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"Il seggio vacante", crudeltà di provincia: arriva la miniserie tratta dal romanzo di J.K. Rowling

"Il seggio vacante", crudeltà di provincia: arriva la miniserie tratta dal romanzo di J.K. Rowling

Premessa. JK Rowling è l’universalmente nota autrice della saga letteraria di Harry Potter che, per la gioia dei fan, sembrava non finire mai. Sette tomi, quattrocentocinquanta milioni di copie vendute nel mondo, ben otto film. Invece poi, siccome la storia infinita esiste soltanto come titolo - di un altro bellissimo libro, poi film, fantasy - e non come realtà nella produzione narrativa, la saga di Harry Potter terminò. A quel punto la Rowling, che scrivendo aveva già realizzato più di quanto altri potranno soltanto sognare (e aveva anche devoluto in beneficenza infantile una importante fetta dei derivanti guadagni), avrebbe potuto passare il resto delle sua vita a limarsi le unghie con un sigaro in bocca. Dacché, riconosciamolo, aveva di che essere fiera di sé guardandosi allo specchio.

Invece, si è messa ancora alla prova, con una nuova narrazione che non aveva niente a che vedere con la fantasia. Nel 2012 ha tirato fuori dal cappello il romanzo Il seggio vacante e, come capita a molti che sono sostanzialmente oggetto d’invidia, le polemiche non sono mancate. Il romanzo era ambientato nell’immaginaria Pagford, una cittadina dall’apparenza deliziosamente amena - c’è perfino il bar del sindaco che si chiama Bricco Di Rame, chi non vorrebbe vivere in un posto simile e poter dire: «Andiamo a berci un bricco di caffè al Bricco di Rame»? Ma la Rowling, creatrice del mondo di Harry Potter, sa molto meglio di altri che dietro l’apparenza della realtà può celarsi ben altro. E se nel caso del maghetto esplorò forze del Bene e del Male di pura immaginazione, in quello del Seggio Vacante ha intessuto una dialettica con la realtà benigna e soprattutto maligna e/o drammatica che può covare anche nei borghi dall’aria fiabesca.

A Pagford, infatti, c’è anche il centro di recupero per tossicodipendenti. E il quartiere di periferia e di povertà Fields, che i borghesi di Pagford vorrebbero estromettere dal Comune. I conflitti a Pagford sono all’ordine del giorno: tra ricchi e miserabili, genitori e figli, mogli e mariti, colleghi. Il seggio vacante, difatti, è quello del Consiglio comunale rimasto vuoto dopo la morte di Barry Fairbrother. Si rivelerà causa di una lotta intestina che in confronto le coltellate tra vip e sottovip del Partito Democratico degli ultimi anni sono acqua fresca.

Polemiche, avevamo detto. Pare che alcuni abitanti di Tutshill, il vero paesino inglese nel quale la Rowling trascorse l’adolescenza, si siano riconosciuti in alcuni personaggi del romanzo e non ne siano stati contenti. Inoltre, comparve poco dopo anche una versione satirica del libro.

Disse la Rowling, quando uscì il romanzo, che trasporlo in versione filmica sarebbe stato difficile, poiché la sua scrittura si era focalizzata sull’interiorità dei personaggi.

Non fu profeta in pagina sua, poiché si mossero, accoppiate per l’occasione, perfino l’inglese BBC e la statunitense HBO per produrre la miniserie in tre puntate che noi vedremo in prima tv domenica alle 21.10 su Sky Cinema 1 HD. A nostro avviso, non darla per «filmabile» fu semplicemente la tipica modestia dei grandi condottieri della narrazione, onorevole sentimento che la Rowling ha dimostrato di possedere anche quando venne scelta la sceneggiatrice, Sarah Phelps. La storia delle versioni «altre» è piena di aneddoti conflittuali tra gli autori dei romanzi e quelli che li trasportano altrove, dai regista cinematografici a quello teatrali. La Rowling, signorilissima, ha lasciato alla Phelps libertà assoluta. Fu la Phelps a definire Il seggio vacante «dickensiano» e, dopo aver visto in anteprima le puntate, non possiamo che darle ragione. Per quanto si tratti, ovviamente, di una narrazione dickensiana dei giorni nostri e non di quelli di Dickens, tanto che le più importanti testate inglesi hanno parlato di straordinario talento, pari a quello di Stevenson e Conan Doyle, nel creare un romanzo tanto tenero quanto feroce sulla società contemporanea.

Nel cast della miniserie, Michael Gambon, già nella saga cinematografica di Harry Potter e nell’indimenticabile Il discorso del re, e Julia McKenzie, volto di Miss Marple.

di Gemma Gaetani

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