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Chi vuota il sacco

L'autore dei loro quiz sputtana la tv: "È tutto truccato. Avete notato che..."

Carlo Conti, Mike Bongiorno e Gerry Scotti

Lui i quiz televisivi li conosce bene, ne ha scritti molti. Davide Tortorella, figlio del Mago Zurlì, è uno degli autori storici dei giochi televisivi italiani. A 60 dal celebre Lascia o raddoppia, parla a Pistoia della trama del gioco in tv. “I giochi a grande vincita sono come la droga, più passa il tempo e più bisogna rincarare la dose. Lascia o raddoppia ai tempi fu un fenomeno nazionale, ma quando venne riproposto 20 anni dopo passò nell’indifferenza – spiega al Giorno -. Fazio ha avuto successo perché non ha rifatto il Rischiatutto tale e quale, ma ha fatto una trasmissione sul Rischiatutto. Un’operazione nostalgia simile a quella di Anima mia”.

Giochi sadici - Ma alzare il tiro non significa inventare giochi sempre più sadici, come Caduta libera, in cui i concorrenti che sbagliano cadono in una botola. “I giochi sadici sono sempre esistiti. Pochi lo ricordano, ma dopo Lascia o raddoppia andò in onda 200 al secondo, importato dall’America - racconta l’autore -. In caso di risposta sbagliata, i concorrenti dovevano subire punizioni umilianti, per esempio mettersi a 4 zampe e abbaiare come cani, oppure giocare a ping pong con una padella, o prendere delle torte in faccia. Il programma venne interrotto per la levata di scudi dei giornalisti che lo definirono poco dignitoso”.

Giochi truccati - Per creare la dipendenza nei telespettatori, nel tempo la domanda secca è stata sostituita dalla risposta multipla, così che il pubblico a casa potesse partecipare più facilmente. Ma, svela Tortorella, per incollare ulteriormente gli utenti allo schermo, i giochi vengono “truccati”. “Se hai un concorrente simpatico, che piace al pubblico, il modo più semplice per farlo vincere è contrapporgli degli avversari poco preparati. Al contrario, se vuoi farne cadere uno che è antipatico, gli metti contro qualcuno di bravo – rivela l’autore -. Un altro modo per aiutare qualcuno, e questo è meno corretto, è sottoporlo a un provino molto intenso, di un’ora o anche un’ora e mezza. In questo modo scopri su quali materie è preparato e su quali è più debole. Al momento opportuno, se vuoi aiutarlo, gli rivolgi delle domande alle quali è più probabile che sappia rispondere”.

I conduttori - Il re dei quiz televisivi è indiscutibilmente Mike Buongiorno: “Come nessun altro aveva la capacità di seguire il gioco, sapeva quando sottolineare la tensione, quando drammatizzare – spiega Tortorella - In Italia invece si tende sempre a buttarla sul ridere, ma così si ammazza il quiz. E poi Mike sapeva scegliere i concorrenti, li seguiva, costruiva i personaggi”. Per l’autore non ci sono dubbi: il suo erede è Gerry Scotti: “Ha la stessa rarissima dote di aderire alla tensione del gioco. Sembra facile, ma ci vogliono le qualità di un rabdomante. Mentre Bonolis è l’unico che in modo geniale riesce a sdrammatizzare senza rovinare il gioco”.

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