Cerca

Televisione

Barbara Palombelli la regina di Forum: vera, diretta e per nulla "barbara"

Barbara Palombelli la regina di Forum: vera, diretta e per nulla "barbara"

Vorrei declamare i versi di Funeral blues di Auden: «Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono, / evitate che il cane abbai, tramite un osso succulento / \[...\] le stelle ora non servono, spegnetele tutte; / imballate la luna e smontate il sole; / svuotate l’oceano e sradicate il bosco». Per poi farli terminare non con: «Perché ormai più nulla può giovare» (come fece lui, riferendosi sarcastico alla morte di un politico). Ma così: «Perché comincia Forum con la Palombelli!». Il tribunale di Canale 5 condotto da lei, dal lunedì al venerdì alle 11, è supercult. Dimenticatevi il torpore che induceva nell’epoca ante Barbara, che d’improvviso faceva esclamare: «Va bene la rappresentazione del teatro tribunalizio, ma chi cacchio ha ideato questo show? Matusalemme?». Forum è stato creato trent’anni fa (e da allora va in onda). In tv è un’era geologica.

Ora, il racconto televisivo di questioni giudiziarie preferisce vampirizzare i sanguinosi maxicasi di cronaca nera che rimpallano da telegiornali a trasmissioni d’approfondimento come infinite telenovele. Le beghe della quotidianità da risolvere con lodo arbitrale invece che con imprigionamenti da buttar via le chiavi, quali sono quelle di Forum, non inchiodano più al video. Eppure Barbara ha preso in mano il testimone di una cariatide catodica e ha compiuto il miracolo, rendendo di nuovo interessante un format vetusto. Come l’uomo di fumo del Codice di Perelà di Aldo Palazzeschi, che planava sulla Terra e ce la mostrava in foggia nuova, guardandola con i suoi occhi non umani. La Palombelli, epifanica quanto classy, più che di fumo è fatta di profumo. Probabilmente Pure Parfum di Clive Christian, flacone in cristallo e oro 18 carati, tappo a corona con diamante da 5 carati, prezzo 215.000 dollari. Sembra appena caduta accidentalmente nello studio da un party sulla Luna. Austera, aliena, regale. Pare David Bowie, Patty Pravo e Madonna shakerati. Di solito i presentatori fingono interesse verso i poveri nessuno che ospitano, lei no. Li ascolta distaccata, poi emette un commento che è davvero ciò che pensa e non quanto regola vorrebbe che dicesse: finalmente un conduttore che veicola il messaggio di non essere uno psichiatra né un prete né un computer con soglia d’attenzione immutabile né un lacché che si deve entusiasmare per tutte le chiacchiere che gli tocca regolamentare.

È con questo mood che l’unica vera Lady del momento, altro che Lady Jihad o Lady Like, si relaziona al caso del giorno. Distruggendo anche altri diktat della presentazione, come la sudditanza al politically correct. In una puntata, il figlio di un anziano rivoleva dalla badante rumena che s'era sposata il padre la casa in cui quella s’era insediata in qualità di vedova erede del vecchio deceduto. Non sentiva ragioni sul mollarla, pur avendo sottoscritto un accordo secondo cui, una volta morto l’anziano marito, non l’avrebbe reclamata. Anzi, strillava che c’era lei a tenere la mano all’uomo mentre moriva, non il figlio. S’era fregata pensione di reversibilità a spese nostre, casa a spese del figlio e puntava pure il dito. Barbara ascoltava silente, lunare. Poi ha aperto bocca e non ha detto: «Ti chiediamo perdono, tu donna e rumena, per gli attacchi sessisti e razzisti di questo schifoso che siccome non poteva badare al padre ti stipendiava, squallido verme, perché lo facessi tu». No, la Palombelli non ha detto alla badante: «È ovvio che tu amavi davvero suo padre, anche se poteva essere il tuo bisnonno. Che l’amore sarebbe nato pur se fosse stato un barbone senza pensione né casa, la cui vecchiaia tu avresti vegliato anche gratis, sotto un ponte con lui». Come avrebbe fatto qualunque timbracartellino del «colpevolizza sempre l’italiano» che ora va di moda, da Concita De Gregorio in giù. No, Barbara ha tranciato: «Vabbè, non esageriamo sulla capacità d’intendere di un anziano magari affetto da Alzheimer. Tutti abbiamo assunto badanti per i nostri genitori, ci dobbiamo fidare di voi. Ma sappiamo che l’anziano può non capire più la differenza tra dieci, cento e mille euro, darne mille pensando che siano dieci per andare a comprare il pane» (va detto che non tutti gli anziani hanno in casa mille euro da scambiare per dieci, ma va bene).

In un’altra puntata, un negoziante hipster d’abbigliamento voleva licenziare la sua commessa molto sovrappeso perché rifiutava d’indossare gli abiti eccentrici in vendita nell’esercizio. Lei, pressappoco cento chili, si diceva discriminata perché obesa e pretendeva di fare la commessa abbigliata come Nino D’Angelo nel film Nu jeans e ’na maglietta. Dal pubblico, un commentatore fisso sentenzia: «È giusto che lei non metta quegli abiti così particolari, ma non perché non vuole. Casomai, perché io non li vorrei comprare più se li vedessi addosso a una grassona!». Barbara ha schiuso le labbra: «Quindi secondo te... I grassi non si devono vestire?». Meravigliosa. Infine, ha disintegrato l’idea del presentatore romano che non sospetta l’esistenza della lingua italiana. Sì, lei pronuncia «Luscìa» o «Ggiulio», ma con una lenta classe che lenisce lo stridio del romanesco compiaciuto di un, per esempio, Zoro. Se continua così, c’è da pensare di mandare lei a trattare con la Merkel.

Gemma Gaetani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aam31

    24 Luglio 2015 - 08:08

    Cosa ti fa dire la gelosia (professionale)!!! Avanti Barbara con l'ottimo lavoro. Aam

    Report

    Rispondi

  • nativocatodico

    15 Luglio 2015 - 11:11

    Ma chi è questa Gaetani che da un po' di tempo infesta le pagine di Libero? Banale nella scrittura e noiosa negli argomenti. Ma fa qualcos'altro nella vita oltre a guardare serial? C'eravamo liberati della Lucarelli, ma ce la fate rimpiangere!

    Report

    Rispondi

blog