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Innamorati e costretti a fare gli amici (maltrattati): film, serie e canzoni raccontano i dolori della "friendzone"

Innamorati e costretti a fare gli amici (maltrattati): film, serie e canzoni raccontano i dolori della "friendzone"

La prima volta che la nominai l’interlocutore rispose: «Non conosco personalmente la Franzoni. Perché pronunci Frèn-són?». «Ti ho chiesto se conosci la friendzone, non la Franzoni!». Ovvero l’inferno in Terra, la prigione di chi è innamorato di una che non ricambia e però lo segrega nella «zona amicizia», trasformandolo nel cicisbeo 2.0.

Piaga relazionale trasversale, colpisce etero e gay, ma i friendzonati sono soprattutto maschi etero «amicizzati» da femmine alfa. È sofferenza pura e il tema preferito dei meme Usa, più di Chuck Norris. Anzi in uno, Chuck dice: «Non sono da friendzone. Ma se mi ci ritrovo, mi prendo almeno i benefit». Cioè il sesso. Giusto lui può riuscirci. Dopo i friends with benefits («amici con benefici», relazione solo erotica tra due amici), ecco la «friendzone». Comporta supporto emotivo e affetto tipici della coppia, omessi tra i friends with benefits, ma a senso unico: l’innamorato non ricambiato li dà, non li ha e non ha neanche il sesso. E chi è, Fantozzi? Yes.

È del 1997 la canzone La regola dell’amico degli 883: l’amico di una donna non ci copula mai. Del 1992 il capolavoro tragicomico Servi della gleba di Elio e le Storie Tese, storia di un martire che ama una che lo usa come sfogatoio quando litiga col fidanzato e gli fa accompagnare i genitori al treno (hanno distrutto la macchina. Che era di lui). Nel 1991 Antonello Venditti cantava Amici mai, sottocategoria di quello ancora emotivamente coinvolto in una liaison finita che valutava se diventare amico. Quel lapidario «mai» era la sua opinione, figurarsi se si sarebbe mai fatto «friendzonare» da una amata e mai sfiorata.

Il lemma, sentito nella serie tv, ritrasmessa in questi giorni da Fox Comedy, Friends (Ross ama l’amica Rachel), visto nel film Forrest Gump (Forrest ama Jenny che va con tutto il mondo tranne lui, poi torna moribonda e gli affibbia pure il figlio procreato con un altro), è diventato parola di massa grazie all’omonimo show: «Bloccato nella friendzone? MTV ti aiuta a chiarire una volta per tutte che sei stanco di essere solo “amico”». È lo Stranamore del compianto Alberto Castagna applicato non all’amore da ricostruire, ma da costruire.

Il reality che costringe gli amicizzati a dichiararsi «o la va o la spacca» nasce nel 2011 negli Usa, per aiutare «chi prova romantici sentimenti per uno dei propri amici». Qualcuno che alla dichiarazione d’amore dell’«amicizzato» capitola c’è (anche Ross, poi, si fidanzava con Rachel). Di regola, però, è un vicolo cieco: o resti in friendzone alimentando in segreto il tuo amore, non esternandolo mai e osservando come lei fa la felicità di un altro o ti ribelli ricordando che non sei un peluche, ma hai un sesso e un cuore. La risposta è sovente niet.

Il reality, dopo cinque stagioni, ha chiuso. D’altronde, il pregiudizio in amore è incombattibile. Il «friendzonato» - convinto che come amerebbe lui la sua amica nessuno al mondo (se accetta la tortura di farle da amico pur amandola è davvero un eroico amore assoluto) - può esporre grafici dimostrativi compilati da Albert Einstein, regalare la Luna mentre quella sbava per uno che le dona un paio di calzettoni di spugna a Natale, consolarla per ogni calcio sui denti che prenderà da altri amati meno buoni di lui, proteggerla come se l’avesse messa al mondo lui: non servirà. C’è un fotomontaggio che circola sul web nel quale una bellona stanzia tra la frase (sua): «Il mio ex era un sacco dell’immondizia, tu sei così dolce!» e l’atroce verità finale: «Dunque lei corre dall’ex».

Il cicisbeo era il compagno di commissioni e uscite della sposa di un altro, quello di oggi... Idem. Però gode di pubblica compassione. Si comprendono, quindi, i meme in cui quell’«uno su mille» di morandiana memoria che sale dallo status di amico a quello di fidanzata viene festeggiato all’urlo di: «He did it!» («Ce l’ha fatta!»): è più raro del Gronchi rosa.

La canzone Friendzone dei Janoskians dice: «Quando stiamo per arrivare in zona conclusione / tu mi ricacci nella friendzone». E prosegue: «Se lei ti mette nella friendzone / tu mettila nella zona dei morti». Cioè fuggi via e dimenticala. È l’unica.
Attendere, imbottito di bromuro, in solitudine stilitica, «cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese» come Florentino Fermina ne L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Márquez senza perdere mai la fede? Naaa...

di Gemma Gaetani

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