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Musica sullo schermo

Da Meryl Streep ad Amy Winehouse, il cinema suona il rock

Da Meryl Streep ad Amy Winehouse, il cinema suona il rock

Torna al cinema, a sette anni da Rachel sta per sposarsi, Jonathan Demme, presidente della sezione Orizzonti a Venezia 2015, con Dove eravamo rimasti (dal 7 agosto nelle sale Usa e dal 10 settembre nelle nostre), film su una rockstar che ha sempre sacrificato il ruolo di madre e moglie alla musica, ma quando una delle figlie cade in depressione dopo il divorzio lascia tutto e si dedica a lei. Ispirato alla vera vita della suocera di Diablo Cody, la chitarrista rocker sul viale del tramonto Ricki Randazzo è la 66enne Meryl Streep, di nuovo in un ruolo canterino dopo Mamma mia! del 2008.

Che era l'adattamento cinematografico dell'omonimo musical strutturato sulle canzoni degli Abba e ispirato anche al graziosissimo Buonasera, Signora Campbell del 1968, con la nostra Gina Lollobrigida (ci vinse il David di Donatello). La quota di rock da fronteggiare in Mamma mia! per Meryl era ben più bassa di quella di Ricki and The Flash - questo il titolo originale. Sceneggiato oltre che prodotto da Diablo Cody, si preannuncia unconventional come lei. Diablo, ex spogliarellista che vergò Candy Girl - Memorie di una ragazzaccia per bene nel 2008, è un'antimainstream decisamente rock dentro.
Nel memoir stilava anche le top ten delle canzoni perfette per lo striptease e delle meno adatte. Comica la cassazione di Hey Ya degli Outkast: «Piace a tutti (perché è dichiaratamente nauseante), ma la spogliarellista media deve farsi di coca per riuscire a tenere il ritmo di quei mostri psicopatici».
Tra le sceneggiature più note di Diablo, Juno (Oscar nel 2008). Il marito è Kevin Kline, la figlia è Mamie Gummer, vera creatura di Meryl e attrice come lei.

Sarà una rocker anche Tilda Swinton (più adusa di Meryl a ruoli fuori dalle righe, era una vampira intellettual-rock nel meraviglioso Solo gli amanti sopravvivono di Dereck Jarman). In A Bigger Splash di Luca Guadagnino, in concorso a Venezia (possibile premio per l'Italia, incrociamo le dita). Nel cast anche Corrado Guzzanti, Ralph Fiennes e Dakota Johnson.
L'ultima scena è stata girata allo Stadio San Siro il 26 giugno durante un vero concerto di Jovanotti e Tilda è Marianne Lane, rockstar immaginaria divenuta nota grazie a una cover dei Rolling Stones, presenti nel film come ispirazione (il loro ultimo album si intitola non a caso A Bigger Bang). Sempre a Venezia è in concorso il primo lungometraggio di Laurie Anderson, Heart of a Dog (come il romanzo di Michail Bulgakov). In questo caso la rockstar anziché protagonista è regista. Ma il film - sulla perdita del cane border terrier Lolabelle - sarà certamente intriso anche della scomparsa della madre di Laurie e soprattutto della rockstar assoluta che le era marito, Lou Reed, volato via il 27 ottobre 2013.

«Lou ed io suonavamo insieme, diventammo migliori amici, e poi compagni, abbiamo viaggiato, ascoltato e criticato il lavoro dell0altro, studiato cose insieme. Facevamo battute ridicole; smesso di fumare 20 volte; combattuto; imparato a trattenere il fiato sott' acqua; andati in Africa; fatto amicizia con persone improbabili; ci siamo seguiti in tour quando è stato possibile; condiviso una casa che era diversa dai nostri rispettivi appartamenti; abbiamo protetto e amato l' altro», ha scritto Laurie in una lettera pubblica struggente, dopo la sua morte.
Sempre a Venezia, in anteprima il film Il decalogo di Vasco, documentario prodotto da Raitre di 10 piccoli episodi su e con Vasco Rossi di Fabio Masi (Blob). Fuori concorso invece Janis della grande Amy Berg su Janis Joplin, della quale ricorre il quarantacinquennale della morte (sarà al cinema l' 8 ottobre). Non sarà a Venezia (è stato a Cannes), ma si preannuncia un appuntamento imperdibile e toccante anche il documentary Amy di Asif Kapadia, dedicato a Amy Winehouse: lo vedremo il 15, 16 e 17 settembre (Amy avrebbe compiuto 32 anni il 14). Pieno di video inediti, in uno Amy canta la nota Moon river del film Colazione da Tiffany. Il Guardian lo ha definito «un capolavoro tragico». Gemelle nella potenza vocale (sono morte entrambe a 27 anni) Janis ed Amy sono gemelle anche nelle opere filmiche che le riguardano, che le faranno vivere ancora, in un certo senso. Qui in Italia, nello stesso periodo.

di Gemma Gaetani

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