Cerca

Film

Sylvester Stallone, un "italiano" agli Oscar 2016: ecco "Creed"

Sylvester Stallone

Sono state rese note le nomination agli Oscar 2016. Secondo i critici - o chi a tale si atteggia - snob-nichilistici, gli italiani non sono interessati al cinema eccezion fatta per i film-mondezza. In realtà, lo sono talmente tanto che hanno seguito perfino le nomination Academy Awards 2016 in diretta Sky e streaming. Il cinema, invero, è «cosa nostra», nel senso di cosa che ci riguarda, appassiona e infervora. Anche quando i premi sono attribuiti dall’altra parte dell’oceano. Anche quando, tra i nominati, purtroppo noi non ci siamo. O meglio, ci siamo per statuette non centrali, quindi è come non esserci: nessuna opera italiana, infatti, è presente nella categoria Film Straniero.

Non essere cattivo, film postumo di Claudio Caligari, era stato già fatto fuori non rientrando a dicembre nella shortlist dei nove film stranieri dai quali sarebbero rimasti i cinque nominati. In quella shortlist, però, c’era il film tedesco Il labirinto del silenzio, che sentivamo un bel po’ italiano perché il regista Giulio Ricciarelli, cresciuto e residente a Berlino, è nato a Milano. Lo abbiamo intervistato recentemente su queste pagine, eravamo convinti, dato l’alto spessore del film, che avrebbe fatto il salto nell’iperspazio della cinquina. E invece no. Al campanilista italiano non resta che la canzone. Nella categoria Miglior Colonna Sonora ci sono, infatti, The Hateful Eight di Quentin Tarantino, musicato dall’italianissimo Ennio Morricone, e Youth di Paolo Sorrentino, presente anche nella categoria per la Miglior Canzone Originale. I fanatici che vanno in solluchero anche se Paolo dice: «A» erano rimasti estasiati anche dalle musiche del film, quindi saranno contenti.

Le nomination Miglior Colonna Sonora sono interessanti anche per l’inclusione di Star Wars: Il Risveglio della Forza. Nominato addirittura nella categoria Miglior Sonoro, oltreché Miglior Montaggio, Migliori Effetti Speciali e Miglior Montaggio Suono, in sostanza l’ultimo episodio della saga generata da George Lucas ha riportato nomine che sembrano voler dire che sceneggiatura, recitazione e regia lascino un po’ a desiderare (è un po’ la tesi dello zoccolo duro dei primi fanatici della saga).

Nomination Miglior Sonoro e Miglior Montaggio Sonoro anche per Revenant - Redivivo, che ne porta a casa così tante altre da decisamente sbancare: Miglior Film, Miglior Regista per Alejandro González Iñárritu, Miglior Attore Protagonista per Leonardo Di Caprio, Miglior Attore Non Protagonista per Tom Hardy. E poi Miglior Montaggio, Migliori Effetti Speciali, Miglior Scenografia, Miglior Trucco e Acconciature, Miglior Fotografia, Migliori Costumi. Tutte meritate - e speriamo si facciano statuetta - giacché della prova d’attore mostruosamente talentuosa di Leo - e anche di quella del non protagonista Tom Hardy - abbiamo dato atto ieri recensendo il film, e della sublimità del film idem. Aggiungiamo oggi che, in effetti, parrucchieri e truccatori devono essersi fatti un sedere così per truccare tutti gli attori come se le creme idratanti non fossero ancora state appunto inventate e per acconciare non tanto i capelli, ma i mezzi scalpi. Tom Hardy a un certo punto del film tiene un monologo sulla differenza tra il mezzo scalpo che si porta in testa, e che si gratta spessissimo, e lo scalpo completo. Insomma, Revenant ha ricevuto tante nomination quante botte ha preso il povero Leonardo nel recitarci, in primis dall’orsa che lo fa a pezzi.

Quest’anno Di Caprio «deve» vincere la statuetta, la stramerita, e speriamo che invece non si avverino i meme (i fotomontaggi sarcastici con didascalia) che già girano nel web. Il più simpatico ritrae Leo che lotta con l’orsa del film e la frase: «Una recitazione indimenticabile»… Sì, ma dell’orsa. Infatti il resto della combinazione fotografica mostra l’orsa mentre ritira l’Oscar come Miglior Protagonista…

Emerge tra le varie nomination come Miglior attore non Protagonista anche quella di Sylvester Stallone: un po’ perseguitato come Checco Zalone dall’astio di chi considera i loro film blockbusteroni dimenticabili, finalmente gli viene riconosciuto un valore. Forse, a parte Morricone e Youth, l’unico spicchio d’Italia è proprio Stallone.

Interessante anche la nomina come Miglior Attrice Non Protagonista a Jennifer Jason Leigh, grandissima attrice tornata sugli schermi per The Hateful Eight di Quentin Tarantino. Interpreta l’unico ruolo femminile del film, che è stato accusato da alcuni di essere violento e misogino.

di Gemma Gaetani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog