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La rivelazione

Francis Ford Coppola: "Non girerò più film di cassetta"

Francis Ford Coppola:

Alla fine si torna sempre all'origine, forse perché – come diceva Simone Weil – quanto più si arriva in alto tanto più le radici diventano profonde. Mosso da questo desiderio, il grande regista Francis Ford Coppola ha preso parte ieri a Milano, presso il Teatro Dal Verme, all'evento Ritrovare le radici per incontrare il futuro: la mia Basilicata, serata-omaggio alla sua terra d'origine, promossa dalla Regione Basilicata in partnership con Meet the Media Guru, Matera 2019, Lucana Film Commission, e grazie alla collaborazione di APT Basilicata e Palazzo Margherita.

Un viaggio a ritroso tra memorie, storie di un suo antenato brigante (Carmine Coppola), parentele eccellenti (suo cugino è Riccardo Muti), cibi tipici (lambascioni e gnemereidde) e dialetti, filtrato dalle lenti della nostalgia ma anche dalle luci di una cinepresa, in una sorta di percorso Basilicata cast to cast (da cinque generazioni la sua famiglia è impegnata nel cinema). «Non escludo di poter girare alcune scene del mio prossimo film sul ponte di Taranto o in Lucania», avverte il regista, chissà, magari nel paese dove nacque suo nonno Agostino, Bernalda. Più difficile invece che l'autore di Apocalypse Now torni a cimentarsi con una grande produzione hollywoodiana. «Ho deciso di non fare più quelli che si potrebbero definire “film di fabbrica”, cioè commerciali, che sono spesso pellicole per quattordicenni», avverte. Da qui la sua ricerca orientata su produzioni sperimentali e su forme di “cinema dal vivo”, come dimostrano il suo ultimo lavoro Distant Vision (2015) e Twixt (2011), pellicola horror sui vampiri.

Basilicata e vampiri sono anche l'occasione per parlare del suo Dracula di Bram Stoker e del legame che unisce il vampiro più celebre della letteratura con la Lucania. Le ricerche di alcuni studiosi hanno infatti dimostrato che la figlia del duca Vlad III (Dracula) sarebbe seppellita in un paese lucano, Acerenza; e che lo stesso Bram Stoker avrebbe compiuto tra 1875 e 1876 un viaggio in Basilicata, traendone ispirazione per descrivere la Transilvania. «Si tratta di un rapporto affascinante», commenta Coppola, «che conferma l'immagine di quella regione come luogo magico, caratterizzato da riti e da miti, e giustifica ancor di più il mio amore per le storie di vampiri». Come dire che dalla terra natìa si sugge sia linfa che sangue... Ma anche petrolio. Da qui il suo appello ai lucani a «godere finalmente delle royalties legate all'oro nero, che spettano loro».

Il viaggio nella biografia e filmografia del regista non può però non soffermarsi anche sulla trilogia de Il Padrino, che per la prima volta ha portato l'immagine dell'Italia criminale sul grande schermo, costruendovi una straordinaria epopea del Male. «Forse, e questo vale anche per film come Gomorra a Suburra, bisognerebbe tornare a raccontare il proprio Paese attraverso produzioni indipendenti basate sulla qualità e non solo in una logica commerciale».

Gianluca Veneziani

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