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Renzo Arbore, confessioni di un seduttore: "Ho avuto donne bellissime, ma certe sere..."

Renzo Arbore, confessioni di un seduttore:

"Ho avuto quattro o cinque amori, tra uno e l'altro non ho disdegnato di conoscere un po' di ragazze, italiane e straniere". Renzo Arbore è un grande uomo di spettacolo, tra radio, musica e tv, ma anche elegante e discreto seduttore. "Molte erano loro a conquistarmi ed era divertente il fatto di piacere - si è sbottonato con Vanity Fair -: quando hai 50 anni e una donna di 30 ti guarda, non è male. Ho avuto anche signore famose, ma la mia qualità è sempre stata la riservatezza, per cui di queste relazioni non si è mai venuto a sapere". Tra le sue storie più famose quelle con Mariangela Melato e Mara Venier. A colpirlo, però, non è tanto l'avvenenza fisica quanto la forza intellettuale delle donne che frequenta: "Ho avuto donne bellissime totalmente prive di conversazione. Se le cenette erano faticose perché dovevo parlare sempre io, visto che lei non si interessava di nulla, chiudevo la frequentazione. Ho avuto incontri dolorosissimi in questo senso, e rinunciato ad altri appetitosi".

"Il mio solo grande rimpianto" - Una regola ferrea l'ha seguita: mai uscire con le colleghe. "Sono un uomo monogamo: purtroppo non ho avuto l'opportunità di mettere su famiglia come avrei dovuto fare nell'età in cui si mette su famiglia e si desiderano dei bambini. Nel momento in cui poteva succedere sono stato baciato dal successo ed è stato un successo prepotente che ha distolto il mio tempo e le mie attenzioni dal resto. Ho rimandato le cose che avrei dovuto fare, e la persona con cui farle era Mariangela (la Melato, ndr) che un figlio lo voleva. Poi lei è andata in America, io sono rimasto solo a Roma per un anno, e ci siamo distratti".

"La Melato, una ferita ancora aperta" - Proprio la grande attrice scomparsa nel 2013 a 72 anni è sempre nel cuore e nella mente di Arbore: "Una famiglia con Mariangela è la vera storia mancata della mia vita. Di lei parlo poco perché è una ferita ancora aperta. Era veramente una donna straordinaria che ha insegnato a me la vita, una vita che si era conquistata con la sua classe, la sua nobiltà d'animo e la sua cultura. Tutto quello che sapeva era frutto della sua curiosità. Veniva da una famiglia semplice. Il papà era un ghisa, un vigile urbano di Milano, la mamma una sciura: abbiamo riso per anni che la milanesa stesse con il terun".

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