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Dal fumetto al cinema

Mortadello e Polpetta, lo spettacolare cartoon sugli agenti segreti più divertenti del mondo

Mortadello e Polpetta, lo spettacolare cartoon sugli agenti segreti più divertenti del mondo

No, non è un film su Romano Prodi. I Mortadello e Polpetta del film Mortadello e Polpetta contro Jimmy Lo Sguercio sono la traduzione italiana di Mortadelo e Filemón. Ovvero i personaggi fumettistici ideati nel 1958 da Francisco Ibáñez Talavera, che in Spagna sono ormai un classico. Nati come imitazione parodistica di Sherlock Holmes e del suo assistente Watson, da allora Mortadelo e Filemón hanno fatto molta strada.

Com’è accaduto a tanti personaggi delle strisce fumettistiche, anche la buffa coppia di detective assai fantozziani ha travalicato la pagina ed è approdata sullo schermo. Prima su quello piccolo, in due serie di cartoni animati del 1969 e del 1994. Poi, sul grande. Nel 2003 è uscito Spia + spia - Due superagenti armati fino ai denti. Nel 2008 il seguito, Mortadelo y Filemón. Misión: salvar la Tierra. Erano entrambi film con attori in carne ed ossa, quindi la novità di questo «ultimo episodio della trilogia», da ieri al cinema, consiste innanzitutto nell’uso della computer animation. Si tratta infatti un cartone animato, ma dalla grafica letteralmente spettacolare che lo rende appetibile più agli adulti che ai bambini. Un po’ come fu per quel capolavoro, sempre animato al computer, di Wall-E.

Mortadello e Polpetta sono due agenti della Tia, una versione sfigata della Cia, che ha già subìto trecento volte il furto della sua cassaforte da parte di Jimmy Lo Sguercio. Anche stavolta, la trecentounesima, toccherà ai due confrontarsi con l’infame ladro.
Mortadello e Polpetta incarnano tutto l’immaginario del super detective alla 007. Fiumi di ammiratori, e di ammiratrici che addirittura svengono alla loro vista, li attendono sotto casa, i vigili che tengono a bada i fanatici poi chiedono loro l’autografo. Hanno dotazioni all’avanguardia che li fanno volare eccetera e, come Rambo, Polpetta fa addirittura il bagno nell’acqua a 0 gradi (trovandola anche caldina). Ma il tutto è modulato in chiave quasi demenziale, con disastri che la computer grafica permette più agevolmente rispetto alla recitazione umana. 

Il film, realizzato nel 2014, ha vinto il premio Goya nelle categorie Migliore Sceneggiatura e Miglior Film d’Animazione nel 2015. Difficile dire se sia divertito di più il regista Javier Fesser a girarlo o si divertiranno di più gli spettatori a vederlo. Una cosa è certa: il caleidoscopio di idee comiche offerto è infinito, con geniali citazioni (notevole quella del prova-abiti nella cabina armadio a forma di Uomo Vitruviano di Leonardo), tutte atte a prendere parecchio per i fondelli gli stereotipi degli agenti superstar, per primo la vanità.

di Gemma Gaetani

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