo di far morire la tv anche perché con l’arrivo di Netflix il mercato televisivo cambierà i suoi connotati”.

Però, il pubblico di Raiuno, per esempio, neppure sa chi sono le web star?

“Le dirò che proprio per questo motivo Getting Stars potrebbe essere un filtro perfetto per la Rai che ha perso completamente il pubblico giovane. I giovani di oggi sono la classe dirigente di domani serve una sorta di rieducazione in termini di contenuti e informazione se no tra trent’anni cosa succede?”.   

Ma perché nel mondo del web, dove vige la libertà più assoluta, qualcuno dovrebbe decidere di affidarsi a un agente 2.0. per farcela?

“Faccio mie le parole che Paolo Bonolis ha usato di recente (nel corso di un incontro per Next Tv a Cosenza, ndr) per spiegare che cosa fa mio padre per lui: “Un’artista è come un insieme di bellissimi ingranaggi che formano uno splendido orologio ma se non c’è un orologiaio che sincronizza tutti questi ingranaggi, l’orologio potrebbe non segnare l’ora giusta”.

C’è un'altra persona che in Italia si occupa di talenti 2.0 ed è Francesco Facchinetti. In che cosa si differenzia il suo lavoro da quello di Facchinetti?

“Francesco per me è stato una grandissima fonte di ispirazione perché è stato il primo a mettere il piede su un terreno tanto ostico quanto fertile. Getting Stars si differenzia perché non ha filtri, perché non ci sono provini. Noi non promettiamo prime serate, promettiamo la valorizzazione del talento”.

Getting Stars potrebbe diventare il vivaio di Arcobaleno Tre, l'agenzia di Presta sr?

“La porta tra le due agenzie c’è, farla aprire dipende solo dal talento di quella persona”.

Essere il figlio di Lucio Presta quante porte le ha aperto e quante gliene ha chiuse?

“Credo che né me ne ha chiuse, né me ne ha aperte. Non ho mai avuto sconti, neppure da lui. Io non voglio fare Lucio Presta, non sono Lucio Presta, sono Niccolò e provo a fare la mia strada. Se riuscissi a farne anche la metà di quella che ha fatto lui sarei felicissimo”.

Se potesse rubare qualcuno nella scuderia di papà chi prenderebbe?

“Se dovessi seguire il cuore direi Roberto Benigni, è l’artista. Però anche Paolo Bonolis non mi dispiacerebbe…”.

Come si vede tra dieci anni?

“Sono follemente innamorato del mio lavoro, quindi spero di crescere ancora di più in questo ambito”.

Si vede sulla poltrona di papà?

“Per carità quella è sua e sua resta…”.

di Antonella Luppoli

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