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Vogliono fare un film su Corto Maltese: la spifferata di una voce in Rai

Vogliono fare un film su Corto Maltese: la spifferata di una voce in Rai

E torneremo, davvero, a parlare dei gentiluomini di fortuna. A vent’anni dalla morte di Hugo Pratt, a bocce retoriche ferme e passata la buriana dei festeggiamenti, rimane del più grande autore italiano di fumetti d’ogni tempo, un doppio, nostalgico legato.

Il primo è il graphic novel apocrifo forse troppo osannato, Corto Maltese-Sotto il sole di mezzanotte. di Juan Diaz Canale e Ruben Pellejero (Rizzoli Lizard, pp114, euro 20). Ambientata nel Nordamerica del 1915, tra il mito delle corsa all’oro, indiani assassini che si credono Robespierre, tesori scoperti dal (vero) Jack London e echi di una Grande Guerra prossima ventura, la nuova avvenura di Corto è da ritenersi un accorato omaggio a Pratt. Anche se gli autori lì si fermano e non riescono, comprensibilmente a far proprio il mito del marinaio (mancano le lunghe dida prattiane, gli approfondimenti esoterici, le presa di posizione storiche). Ma questo one-shot celebrativo rimane comunque a memento,per i più giovani, di una grandezza che non va mai dimeicata. Il secondo legato nostalgico, riguarda un gossip che tambureggia tra gli addetti ai lavori: il recupero del soggetto dimenticato di un film sulla vita di Corto Maltese ( in parallelo a quella del suo autore) che doveva realizzarsi negli anni ’80. L’autore doveva essere Sandro Parenzo già pregiato sceneggiatore di cinema e oggi editore televisivo Mediapason ex Telelombardia.

Parenzo, veneziano come Pratt, era dello Stevenson del fumetto amico del cuore. Il film su Corto doveva accendersi nel fotogramma in cui il marinaio bambino decide di scavarsi sulla mano la linea della fortuna che gli mancava; il flusso di sangue si sarebbe trasformato nell’onda dell’Oceano Pacifico che trasporta il Corto legato alla zattera nella vignetta che apre la Ballata del mare salato. Il progetto di Parenzo, fascinoso, fu abbandonato per questioni di diritti. Oggi qualcuno vorrebbe riproporlo, accanto magari ad una biografia avventurosa del Pratt giramondo (potrebbe essere una coproduzione italo-anglo-marrocco- argentina...). Pare che l’idea sia stata proposta alla Pepito Produzioni dell’ex direttore generale Rai Agostino Saccà...

Francesco Specchia

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