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La ribellione

I divi di Hollywood fanno gli spot del tonno & C. ma è una sfida a noi mariti....

I divi di Hollywood fanno gli spot del tonno & C. ma è una sfida a noi mariti....

In quel tempo c' era il tonno e il tonno era talmente tenero che lo tagliavi con un grissino. Il rito era tanto semplice quanto poetico: prendevi la scatoletta (tac), l' apriscatole (tac), il grissino per tagliarlo (tac) et voilà, la cena tipica dello scapolone italiano era servita. Oggi no, oggi è tutto un vergognoso magna-magna. Capiamoci: non è che i grissini siano terminati, semmai il problema è che il pinnato se lo pappa tutto lui, Kevin Kostner. E la questione non è tanto che Kevin si ingozzi con il tonno nostrano (oddio, un po' anche quello), semmai che il manzone, una volta avvezzo a ballare con i lupi, ora prediliga giri di walzer con le milf tricolori, le nostre mogli, le nostre sorelle, forse persino le nostre mamme. 


E, insomma, più guardi gli spottoni in tv col faccione di Kevin, più capisci che il fetentone ha le idee chiarissime su come vada utilizzato l' apriscatole. Dice, guardando negli occhi la donna italica: «Ogni tanto è bello cambiare». E lei, sbarellata dagli ormoni e desiderosa di vedere se il grissino americano ha la stessa consistenza del nostro: «Eh, magaaari…». Quindi l' inquadratura - impietosa - va su di lui, il marito cornutone. Chiamatelo Franco, Luigi, Carletto, chiamatelo pure con il vostro nome di battesimo, perché a conti fatti rappresenta proprio uno qualunque di noi, padrone di casa ospitale che, ignaro di tutto, apre le porte della credenza al caro vecchio Kevin. E quello che fa? Ringrazia? Si presenta all' uscio con le pastarelle da pucciare nel caffè? Macché, non solo si ingozza con il tonno altrui, ma fa pure la scarpetta con la nostra dolce metà. 


Per non parlare dell' altro spot, quello con Kostner che, mangiando ai quattro palmenti in compagnia di tre bonazze, sussurra con ghigno da provolone consumato: «Posso chiedere il bis?». Secondo voi loro cosa rispondono: A) «Scusi signor Kevin ma l' ospite è come il tonno, dopo tre giorni puzza». B) «Grissini! Venite a noi!». La risposta è scontata. Non è dato sapere invece dove siano i compagni delle tre, già «cervi a primavera» e probabilmente impegnati alla tonnara, perché alla fine questo tonno qualcuno lo dovrà anche pescare.
E uno dice «vabbè, prima o poi a Kevin verrà voglia di una bella bistecca ai ferri e si leverà dai maroni». Eh sì, ma non avete fatto i conti con quell' altro, Bruce Willis.
Dovete sapere che Bruce Willis da qualche tempo si trova a sua volta in Italia e ha un problema serio: non gli prende il cellulare. E allora cosa fa Bruce? Pirleggia in giro per l' Italia - ben retribuito da una nota compagnia telefonica - alla ricerca della banda perduta. In un' occasione lo ritroviamo sul terrazzo della sua bella casa al mare e, toh, finisce casualmente a far amicizia con la vicina italiana.
Secondo voi a chi assomiglia la vicina italiana? A) Gegia. B) Platinette. C) Una che infilzeresti volentieri col solito grissino. La risposta è scontata. Scena 1, parte lei: «Ma venga qui che di fibra ce n' è». Stacco della camera, scena 2: Willis si ritrova sul divano, al suo fianco lei in versione gattamortissima. E lui, con lo sguardo da finto tonto fisso sull' iPad: «Ora scarica».
Replica dell' arrapatissima: «È mio marito che dovrei scaricare…». E in un attimo a un altro povero italiano spunta il cornazzo, anche solo virtuale. Domanda: secondo voi come sarà terminata la faccenda della banda: A) Lei lo ha accompagnato alla porta dicendo «Bruce, amo mio marito, non potrei mai tradirlo». 


B) Lui le ha mostrato «Il quinto elemento». Anche in questo caso la risposta è scontata. Che poi il peggiore non è neppure Willis.
Pensate allo spagnolo, Antonio Banderas, da qualche tempo gran visir del mulino in barba al solito maschio italiano. In uno spot catechizza una serie di bambini: «Ah, i Tarallucci, buonissimi da inzuppare». E lo vedi che quando dice «inzuppare» pensa «sapeste che lezione di zumba ho dato alle vostre mamme». In un altro spot girato a cavallo, distribuisce Focaccelle a bambini vari. E uno: «Com' è morbida!». Antonio non replica, ma glielo leggi negli occhi quel che sta pensando: «Sì, la Focaccella è morbida, per il pansecco invece chiedi sempre alla mamma...». In un altro ancora è direttamente a tu per tu con l' ennesima bella signora italiana.
Lui impasta la farina e dice: «Un tempo i biscotti erano grandi grandi». Lei, già in brodo di giuggiole: «E oggi come sono?». E lui: «…inzupposi…». E via che parte l' infornata mentre il marito è a farsi il mazzo nella Valle degli Orti. Altro spot, altra corsa: ovviamente mulino strapieno di bambini e mamme (ma cos' è, una setta?). E lui: «Ecco i Flauti…». Sui volti delle mamme spuntano sorrisi a 76 denti: evidentemente hanno già assaggiato la merenda. Ultimo spot, Banderas fissa la gallina Rosita: «Guardami!». E tu che pensi: «Mortacci tua Anto', pure con Rosita…». E allora perdonateci, ma sul finale è doveroso far partire l' appello: Accorsi, Argentero, Bova, Garko, Gassman, Preziosi, Scamarcio, Vaporidis e pure De Luigi, di grazia, in difesa dell' uomo italico andate all' estero e diffondete la Focaccella nostrana, così vediamo chi la spunta.
Quelle fastidiose pubblicità coi bolliti di Hollywood Maschio latino, ribellati agli spot che ti fanno le corna.

Fabrizio Biasin 

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Commenti all'articolo

  • er sola

    07 Settembre 2015 - 09:09

    Se si riducono a fere la pubblicità significa che come attori non valgono più una sega.

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  • belzebù

    07 Settembre 2015 - 09:09

    Tranquilli, purtroppo il 90% delle nostre connazionali sono proprio uguali a Gegia, solo noi abbiamo lo stomaco di scoparcele.

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  • LupettoVersilia

    LupettoVersilia

    07 Settembre 2015 - 08:08

    Extracomunitari che rubano il lavoro agli italiani

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  • francab

    06 Settembre 2015 - 22:10

    gli spot più tristi e da femminucce idiote che siano mai apparsi

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