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Trio canoro

Il Volo incanta l'Arena di Verona e punta in alto: "Sognamo un Grammy"

Il Volo incanta l'Arena di Verona e punta in alto:

Dividono tutti: giornalisti, pubblico e anche colleghi. C’è chi li considera i nuovi Peter Pan del neo-melodico italiano e chi li trova sopravvalutati (noi no). La loro vittoria a Sanremo, quando salutarono tutti al grido di "Il popolo ci ama", lasciò interdetti i denigratori ma esaltati chi vede in questi tre ragazzi dei cantanti veri con un futuro soprattutto internazionale. Il Volo, piaccia o non piacciano, sono ormai un fenomeno nazionale-popolare, a tal punto da essere diventati ospiti quasi fissi a “Porta a porta”, da Bruno Vespa. E chi era l’altra sera all’Arena di Verona, per il concerto conclusivo del loro tour 2015 che chiude un anno incredibile e che sarà trasmesso domani sera su Raiuno, ha compreso una cosa ineluttabile: se negli Usa stravedono per loro, se Barbra Streisand li ha voluti con sé in vari concerti, se i promoter statunitensi puntano molto sui loro show e se altri colleghi celebri — Michael Bublè, in primis — li stimano, un motivo ci deve essere. Paolo Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble non sono un bluff e sono quanto di meglio c’è d’esportazione negli States dove amano ancora le ugole tenorili stile Andrea Bocelli. Molto spaghetti-music quando intonano Volare, La vita è bella o Il Mondo, saranno — unici italiani invitati — co-star in un disco che uscirà il 30 ottobre per celebrare gli 80 anni della nascita di Presley dove canteranno in duetto virtuale It’s now or ever, la versione americana di O’sole mio. Saranno in quattro nel brano: loro tre ed Elvis.  

Il concerto all’Arena dell’altra sera è stato invece l’appuntamento per lanciare il nuovo album che chiude il loro 2015: L’amore si muove. Esce per Sony in tre versioni: oltre a quella italiana c’è quella in spagnolo per il mercato latino-americano e quella per il mercato Usa. Spiega Ginoble: “I brani italiani presenti sono quelli più classici perché in America è quella la musica che vogliono sentire. L’inglese con accento siciliano di Ignazio fa furore quando siamo in Usa, e lì abbiamo più successo con il pubblico adulto, diciamo 70% adulti e 30% giovani, mentre in America Latina come in Italia ci sono più ragazzine sotto gli hotel. Un disco di inediti? Mah, d’altronde anche il nostro più illustre collega non pubblica un disco di canzoni nuove su quel mercato dal 2004”. Il riferimento è chiaramente a Bocelli. “Io non l’ho nominato ma se lo dite voi”, puntualizza Gianluca. E Ignazio, ironico e tagliente: “E mica è Voldemort che non lo puoi nominare? E che sarà mai?”. Piero ci tiene a precisare: ”A Sanremo con alcuni giornalisti non ci eravamo capiti, e loro non avevano capito noi… Ma siamo ancora ragazzi con una gran voglia di fare casino, non ci siamo sinceramente montati la testa”.

Per chi dubita ancora del loro successo, Il Volo si sta apparecchiando un tour 2016 di 100 date che partirà dai palasport italiani per proseguire negli States, poi in America Latina ed ancora in tutta Europa, dall’Ovest all’Est. Gli ultimi desideri di questi tre ex bambini prodigio? “Ottenere una nomination ai Grammy Awards e salire sul palco con Bono”. 

 Leonardo Iannacci

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Commenti all'articolo

  • geertiify

    22 Settembre 2015 - 21:09

    100 concerts of Il Volo in 2016! Even Europe is mentioned! WOW! After this successful ll Volo year 2015 in Italy I am looking forward to Il Volo in Germany! Meanwhile I keep my fingers crossed for the dream of Il Volo - a Grammy!

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