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The Merry Prankster pubblicano Till midnight, il fascino misterioso della mezzanotte

The Merry Prankster pubblicano Till midnight, il fascino misterioso della mezzanotte

Non è stato un progetto studiato a tavolino, ma come tutte le cose nate dall’estro e dai casi della vita, anche l’origine dei The Merry Pranksters racconta una storia di passione, lavoro, studio e fatica. 

Oggi sono in cinque, Federico, Frank, Alessio, Luca ed Enrico  ma all’inizio erano la classica line-up rock formata da 3 elementi e suonavano cover di canzoni rock rispettando testi e musicalità. Si esibivano nei locali della zona milanese e già qualcuno notava la loro bravura, tanto che dopo poco l’esigenza di rompere le righe, del pentagramma s’intende, è stata troppo forte. 

E così quei brani in scaletta hanno iniziato a modificarli secondo gusti e vene artistiche, riarrangiandoli con un impronta che già cominciava ad essere quella dei The Merry Pranksters, ma solo un abbozzo embrionale. E’ stato un solo pezzo, poi, ad accendere la scintilla di quel fuoco che si è alimentato molto lentamente, ma è rimasto in stand by, perché nessuno del gruppo era ancora pronto ad abbandonare una scaletta preparata in anni e anni di esibizioni. Cambiare stile e osare proporre un cambiamento, si sa, non è una cosa semplice, ci vuole una spinta per dare la svolta. E il primo grosso cambiamento del gruppo, ancora senza nome, arriva quando tra i componenti del gruppo originale si crea la prima frattura. Il primo batterista storico, infatti, lascia il gruppo per incompatibilità artistica mentre, intanto, il progetto dei The Merry Prankters comincia a prendere sempre più forma. 

Feedback positivi e commenti spingevano il gruppo a proporre sempre di più e l’impegno di prove e composizione di pezzi diventa sempre più importante, perché ormai, nelle mente di tutti c’è un’idea precisa e quasi senza dirselo i ragazzi rimasti cominciano a imbastire degli spartiti e a lavorare in maniera serie sui brani che sarebbero diventati, poi, la colonna vertebrale del primo disco. Ed è qui che arriva Frank, grande conoscitore di musica e di rock e rockbilly classico, che inizia a rendere il sound più irrobustito. In quattro continuano a investire sui propri pezzi, confrontandosi e crescendo insieme, perché nello statuto del gruppo è scritto nero su bianco che non ci sono padroni, ed è per questo, forse, che la band non è mai implosa e anche nei momenti di tensione c’è stato chi è riuscito a tenere i piedi per terra e ragionare, per andare avanti, sempre e comunque nel segno della buona musica. I The Merry Prankster, a questo punto, ci sono. Sono loro, hanno un’immagine e sono riconoscibili al pubblico di Milano ed Hinterland, perché l’impronta è precisa e quasi unica nel suo genere. 

A partire dal nome. The Merry Prankster era il nome del movimento formato dagli amici dello scrittore Ken Kesey che, a cavallo fra la Beat Generation e il movimento Hippie, sperimentarono l’uso di sostanze psichedeliche. L’effetto di un acido provoca sensazioni alterate, più intense, ed è proprio questo l’effetto delle canzoni del gruppo, nate con un processo creativo simile. I brani originali, tutti degli anni ’50–’60, sono alterati per dare l’effetto di un’esperienza extrasensoriale che ti porta in un mondo parallelo di note e sensazioni.

La musica dei The Merry Pranksters è, in effetti, un trip di musica percepita in maniera più forte, con soluzioni musicali inaspettate e nuove. Il progetto sembra funzionare alla grande, tanto che il gruppo viene notato da una personalità importante del mondo della musica italiana che diventa, per così dire, una figura di riferimento in ogni momento. I consigli e l’apprezzamento danno ai ragazzi un turbo anche emozionale e continuano, così a lavorare sodo, pur sempre con umiltà. E’ stato anche per l’atteggiamento professionale e serio che a un certo punto arriva l’interessamento di una grandissima etichetta musicale. La proposta giunge inaspettata ed improvisa destabilizzando il gruppo, che quindi rallenta e comincia a interrogarsi seriamente sul proprio futuro. Il dibattito tra i componenti del gruppo è profondo e sentito perché tutti loro sanno che questo è il momento di rottura col passato. Uno dei fondatori del gruppo, infatti, con sofferenza, abbandona il progetto e la band torna in tre, anche se per poco. Con un rollata di piatti arriva Luca, che con la sua tecnica alla batteria completa con un altro tassello l’immagine quasi definitiva dei The Merry Pranksters. Il suono, ormai, è molto cambiato dall’inizio ed è più energico e maturo ma c’è ancora una nota che manca. Ma quale? Beh, forse una nota di Sax, morbida e grintosa, suonata da Enrico. E’ lui il quinto componente dei The Merry Pranksters che, a questo punto, sono un gruppo completo e armponioso, ma soprattutto sono esattamente quello che sarebbero dovuti essere. Quello che avevano sempre immaginato, senza sapere che quel sogno poteva diventare realtà. C’è tutto, dunque, non resta che incidere un disco e infatti inizia la produzione di Till Midnight. Sei mesi di lavoro per 12 brani ispirati ai live degli anni ’50-’60 hanno reso questo disco un’opera completa e grintosa, di qualità artistica comprovata da esperti musicali e da noti esponenti della canzone italiana. Till midnight è la conclusione di un viagigo che deve finire entro la mezzanotte, perché è a mezzanotte che qualcosa finisce e qualcos’altro inizia. E’ il labile confine tra notte e giorno, tra passato e futuro, tra essere e divenire, ma anche tra sogno e realtà. Una corsa contro il tempo, per finire tutto entro la mezzanotte,che rappresenta, in fin dei conti, il passaggio da un progetto acerbo a una passione serie e matura in cui la musica è la regina. 

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