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Tweet al veleno

La solidarietà fra donne svanisce nei tweet di Rocìo Morales

La risposta di Rocio alla ex moglie di Raul Bova:

Nel film L' uomo che amava le donne di François Truffaut, tutte le sue donne sfilavano al suo funerale. Sorridenti, senza prendersi per i capelli, scevre da sentimenti di proprietà postuma - come pregressa - nei suoi confronti. È il sogno di quasi ogni maschio: lo si vedeva anche quando Guido, in 8 1/2 di Federico Fellini, diviso tra moglie e amante e da entrambe stressato, sognava un harem di donne amate a modo suo, ognuna a cuccia, al suo posto, scodinzolante e giocosa cagnolina- geisha che non pretendeva nulla, se non di lusingarlo ed adularlo nel ruolo che lui aveva previsto per ciascuna. È un' idea, questa della pace tra più donne di uno stesso uomo, che dovremmo rubare agli uomini e mettere in atto non per il loro bene, ma per il nostro.

Rocìo Morales, la nuova compagna di Raul Bova ha twittato: «Il silenzio è rispetto, eleganza e stare a posto interiormente». In molti vi hanno visto un invito a tacere rivolto all' ex moglie di Raul, Chiara Giordano. Che pochi giorni fa, sul suo profilo Instagram, ha postato le foto di un servizio dedicatole dal settimanale Eva3000 secondo il quale lei frequenterebbe Kikò Nalli, marito di Tina Cipollari, opinionista di Uomini e donne. Le frasi del settimanale erano decisamente pesanti (parlavano di «rendere pan per focaccia»). Giustamente, Chiara, promettendo querela, ha risposto: «Mi fanno schifo le donne che vanno con uomini sposati. Proprio per quello che ho vissuto non mi comporterei mai in questo modo».

Chiara, infatti, è stata protagonista di una dolorosa separazione da Raul Bova, dopo 13 anni di matrimonio e due figli, che è riverberata copiosamente sulle news e il gossip. Le tappe di quella che è stata definita «la guerra dei Bova» sono state l' annuncio della separazione; la scoperta che Raul aveva una nuova compagna (Rocìo, appunto), poi una lettera - dalla prosa splendida - della madre di Chiara, Annamaria Bernardini De Pace sul Giornale, indirizzata ad un immaginario genero marito traditore.
Nella sua carriera di matrimonialista ne avrà visti miliardi, però tutti - Raul compreso - l' hanno letta come una lettera indirizzata a lui, nonostante il genero (definito «degenero») fosse padre di una bambina e non di due maschi come è Raul. Infine, è arrivata un' intervista di Bova su Vanity Fair, in cui si descriveva come vittima di una campagna diffamatoria da parte della suocera e stanco di esser tacciato come traditore poiché Rocìo sarebbe arrivata dopo gli inutili tentativi di salvare il suo matrimonio. Che, si sa, sono spesso inutili solo per uno dei due coinvolti.

La vicenda intristisce, e intristisce soprattutto se il tweet di Rocìo sia stato davvero indirizzato a Chiara. Caso in cui Rocìo dovrebbe pensare a quella pace tra donne di uno stesso uomo che Chiara, per esempio, rimanendo pubblicamente muta nelle fasi della separazione e della sua ripresa, ha sempre scelto. Ha parlato solo, comprensibilmente, nel momento in cui è stata sbattuta su un rotocalco come artefice di ciò che lei invece ha subìto.

Voglio dire: toccherebbe ricordare un po' la famosa solidarietà femminile o semplicemente la gratitudine. La nuova donna dovrebbe almeno avere rispetto per la ex, che in fondo le ha pasciuto il compagno finché non è diventato il suo. Dovrebbe tacere lei, casomai, sulla ex.

Sacrosanto il diritto ad amare un' altra persona, per Raul come per chiunque: sia venuta davvero dopo la separazione o prima, poco cambia. Ma se scappa un guaito all' ex, per altro sadicamente provocato, be', un po' di comprensione. È una questione di galateo sentimentale e maturità da parte della nuova compagna. Ha già lui, pretendere anche di radere al suolo la ex è un po' eccessivo. In fondo c' era lei accanto a quello che ora è il suo uomo quando lei nemmeno sapeva che lui esistesse. E, all' inverso, questa gratitudine a posteriori dovrebbe valere anche per Raul, che pare più innamorato del ruolo della vittima che di Rocìo.

Gemma Gaetani

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