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Anche il televoto è 'rosso'

Sanremo, polemica sul televoto: l'appalto sulla rilevazione affidato con trattativa privata

La Guardia di finanza sta effettuando accertamenti. Sotto osservazione la Zodiak active

Sanremo, polemica sul televoto: l'appalto sulla rilevazione affidato con trattativa privata

Dopo le polemiche sulla faziosità del Festival, è la volta di quelle sul televoto. Siamo ormai abituati, ad ogni edizione, alle dispute attorno al sistema di rilevazione del voto da casa, con le polemiche conseguenti riguardo finalisti, vincitori ed esclusi. I giornalisti sembrano non gradire la classifica provvisoria del Festival sanremese, considerando che questa edizione, musicalmente parlando, è considerata, quasi all'unanimità, una buona edizione: vi partecipano, tra gli altri, Raphael Gualazzi, Max Gazzè, Simone Cristicchi ed Elio e le storie tese. Che, però, non compaiono nelle prime tre posizioni in classifica, che attualmente vede prevalere Marco Mengoni, seguito dai Modà e da Chiara


 



Stamattina è stato sentito Nando Pagnoncelli, che eleabora i dati del televoto, per capire se e fino a che punto la classifica finale potrà essere diversa da quella odierna. Un punto da considerare, a questo proposito, è quello relativo alla cosiddetta giuria di qualità, che "peserà" per il 50% sul responso finale. Non la pensa così, però, il Codacons, secondo cui "la classifica provvisoria dei cantanti in gara, dimostra senza più alcun dubbio come il televoto non sia un sistema equo e corretto, e non garantisca uguale trattamento agli artisti che gareggiano per vincere il festival. La metà dei voti proveniente dal televoto è in grado di alterare la classifica finale, premiando gli artisti con maggiore visibilità mediatica".

Ad ogni modo, sulla vicenda, come rivela Silvia Truzzi per il Fatto quotidiano, ha messo gli occhi la Guardia di Finanza, che nello specifico vuole vederci chiaro sugli strani intrecci tra la società che si occupa del televoto, la Zodiak active, e mamma Rai. La Zodiak active è posseduta dal grupppo De Agostini, guidata da Lorenzo Pelliccioli che, scrive il quotidiano di Antonio Padellaro, è una "vecchia conoscenza di Gori fin dai tempi di Rete4, negli anni Ottanta", il quale a sua volta deteneva un quota del 4% della società per poi cederla con l'inizio della campagna elettorale per le Primarie del Pd, che lo ha visto a fianco di Matteo Renzi nei panni di suo spin-doctor. Ma non è tutto. Perché il direttore commerciale della Rai è un altro renziano, ossia Luigi De Siervo, presente a Verona, insieme a Giorgio Gori, alla presentazione della campagna elettorale del rottamatore e che, come rivela lui stesso, durante la campagna elettorale "si è messo in ferie dalla Rai" e "ha dato una mano a Matteo. Suggerimenti sui contenuti del discorso, sugli slogan, magari su qualche battuta".

Come scrive il Fatto, "secondo un'ordinanza della Cassazione (22 dicembre 2009) la Rai è tenuta all'osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell'affidamento di appalti in quanto 'organismo di diritto pubblico' ai sensi della normativa comunitaria in materia". E' quello che ha fatto la Rai? Non proprio. Viale Mazzini ha infatti fatto sapere di aver affidato l'appalto, cosi come gli altri anni, alla Zodiak, poiché essa rappresenta una sicurezza in termini di affidabilità, precisando comunque che, dalla prossima edizione, provvederanno ad indire una gara pubblica. Meglio tardi che mai. Intanto, le polemica s'infiamma e gli italiani, probabilmente, vedranno trionfare a Sanremo qualcuno che non avranno effettivamente scelto, magari proveniente da qualche reality, premiato più per la notorietà che per le qualità canore.

 

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