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Ma quale rottamazione

Lerner, Ferrara, Santoro e Veltroni: la Rai serve il carrello dei bolliti

Lerner, Ferrara, Santoro e VeltroniLa Rai serve il carrello dei bolliti

C'è qualcosa di nuovo, eppur d'antico tra gli austeri corridoi di Viale Mazzini, labirinti spettrali dove spesso s'odono le voci disperate di conduttori, dirigenti e anchormen colà abbandonati, negli anni, dalle varie lottizzazioni a stratificazioni geologiche.
Eppure, qualcuna di queste anime perdute riappare, riemerge fiera e vendicativa dalle nebbie della memoria (c'è chi usa la metafora del «bollito è servito», chi dei «vecchi leoni più vecchi che leoni», fate voi).

E, oggi, pare che gli obliati finiscano dritti dritti nei palinsesti della «nuova Rai» che Antonio Campo Dall'Orto consegnerà al mondo il prossimo 28 giugno. Ho visto i palinsesti, di straforo. Alcuni di loro si stagliano tra le pieghe delle prime e seconde serate. Altri non ci sono. Sono in «avanzata trattativa». Ci finiranno, probabilmente, in autunno. Rimane la sensazione del deja vu. Una volta che sali sul cavallo di Viale Mazzini, disarcionarti è impresa titanica.

Elefantino da balia
 - Giuliano Ferrara è tra i revenant più illustri. Lo danno non in video, ma come autore e mentore del programma di Pietrangelo Buttafuoco su Raidue (che potrebbe essere, lui sì, la vera sorpresa), voluto fortemente dal «consulente Rai» Francesco Merlo, un tenace doppiolavorista di Repubblica che di tv poco mastica ma che è senz' altro molto autorevole. L' ultima volta che Ferrara impose la sua corpulenza intellettuale fu a Raiuno con Radio Londra, 3mila euro di cachet per 5 minuti di programma al giorno, beato lui.

Lasciò il servizio pubblico dichiarandosi «mobbizzato» da un oscuro funzionario Rai che pare gli facesse sempre lo scherzetto di sfumarlo e di spegnergli le luci da dietro, mentre era in onda col sigaro spento.


Sant'oro - Michele Santoro aveva dichiarato ferocemente: «La Rai di Campo Dall'Orto è un bluff, come l' Italia di Renzi». Infatti, ora la Rai, ringraziandolo, gli assegna (a detta del Corriere della sera) il suo programma della vita. Niente piazze, niente talk, stavolta. Michele si butta sulla sua vecchia ossessione da teatrante salernitano: le docu-fiction, a cominciare dal progetto sulla strage di Portella delle ginestre. Cioè una roba di cui Michele parlava anche nel sonno, progetto leggendario e mai realizzato come Il Viaggio di G.Mastorna di Felllini o il Don Chisciotte di Orson Welles, ma che qualsiasi cronista di spettacoli tra i 30 e i 50 anni, estenuato, conosce a memoria. Le docu-fiction, gli sceneggiati di cronaca realizzati come produttore, Santoro li aveva già proposti. A tutti. Anche all' ex direttore generale Rai Gubitosi, aspirando non si sa se a Cannes o allo stipendio. La risposta era sempre stata un mantra: «Grazie, le faremo sapere...». Grazie ai suoi pregiati sponsor Antonio Marano ora presidente di Rai Pubblicità e Carlo Freccero ora gli hanno fatto sapere. Raidue.

Walter il buono - Quel che atterrisce forse di più è un' iniezione di veltronismo, glucosio allo stato puro, nel corpaccione già diabetico di Raiuno. Le dieci cose più belle sarà il programma autunnale che l'ex segretario Pd dovrebbe condurre (o dirigere, o entrambe le cose) per la rete ammiraglia. Trattasi di un tripudio di «radici, memoria, racconti, interviste, riflessioni, commozioni», ha anticipato Walter al Fatto Quotidiano. Una colata di buonismo alla Nicola Di Bari, con un tocco onirico. Qualcuno azzarda che per Walter si tratti di una terapia: è il suo modo di combattere le cattiverie del renzismo e le malvagità del mondo. Un tempo sarebbe andato in Africa, ora si limita a girare film, doppiare cartoni animati (il suo personaggio era «Rino Tacchino» per la Disney) e programmi tv. Queste quattro puntate prodotte da Magnolia lo ricondurrano alla casa del padre Vittorio, grande dirigente della Rai degli albori. Walter potrà far flettere l' Auditel, ma di certo non rischia un calo degli zuccheri.

L'Islam di Gad -
Dell'esoterica rimaterializzazione di Gad Lerner nel format Islam, Italia «sei puntate di reportage e inchieste per parlare di diversità» su Raitre. Mi pare in seconda serata di domenica, s' è detto tutto. Ma non è mai abbastanza. Per la sua ex allieva a Milano, Italia (anno 1992) Daria Bignardi, il recupero del vecchio Infedele ha un' eco di nostalgia freudiana. Diciamolo: è un po' come ammazzare il padre per affermare definitivamente se stessi, la propria realizzazione nelle stanze dei bottoni. Non so se basti. Conoscendo la sensibiltà di Gad verso il soldo, non oso pensare al compenso. Ah, poi, in tutto questo c' è anche Corrado Augias, riproposto a tempo pieno, prezzemolo odoroso sparso nel palinsesto di Raitre. E gli Speciali informativi in prima serata di Massimo Giletti. L'unica novità? Gianluca Semprini, cronista guerriero da Sky a Raitre. Il classico cavolo a merenda. Auguri, Gianlù...

di Francesco Specchia

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Commenti all'articolo

  • indignata.it

    25 Giugno 2016 - 09:09

    è per questi che ci estorcono i soldi ? questo è servizio pubblico ? ci sarebbe da spararli tutti !!

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  • machian45

    24 Giugno 2016 - 21:09

    Troppo forte il titolo! Complimenti!

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