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Il caso

Nel Pd va di moda la censura: stop a un altro programma Rai

Nel Pd va di moda la censura: stop a un altro programma Rai

Franca Leosini, la «signora omicidi» che su Raitre da vent' anni s' addentra, sussurrando, nell' anima nera dei killer «non professionisti» è stata silenziata dalla Rai.

Un ordine dal settimo piano di viale Mazzini le cuce il sussurro loquace in un «no comment» implacabile; e le impedisce di difendersi dall' attacco del Pd, ispirato dalle dichiarazioni del procuratore capo di Teramo Manfredi Palumbo, sull' opportunità della messa in onda della sua intervista a Luca Varani nel programma Storie maledette di stasera. Varani, per capirci, è l' ex fidanzato sfregiatore di Lucia Annibali, condannato a 10 anni in secondo grado per stalking, lesioni gravissime e tentato omicido. Varani non ha finora mai risposto alla domande dei magistrati; però ora risponde dal gabbio, davanti alla Leosini e alla di lei imperturbabile espressione da signora inglese al the delle cinque. In effetti è seccante. E, probabilmente, le sue risposte avranno valenza processuale.

Pare che Varani abbia anche pronunciato, con una certa arroganza, la frase «non ho mai detto "ti amo" a Lucia Annibali». Ma non è questo il punto.

Il punto è che il procuratore Palumbo ha avviato una serie «di accertamenti per capire chi ha autorizzato ad aprire le porte del carcere alle telecamere (è stato il dipartimento dell' amministrazione penitenziaria, tutto regolare: si tranquillizzi, ndr)». E dopo l' invettiva del magistrato, di seguito, magicamente, ecco Lara Ricciatti di Sinistra Italiana che subito presenta un' interrogazione al ministro della Giustizia Orlando; e da lì esalano concetti come «intervista inopportuna», «sospensione della messa in onda», «racconto di certo parziale dei fatti». Ecc. Ed ecco, anche, che Orlando chiede chiarimenti sulle procedure le quali potrebbero influenzare l' animus della Corte di Cassazione la quale si esprimerà direttamente sul caso Varani, il prossimo 10 maggio. Il tutto, quindi, dando per scontato che i giudici siano influenzabili dai mass media, una cosa molto di destra.

Ed ecco, infine, che arriva il silenzio stampa della Leosini dettato dalla direzione generale Rai. Senza considerare, tecnicamente, che Varani è stato condannato in appello; e dunque, se vuole rilasciare dichiarazioni può farlo a chicchessia.

Ora, è comprensibile che, in questi giorni, attraverso i cupi corridoi di viale Mazzini, serpeggi il nervosismo. Comprensibile. Prima c' è stato il caso della puntata di Presa diretta slittata in seconda serata col conduttore Riccardo Iacona più illividito del solito. Poi è arrivato il caso di Massimo Giannini che, per una battuta sul ministro Boschi si è visto invocare il licenziamento dal vivace dem in Commissione Vigilanza Michele Anzaldi, l' uomo dell' eterna invettiva che pare abbia sostituiti nel cuore dei nostalgici della censura la figura del mitico senatore Bonatesta di An nel primo decennio del 2000. Prima ancora, a dire il vero, la stessa Leosini era stato criticata per la sua intervista -esclusiva, e sempre in carcere- a Rudy Guede sul caso Meredith Kercher (complimenti, Franca, due su due). La Rai, con la direzione Campo Dall' Orto è un macigno col ballo di San Vito. In essa, un tempo avvolta dalle liturgie consociative, ora tutto evolve. Tra poco scadono le concessioni di servizio pubblico e col canone in bolletta nessuno avrà più scuse. E verrà ufficializzata la nomina del ritrovato Antonio Di Bella a direttore di Rainews; e, successivamente, avremo delle sorprese sulla materializzazione di nuovi direttori di rete. Ovvio che, così, il Pd «l' editore di riferimento» -come diceva Vespa- sia in iperventilazione e scatti per un nonnulla.

Eppure, chi ha un po' di memoria storica, dovrebbe ricordare che di «interviste inopportune» in Rai ne sono sempre state trasmesse parecchie, prima fra tutte quelle di Santoro (dalla D' Addario in giù). E che proprio la vicenda Leosini è speciosa. Il format di Storie maledette ha ruminato interviste a cacciatori di anoressiche, ereditiere molto glamour assassine dei mariti, ergastolani autisti di Fiat Uno bianche che sguazzavano nel sangue. Leosini ha sempre trattato il delitto da entomologa, e con un certo successo. Da un ventennio. Se la signora fa il suo dovere, in fondo, non è colpa sua...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • Baliano

    Baliano

    04 Febbraio 2016 - 18:06

    e sai che novità... la Censura è l'anima di ogni Partito partorito da Lenin: PCI suo figlio, PD il nipote. Senza la Censura, effetto collaterale della Menzogna, i compagni si sarebbero estinti appena nati.

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