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Panariello torna con una nuova fiction. E dichiara guerra all'Auditel

Panariello torna con una nuova fiction. E dichiara guerra all'Auditel

Il mantra renziano anti ascolti, declinato  in forma massmediatica dal direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, “basta con la dittatura dello share”, inizia a far proseliti. E non di secondo piano.  “l’Auditel è obsoleta, va abolita”, dice senza girarci troppo intorno Giorgio Panariello , nel presentare la fiction “Tutti insieme all’improvviso”, la serie prodotta da Picomedia per la regia di Francesco Pavolini, in onda su Canale 5 dal 15 gennaio (8 puntate, in prima serata). Una scelta di campo politicamente corretta, diranno gli addetti ai lavori, e pazienza se aderisce perfettamente allo spirito dei tempi, cioè al pensiero renziano. In fondo Panariello fa parte della pattuglia fiorentina capitana da Carlo Conti e completata da Leonardo Pieraccioni  con i quali potrebbe confezionare un regalo a sorpresa.  Nei piani del trio c’è uno spettacolo insieme. “Come ai vecchi tempi”, dice Giorgio, “ ma tutto dipende dalle rispettive agende, abbastanza piene . Però state certi che arriviamo, il 2016 potrebbe essere l’anno bono”. Nell’attesa del trio riunito, Pieraccioni ha deciso di tornare in teatro con un nuovo spettacolo, in modo da spezzare la “monotonia” fra un film e l’altro.

E anche questo, a suo modo, sarà un evento. Insomma dalla Toscana con Furore. Ovviamente con grande attenzione all’aria che tira. Difficile andare controvento proprio ora. “Per l’ultimo show in Rai (Panariello sotto L’albero,  che ha fatto il boom, ndr) non ho dormito per l'adrenalina. Alle 7 mi svegliavo col telefono in mano, per aspettare gli ascolti. Secondo me non è giusto. L’ansia da prestazione non va bene. Sky ci dimostra che tutti conoscono MasterChef o X Factor, ma fanno meno ascolti di altri programmi. L’Auditel va abolito, ti aiuta a capire se un programma funziona, ma dall’altra parte ti condiziona. Negli anni passati ho fatto grandi scemenze per gli ascolti, di cui mi sono pentito”. Già, errori che Panariello non ha mai negato, come il Sanremo dei disastri ( dove quest’anno non torna, “troppa  fatica, ci vuole sempre materiale nuovo, è andata bene l’anno scorso”), e pentimenti che il comico e attore toscano non ha mai negato, dimostrando  di non essere una macchina da spettacolo, ma un uomo di spettacolo. Con i suoi limiti e i suoi pregi, i suoi  slanci e le sue grandi crisi. “Ma non mi sono mai abbattuto, ho sempre guardato avanti, convinto che poi ci sarebbe stata la risalita”, dice convito, senza cedere all’amarcord o al sentimentalismo . Perché la risalita  è arrivata. Tanto che quando parla di tv e ascolti, sostenendo che una prima serata unica, lunga e noiosa “è solo un problema per la Tv” butta il cuore oltre la siepe. “Per esempio Crozza”,  sottolinea, “fa uno show perfetto come misura per un comico. I miei duravano troppo: a una certa ora tu sei cotto, gli ospiti, il regista e i telespettatori pure.  Se scrivi 3 ore e mezzo di spettacolo per 15 puntate come ho fatto per 3 anni, poi ne scrivi di bischerate”.  Sì, bischerate. Quelle per le quali lo hanno sempre duramente criticato.

Acqua passata, tanto che Panariello “ non ho mai dato troppo peso a coloro che mi attaccano a prescindere”. Non a caso a chi gli chiede se anche i talk show durano troppo , Panariello offre la sua personale interpretazione dei fatti.  Per esempio se Giovanni Floris gli ha mai proposto di fare la copertina del suo talk. “In passato ma ho rifiutato, perché non ho mai fatto della politica la mai bandiera, non mi interessa”. E allora avanti tutta con la nuova Fiction. In “Tutti insieme all’improvviso”, Panariello e' Walter, un veterinario che molti anni prima ha deciso di lasciare Roma, la famiglia, gli amici, l’amore per trasferirsi in Africa, dopo aver litigato con suo fratello al quale era legatissimo, dopo aver passato una notte dopo una sbronza con la sua fidanzata di allora (Lorenza indovina). La storia inizia con il rientro in Italia dopo tanti anni di Walter, suo fratello è morto all'improvviso. Panariello ritrova Annamaria (Indovina) che, dopo la sua decisione di andare in Africa, era diventata la moglie di suo fratello. Ora Annamaria e' con i suoi tre figli, Paolo (Giuseppe Maggio), appena maggiorenne, Sara (Teresa Romagnoli), a fine liceo e Samuele, il cucciolo di casa. Nella clinica veterinaria del fratello, Walter, assieme a un sorprendente nugolo di quadrupedi, ritrova Carlo (Marco Marzocca), grande amico di gioventù, compagno e complice di scherzi memorabili, e Laura (Lucia Ocone), la sorella di Annamaria, anche lei veterinaria, sempre positiva. Panariello ha voluto sul set anche la presenza di cagnolini bastardini.  E dentro la storia del veterinario c’è anche un po’ la storia di Panariello.

“Mi sono riconosciuto nel personaggio che interpreto, Walter (un veterinario) come lui ho vissuto un periodo della mia vita in cui non volevo assumermi delle responsabilità”, dice il comico toscano, “conosco il dolore della perdita, mio fratello non c’è più. Diventare padre? Mai dire mai, guarda Carlo Conti... Gli facevo sempre la battuta: finirai con il fare un figlio con una lampada, poi invece ha incontrato la persona giusta, una donna meravigliosa”. Le storie della vita che si intersecano con le trame della finzione.  E Panariello riesce ad essere lo scambio giusto, il perfetto punto d’intersezione.

di Enrico Paoli

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